"Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?" (Joseph Conrad)
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giovedì 20 gennaio 2011

le Sesse in Adriatico

Cosa sono le “sesse
Secondo Wikipedia in Idraulica "Il termine sessa è riferito al movimento periodico delle acque all'interno di un bacino chiuso: un catino, un lago od anche un mare. Le onde di sessa consistono in moti oscillatori che si originano in conseguenza di improvvisi abbassamenti della pressione atmosferica."

Il livello del mare, moto ondoso a parte, è determinato dalla somma delle variazioni climatiche, della marea meteorologica e della marea astronomica.
Tralasciando per il momento la marea propriamente detta, che notiriamente è quella "astronomica", guardiamo solo alla componente di marea di origine "meteorologica", che è invece determinata dalle variazioni del livello del mare causate dal vento e dalle differenze di pressione atmosferica, in intervalli compresi tra alcuni giorni e poche ore e che non è evidentemente prevedibile nel lungo tempo. Nell'ambito di questi effetti legati alle perturbazioni meteorologiche le oscillazioni del livello del mare sono appunto le nostre sesse.
Le sesse sono dovute normalmente a variazioni locali di pressione, in seguito al passaggio di una depressione atmosferica o all'azione del vento, che provoca un temporaneo accumulo dell'acqua in una parte del bacino, dando origine ad una sorta di aspirazione e di beccheggio delle acque e a un conseguente innalzamento del livello del mare. L’onda di sollevamento che si determina è denominata per l’appunto sessa. 

Il fenomeno in sè non è proprio di alcun mare, ma in Adriatico dove si rileva la più alta escursione mareale che si possa registrare in Mediterraneo, la cosa diventa di interesse significativo. Trattandosi, infatti, di in un bacino allungato, stretto e poco profondo, la massa d’acqua che si eleva è notevole (per avere un idea basta ricordare il fenomeno dell’acqua alta a Venezia per il quale spesso le cause sono da ricercare facendo riferimento alla situazione atmosferica del basso Adriatico); nel dettaglio, queste oscillazioni sono tipicamente stazionarie e possono manifestarsi sia lungo l'asse maggiore del bacino (oscillazioni longitudinali), sia lungo quello minore (oscillazioni trasversali).



In circostanza localizzate, come stretti, istimi, canali, e specialmente passaggi orientati nella direzione del vento prevalente (lo Scirocco) possono esserci sesse che permangono in situ per 22 ore e con livelli di innalzamento delle acque persino superiori a quelle registrabili con la classica marea, e nell'ordine anche del paio di metri.

Da influire, pertanto, con il pescaggio delle nostre barche a vela, dunque da conoscere e valutare con la massima attenzione, pena l'incaglio!
 

lunedì 17 gennaio 2011

Eroi ed antieroi degli oceani

 doverosamente divulgo.........



L'ingresso è gratuito con obbligo di iscrizione: tel. 041.5200884
email: segreteria@compvela.com

(e prima dell’inizio delle proiezioni, sarà offerto dalla Compagnia della Vela un Buffef, il che non guasta)

sabato 8 gennaio 2011

Point Nemo

Point Nemo: ovvero "the Oceanic pole of inaccessibility" (tradotto: il punto geografico sugli oceani, più lontano da ogni altro lembo di terra!!!)


eccolo qui, segnatevelo mi raccomando:
48°52.6′ S  123°23.6′ W

nel bel mezzo del Pacifico meridionale, 2,688 km (1,451 NM) dalla terra più vicina (che è Ducie Island in direzione nord, Motu Nui a NE, and Maher Island  in direzione S ovviamente in terra antartica.

venerdì 17 dicembre 2010

play Maps

un bel giochino realizzato con le API di maps... tutt'altro che "lavorabile" on board, ma interessante per trascorrerci qualche quarto d'ora davanti al pc, magari d'inverno sognando tante nuove mete estive............  una carta nautica base raster navigabile con gli strumenti di google Maps, e visualizzabile assieme all''immagine satellitare sovrapposta su più livelli di trasparenza!

