bARCa bIsBetiCa con cIURmA fAmEliCA: quotidianità di famiglie a vele spiegate. Il diario dei nostri "sogni in mezzo al mare"... tra letteratura di bassa lega, geografia pelosa, visioni mistiche, cheek to cheek, uccellini che cinguettano, cibo, musica e poesia.
"Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?" (Joseph Conrad)
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mercoledì 18 maggio 2011
lunedì 28 marzo 2011
“dimmi su che barca vai e ti dirò chi sei”
“Anche le barche parlano (...) A saperlo comprendere, quel linguaggio dichiara l’età, la provenienza, la destinazione, il carattere, la maneggevolezza, l’indole, l’affidabilità della barca; e rivela anche i connotati caratteriali e sociali del proprietario. Come mai un appassionato di barche, non appena può farlo, va a passeggiare lungo i moli di un porticciolo, va a guardare a una a una le barche ormeggiate, provocando la noia di chi lo accompagna? L’appassionato, mentre avanza passo passo, sta leggendo un libro, osserva il dipanarsi di una storia, anzi di tante storie diverse.”
Piero Ottone - "Piccola filosofia di un grande amore: la vela" - Longanesi & C. - 2001
Piero Ottone - "Piccola filosofia di un grande amore: la vela" - Longanesi & C. - 2001
sabato 19 febbraio 2011
per gli appassionati di American Sailing Vessel
(ed appasionati anche di lettura.. e di lettura in lingua originale...)
Appresso 2 suculente -perché belle ricche di pagine- anteprime scovate free su Google libri: Island Packet, C&C, Endeavour, Morgan, Valiant, Pearson, Tartan e sorelline a volontà: buona lettura!
- Twenty Affordable Sailboats to Take You Anywhere di Gregg Nestor
- Used Boat Notebook: From the Pages of Sailing Magazine, Reviews of 40 Used ... Di John Kretschmer
Appresso 2 suculente -perché belle ricche di pagine- anteprime scovate free su Google libri: Island Packet, C&C, Endeavour, Morgan, Valiant, Pearson, Tartan e sorelline a volontà: buona lettura!
- Twenty Affordable Sailboats to Take You Anywhere di Gregg Nestor
- Used Boat Notebook: From the Pages of Sailing Magazine, Reviews of 40 Used ... Di John Kretschmer
mercoledì 2 febbraio 2011
scelta della barca: la Rule #1
"poppe a cuore - puppe a pera"
(in ricordo di Carlo Sciarrelli, ma anche di Francesco Nuti)
(in ricordo di Carlo Sciarrelli, ma anche di Francesco Nuti)
venerdì 24 dicembre 2010
martedì 21 dicembre 2010
in crociera da Babbo Natale
Per tutti gli amanti delle navigazioni nordiche e di quell'ambiente unico.. tra cui (se non s'era capito già!) mi annovero!
Aurora Borealis timelapse HD - Tromsø 2010 from Tor Even Mathisen on Vimeo.
Aurora Borealis timelapse HD - Tromsø 2010 from Tor Even Mathisen on Vimeo.
natura incontaminata, spazi enormi, immutabile quiete, una incredibile scuola letteraria contemporanea di "giallisti" ed una mirabile attenzione e tensione diffusa e spesa nazionale per la cultura che non ha eguali altrove al mondo; un'infinità di isole fiordi ed ancoraggi in mare, pesce fresco a tavola e belle donne a terra.. ma se non è il PARADISO!?!!
![]() |
| questa è l'isola di Orust, circa 50 km più a nord di Goteborg: tanto per gradire sede di alcuni semi-sconosciuti cantieri navali (Hallberg Rassy, Sweden yachts, Najad, Malo yachts.. giusto per citare quelli "meno" sconosciuti!) Segnalazione quindi di un pdf reperito in rete molto molto ma molto carino, sfortunatamente non si può nè stampare nè scaricare (ma vedete che malfidati gli autori!): http://it.calameo.com/read/000010254f52c6f4be622 C'è il resoconto di una crociera in acque svedesi portata a termine da velisti -nientepopò di meno- roveretani nel 2007, corredato da tante informazioni di viaggio, dati utili, e specialmente tanti bei bozzetti e disegni e acquerelli che ne buon viaggio e buon Natale! |
lunedì 20 dicembre 2010
Crossing the Pacific Ocean
grazie a sNIPEOUT che l'ha postato (che uno pensa che pubblichi solo roba competitiva tutta pecette&carbonio, ed invece debbo tenere a mente di visitarti più spesso.....)
Crossing the Pacific Ocean from Bolivar andres on Vimeo.
Crossing the Pacific Ocean from Bolivar andres on Vimeo.
venerdì 10 dicembre 2010
LibertaNgo
e per oggi domani "io ballo da sola"
(fra due ore f.d.b. per 48 qualche orea, solo soletto in barca.........)
ps. previo avviso telefonico/sms: amici