qui il (difficilissimo) link: http://web-ais.geogarage.com/view_ships/last_position?carto=yachtua&lat=42.5995982130586&lon=10.07171630859375&zoom=9



ps.
e se qualche anima pia più capace di me ne sapesse estrapolare il codice........ magari ce lo incapsuliamo sui blogghe, che ne dite?  ;-))

martedì 16 novembre 2010

the VAGABOND project



- il varo del VAGABOND, il 17 marzo 2000

- 2 anni di navigazione intorno alla Groenlandia fino al 2001

- la circumnavigazione del continente Artico nel 2002/2003 passando per il passaggio a Nord-Est (primo yacht ad attraversarlo senza sosta) svernando in Kamtchatka, per raggiungere poi l'anno seguente lo stretto e le isole di Bering passando prima per il Giappone; proseguendo ancora da li fino all' Alaska ed il Canada, e attraversando infine il passaggio a Nord-Ovest con la meta finale dello Spitsbergen




- 5 (lunghi) inverni tra il 2004 ed il 2009 trascorsi a battersi con la Natura più selvaggia nella desolazione dello Spitsberg

- il ritorno in Groenlandia attraverso il passaggio a Nord-Ovest in senso contrario nel 2010, stavolta ospiti a bordo di un trimarano norvegese (B. Ousland)



La storia di una barca d'acciaio di 47 piedi, del suo comandante coraggioso (Eric Brossier) e di un'equipaggio (France Pinczon du Sel moglie di Eric, la loro figlia Léonie nata nel febbraio del 2007 dentro la pancia del Vagabond, e tanti altri che si sono succeduti a bordo); una storia che sembra veramente non finire più, infinita come i ghiacci sterminati che ha attraversato negli ultimi 10 anni.
Un film ed un libro che non conoscevo, ma che meritano d'essere approfonditi, e presto prometto che mi doterò dell' edizione italiana del libro pubblicata dalla sempre affidabile Nutrimenti.






Per tutti noi che comodi a casetta ci apprestiamo ad affrontare un nuovo inverno, con i riscaldamenti termoautonomi ben settati sulla temperatura interna di 20°C sopra lo Zero, resta un sito tutto da scoprire per chi ama il Grande Nord: http://vagabond.fr/index.en


"I was born in Japan, I left the country when I was only three months old, but ever since I want to return. To see Nagoya again. In september 1969 I crossed the Arctic by air to go to France. To return along this route by boat was a very ambitious project, but the magic of the Arctic and other remote areas have shown me, on previous voyages, to be a true temptation. Such strong and unforgettable experiences are the source for emotions which afterwards one will constantly try to relive.
Moreover there is this irresistable urge to discover, meet and mix with other cultures. It is time that peoples, isolated in the Siberian Arctic who live a life so different from ours, are noted by us. This long traverse of several months is the perfect occasion to testify of how man succeeds in adapting to his environment, even in a hostile climate and a politically and economically unstable system. A sailing vessel allows to give back some of the warm hospitality so often and spontaniously encountered when one travels.
So, it goes without saying that this project came to life little by little, and being supported by a crew and by absolute resoluteness."

===
"Le Passage du Nord-Est fût la grande étape dans l'élaboration d'un navire de passionnés. Passionnés de navigations insolites, de plongées inconnues, de randonnées dans des massifs sans nom, passionnés de géologie, de biologie, d'ornithologie, passionnés d'explorations et de découvertes…

Chacun a sa place à bord, au fil d'un programme dicté par les ambitions et les projets des équipiers qui viennent vivre leur rêve. Pendant une semaine ou un mois, ce voilier est leur cadre de vie, leur camp de base, leur support logistique. 

Je souhaite ainsi permettre à d'autres projets de voir le jour, grâce à un bateau parfaitement adapté et bien rodé. Telle est ma motivation profonde. Un projet de longue haleine, quelques années qui marquent une vie."

Alors, bienvenue à bord !
Eric Brossier











martedì 5 ottobre 2010

vips on line?

miracoli del traffic feed.........

chi mai sarà il nostro lettore/trice pochi minuti fa collegato al blog nientepopòdimeno che da.... Beverly Hills - CA (ovviamente 90210..!!!)

(N.B. se di nome di battesimo ti chiami Julia oppure Angelina e sei on line collegata dall'iPad direttamente da Rodeo Drive questo è il mio numero di telefono -per Te sempre aperto- , già completo di prefisso internazionale:  00 39 347 8135266)
 

sabato 2 ottobre 2010

per i "sognatori"



Una pagina EPICA prodotta dall'amico e navigatore (e sognatore) Luigi Ottogalli, tratta dal suo blog... BV Luigi!

   
                                  
Risposte pratiche per "sognatori" realistici

Partire per mari lontani con la propria fidata barca a vela è il sogno nel cassetto di molti velisti, per la maggior parte rimarrà per sempre un sogno, e probabilmente è meglio cosi, avvicinarsi ai propri sogni può anche significare vederseli sbriciolare sotto agli occhi, e poi restare senza nulla da sognare, che è una delle condizioni più tristi della vita!
Molti degli aspiranti "giramondo" che incontro mi pongono spesso questa domanda:
"Cosa debbo fare per realizzare il mio sogno?"
La prima risposta che mi viene in mente è appunto "Crederci fermamente" e la seconda "Dimensionare il sogno alle proprie reali possibilità"
Questa seconda affermazione potrebbe sembrare l'antitesi del sogno, che per sua natura dovrebbe nascere dalla fantasia e dall' irrazionalità, ma ho spesso visto che chi cerca di realizzare i propri "sogni" partendo da queste basi, spesso finisce, come Icaro, con il bruciarsi le ali!
E' questo il punto, i "sogni" debbono per forza di cose divenire reali, concreti e spesso con risvolti molto prosaici. 
E' a questo punto che scaturiscono le domande molto pratiche,  cui cercherò di rispondere in questa sezione.

Ma quanto costa vivere in barca girando per il mondo?
Vi sono diversi stili di vita dei "giramondo" a cui corrispondono altrettanto differenti costi: 

L' essenziale:
Vive - perché spesso è un solitario - con un "budget" minimo, ha una barca quasi sempre inferiore ai dieci metri, spesso in acciaio con vistose traccie di ruggine, attrezzatura di base, pochi accessori - solo quelli realmente indispensabili - non frequenta i Marina, si fa tutti i lavori da solo, e spesso esegue manutenzioni, a pagamento, su altre barche. 
Segue una dieta rigorosa evitando tutti i cibi più cari, non conosce i ristoranti, al massimo un panino in un chiosco, si sposta solo con i mezzi pubblici.
Quando naviga è uno dei velisti più puri, fa infatti un utilizzo molto parsimonioso del suo motore che in genere è di potenza limitata. Non praticando noi questo stile di vita, non so quanto possa spendere, ma da quello che ho visto sicuramente molto poco!

Io ho tutto!: 
Sono "l'elite" dei giramondo, navigano con barche nuove di dimensioni rigorosamente superiori ai quindici metri e prodotte da cantieri "Top de game"
A bordo dispongono di tutti gli accessori più sofisticati, dall'elica di prua, al generatore, al desalinizzatore, il condizionatore, l'elettronica più completa possibile, in sostanza tutto quello che si può sognare di possedere sfogliando un catalogo d'articoli nautici o visitando un Salone. Affidano tutta la manutenzione della barca a personale specializzato, ed appena qualche cosa è meno che perfetta, o passata di moda, la sostituiscono con una nuova. Sono assidui frequentatori dei Marina, che cercano con tenacia; appena a terra debbono scoprire tutti i migliori ristoranti e le signore le più fornite zone di"shopping".
A terra si muovono naturalmente solo con auto a noleggio o in aereo.
Anche in questo caso non potrei dire quanto spendano, ma sicuramente molto!

I "medio-sfigati":
Rappresentando la categoria più diffusa. - l'aggiunta di "sfigati" deve essere letta solo in rapporto alla categoria prima descritta! -
Comunemente navigano in coppia o in famiglia su barche la cui dimensione varia dagli undici ai tredici metri, sono spesso barche un poco "vecchiotte" ma di affermati cantieri e noti progettisti, ben tenute sebbene non in modo maniacale.
Dispongono di tutte le attrezzature necessarie, sia tecniche che per garantire un sufficiente comfort di vita a bordo, ma naturalmente tengono in debito conto i consumi energetici ed i costi di manutenzione.
La manutenzione è quasi sempre effettuata da loro stessi, e si rivolgono a personale specializzato solo per quegli interventi molto tecnici e che richiedono attrezzi specifici. Non rifuggono dai Marina, ma vi si fermano solo per il tempo necessario o se non vi sono altre possibilità. Si concedono alcune uscite in ristoranti ed escursioni all'interno dei paesi visitati, utilizzando sia i mezzi collettivi che, quando occorre, il noleggio di un auto o un volo aereo per tratti più lunghi.
In sostanza cercano di non farsi mancare nulla senza strafare.

Di questa categoria, a cui Silvia ed io apparteniamo, posso tratteggiare i costi di massima!

Che dipendono anche dalla regione in cui ci si trova a navigare: quando eravamo sul delta del Casamance, in Senegal, dove non vi era nulla da comperare se non i viveri di base, spendevamo molto di meno, rispetto a quando stavamo a Buenos Aires, città che offre qualsiasi cosa uno possa desiderare! Oppure di quanto abbiamo speso l'ultimo anno nelle Piccole Antille, molto turistiche e quindi costose.
Analizzando le spese da noi sostenute in cinque anni, dal 2003 al 2009,  possiamo vedere che, in due, abbiamo speso una media di 20.000 Euro per anno, divise in questo modo:

Causa
%
Manutenzione ordinaria
25
Marina e Porti
19
Assicurazioni
16
Svago, viaggi, ristoranti...
13
Cambusa
12
Manutenzione straordinaria
11
Rientri in Italia
10
Gasolio e gas
2
Internet
2
Varie
1

Nel compilare i costi non abbiamo però mai tenuto conto di quelle che definirei "piccole spese personali", come ad esempio:
per Silvia - vestitini, scarpette parrucchieri e simili...
per Luigi - tabacchi e pipe, qualche "gadget" elettronico d'uso personale...
Non sono poi conteggiate le spese per i libri, ma per questo, a condizione di leggere in diverse lingue, funziona molto bene lo scambio con altri giramondo.

Dall'analisi di questa tabella si vede subito che i costi che incidono maggiormente sono quelli relativi alla barca!

E' molto difficile ridurre i costi della "manutenzione ordinaria", ossia il carenaggio - compresa la sosta a terra - la riparazione o sostituzione di tutti gli elementi usurati, mentre quelli per la "manutenzione straordinaria" - generalmente nuove attrezzature o migliorie utili, ma non indispensabili - possono essere ridotti se non completamente eliminati.

Anche la voce "svago", potrebbe essere ridotta, ma a mio parere non del tutto cancellata, perché:
"Es verdad que tiene una vida mas barata, ma non es vida!" (E' vero che vi è una vita più economica, ma non è vita!) 

Seguendo il medesimo ragionamento si potrebbero eliminare le voci "rientro in Italia" - basterebbe non rientrare - e "assicurazione" (corpo per la barca ed infortuni per l'equipaggio), sarebbe sufficiente rischiare!
Concludendo, e volendo rimanere nell'ambito della ragionevolezza, per vivere in barca occorre disporre di un "budget" compreso tra i 15.000 e i 22.000 euro all'anno, cosa non difficile per una coppia che disponga di due discrete pensioni, o della rendita derivante dalla locazione di qualche immobile. Non per nulla la maggior parte dei giramondo di questo tipo sono coppie di mezza età ( ed oltre...), più rari, in questa categoria i giovani o le famiglie con figli piccoli.
Luigi Ottogalli


e questo è il "Jonathan", uno Sciarrelli di 12 mt. su cui il caro Luigi viaggia, in compagnia di Silvia..


 

sabato 12 giugno 2010

La regola dei Venti Incrociati


Si tratta di una regoletta empirica sviluppata dall’eminente metereologo inglese Alan Watts, ponendola alla base delle sue teorie di “lettura dei segni del cielo” presentate nel suo The Weather Handbook (tradotto in italiano nella pubblicazione del 2005, “Il manuale del Metereologo”, ed. Mursia).


Senza parlare del libro in sé, in effetti uno dei tanti buoni manuali in commercio, spieghiamo la regola sviluppata da Watts per la sua semplicità d’applicazione, da essere un utile sistema per annusare il tempo, in aiuto del velista sprovvisto da qualsiasi dato meteo che non sia l’osservazione diretta degli eventi.


La regola si basa sulla direzione differente dei venti di superficie, influenzati per lo più dalla circolazione dei sistemi frontali, solo a meno della deviazione dovuta all’attrito con la superficie terrestre, rispetto ai venti di alta quota, rappresentativi piuttosto della direzione di movimento dei fronti depressionari, dunque significativi a descrivere piuttosto l’evoluzione della situazione meteo nelle successive 24/36 ore (per avere un’indicazione della velocità di questa evoluzione, e nel contempo anche della previsione dell’intensità del vento che si approssima, una lettura del barometro e la registrazione della caduta di pressione oraria è un ulteriore ausilio, benché non rientri nella regola di Watts).

Se abbiamo un cielo terso o con cumuli di bel tempo ai livelli più bassi dell’atmosfera(le classiche nuvolette a forma di batuffoli), ma con cirri (quelle nuvole tipicamente a forma di unghia, arricciate, o a forma di ciuffo fibroso e sottile, nelle regioni superiori) che si spostano più in alto, è fondamentale valutare la direzione dei cirri rispetto ai venti di superficie, guardando alle nubi più basse o ad un altro riferimento a terra, quanto alla valutazione della direzione del vento di superficie (basta anche la classica bandierina o guidone sulla nostra crocetta).

A partire dall’osservazione come spiegata, e trovandoci nell’emisfero settentrionale (nell’altro emisfero la regola logicamente si inverte), la “regola” è la seguente: ponendoci con il vento (di superficie) alle nostre spalle, se i venti di alta quota spingono i cirri da sinistra verso destra, allora il tempo progressivamente peggiorerà; viceversa, se i venti di alta quota soffiano da destra verso sinistra, allora il tempo molto probabilmente andrà verso un miglioramento. (*)
(*) spiegazione analitica: nel primo caso l’osservatore che offre la schiena alla direzione del vento di superficie si troverà lungo la traccia di avvicinamento di un sistema frontale, che presto lo raggiungerà colpendolo; nel secondo caso, il vento d’alta quota che soffia in direzione contraria, indicherà il passaggio conclusivo del fronte, dunque il ritorno del sereno.

Watts suggerisce anche di annotare approssimativamente l’angolo che il vento di superficie forma con quello d’alta quota: più quest’angolo si avvicina a 90 gradi e più è probabile che il tempo cambi, migliorando o peggiorando secondo la regola già esposta, mentre nel caso di venti di bassa e di alta quota che si spostino reciprocamente lungo la stessa direttrice il tempo in linea di principio non dovrebbe subire grossi cambiamenti, salvo nel caso dei venti paralleli ma di stessa direzione e verso, che potrebbe stare ad indicare il posizionamento dell’osservatore nel “settore caldo” di un fronte depressionario, dunque la possibilità dell’arrivo del fronte freddo della perturbazione.



Ma sui sistemi frontali non entriamo nel merito, dandone per scontata l’assodata conoscenza (veroo?) né scendiamo nei particolari relativi all’evoluzione del quadro nuvoloso, altrettanto classico e noto quanto a sequenza dei fenomeni osservabili (ispessimento ed abbassamento dei cirri, progressiva copertura di tutto il cielo, ecc ecc ed il resto lo sapete già, e ricordatevi solo di indossare per tempo stivali e cerata!)


lunedì 3 maggio 2010

Domani sera la "Barca Pulita" a Trento

Con la Barca Pulita alla ricerca delle ultime culture incontaminate nelle isole del Pacifico Occidentale. 
Conferenza con i velisti di Barca Pulita Carlo Auriemma e Lizzi Eördegh con proiezione di filmati e dibattito - organizzazione CUS Trento
martedì 4 maggio 2010 - sede UNI.Sport - via Prati, 10 - Trento



inutile dire che ci saremo!!!

lunedì 22 marzo 2010

venerdì 12 marzo 2010

Voci femminili emergenti & Fresche brezze costiere: Aliseo o Ponentino?

n pò di blogging di bassa lega... tra il geografico-visionario e l'intimistico, oggi sto in versione Ozpetek insomma..


Ieri l'altro sono stato a Roma, per concludere un affare, ed a parte respirare un pò dell'aria sempre profumata della Capitale, e godere precocemente di un caffè al bar seduto ai tavolini esterni (che a Tn se non accendono i fornelloni a gas sarà possibile farlo non prima del compimento del disgelo..), e gustarmi pure l'improvvisata visita alla Mostra del Caravaggio al Quirinale nella tarda mattinata altrimenti libera (e così dribblare i vari piovaschi improvvisi..) ....... a parte tutto ciò, non potevo trovare occasione migliore per contattare l'amico Francesco di Senza Parole e con lui anche la cara Sonia (blogger di Eudamonia, per il momento "a terra" che oramai non vedevo da quando teneva ancora la sua ex barca a Caorle).

Non entro nel merito dei dettagli sennò prevale l'intimismo e la vena nostalgica, però il pranzo che Francesco ci ha voluto offrire -ma a tutti i costi!- presso la trattoria abruzzese (di nome e di fatto) di piazza SS. Apostoli va citato, per quanto gusto c'avessero i carciofi e l'amatriciana, che al ricordo mi torna già l'acquolina in bocca, ma poi adesso che posso ragionare comodamente seduto in fase di debrifieng & debugging , insomma riunito con mè stesso medesimo, e la mente può saltar libera di palo in frasca, complice il sottofondo musicale che ho messo e che m'ispira, ed il ricordo degli argomenti trattati a tavola, compresi gli immancabili "mari lontani" (i reef delle Chagos! e che ci facevano i ns commensali seduti su Diego Garcia!??!) ...inizio la più classica delle mie elucubrazioni del giorno!



Ho chiesto a Francesco dove avesse deciso di tenere il suo Oceanis, se nell'inferno di "Fiumara Grande" o in quello un pò meno dantesco di "Riva dè Traiano" e lui mi ha invece letteralmente sorpreso raccontandomi d'aver scelto il porto del Circeo!  ..un'oasi di pace.......











Più lontano da raggiungere in auto dalla città, e con il rischio mi diceva di poter imbeccare anche 3 ore di viaggio a causa del traffico di bagnanti nei mesi estivi, ma senz'altro più vantaggiosa come soluzione rispetto alle altre più scontate, a livello di fruibilità dello specchio d'acqua antistante ma specialmente per la possibilità in un we di spingersi fino alle isole Pontine. 

Già: Ponza. 
L'innegabilmente splendida Ponza, eppure altrimenti famosa sulle pagine delle riviste di nautica più per le notizie di cronaca giudiziaria o per le lagnanze dei diportisti di ritorno dalla crociera estiva, già belli che pennati dal rais dell'isola, l'unico celeberrimo inimitabile...... Ciccio Nero








Pausa.... sull'immagine del pontile selvaggio, mi fermo un attimo per una riflessione silenziosa.. una specie di "personale intenzione" come quella espressa sulla Preghiera dei Fedeli. E ciascuno esprima la sua, ovviamente..


sabato 27 febbraio 2010

Vancouver 2010 & "The Ripple Rock Blast"

(piccolo consiglio per la migliore "usabilità" del post: anziché clickare sui numerosi link inseriti nel post per raggiungere l'indirizzo su questa stessa finestra, consiglio "tasto destro del mouse>apri in una nuova FinestraOPPUREScheda" , di modo di tener aperta la finestra del post e poter proseguire nella lettura senza dover ricaricarla.. OPPURE: Click sul link con il tasto centrale del mouse, o rotellina, per chi lo ha..
........ il Viaggio se ne gioverà, il Sogno pure!)







"Se vuoi qualcosa nella vita, datti da fare e prendila!"






Inverno, freddo, neve, ghiaccio e quest'anno anche Olimpiadi. Ed oggi proviamo con l'aiuto della grafica e molta fantasia, a fare una visita (virtuale) agli atleti impegnati ancora per un paio di giorni ai Giochi Olimpici invernali 2010 in fase conclusiva in quel di Vancouver, Canada.
(e scopriremo poi che non andiamo affatto off topic al tema velico del blog!!!)








Vancouver sede dei giochi è una città canadese dello stato (costiero: primo indizio), della Columbia Britannica (British Columbia), ed oltre ad essere attualmente investita dal ciclone mediatico delle Olimpiadi invernali, è anche uno dei più importanti PORTI dell'oceano Pacifico; oltre a rappresentare una metropoli che conta quasi 3 milioni di abitanti, tutti letteralmente ammassati tra le rive del Stretto di Georgia su cui si affaccia, e le retrostanti Montagne Costiere, teatro appunto di Slalom Giganti e salto dal trampolino olimpico.

E dovendo ammettere mio malgrado una buona fetta di ignoranza su un tema, quello della geografia, sempre a me caro, mi sono dovuto arrendere alla sorpresa nel momento di scoprire la posizione di Vancouver, un puntino sulla sterminata superficie amministrativa del Canada, non soltanto posto sulla costa occidentale, ma per di più a sud.
A due passi dai boschi infestati di Grizzly e dalle montagne che percorrono questa terra ancora selvaggiamente integra, ininterrottamente per migliaia di kilometri, eppure *sul mare*, costituendo un avamposto di civiltà occidentale a pochi chilometri dal confine con gli States, essendo prossimi al confine Nord-Ovest degli Usa, verso lo stato americano di Washington e non lontani dunque dalla leggendaria Seattle.
La prima propaggine di territorio canadese è, quindi, proprio la British Columbia di cui Vancouver è la città maggiore, con l'omonima gigantesca isola sull'altra sponda dello stretto di Georgia.

L'accoppiata, mare-boschi, e di conseguenza vela-luoghi selvaggi, mi ha acceso quindi la miccia, e spinto ad erudirmi sulla geografia della zona, per immaginare perciò -e rimanendo come promesso nel tema di codesto blog- quanto potrebbe esser suggestivo arrivare al Villaggio Olimpico dei giochi invernali... in barca a vela!
Se la curiosità del lettore è stata già sufficientemente stimolata, e vogliamo chiederci davvero cosa andare a farci in questo posto, arrivandoci in barca a vela, allora.. salpiamo!

domenica 21 febbraio 2010

i luoghi di Alvah



il continente d'acqua, l'oceano Artico, teatro delle gesta di Alvah Simon di cui appena abbiamo letto e riportato (linko!), in uno splendido ritratto d'autore ad altissima risoluzione (satellite ESA)

via geomedia.it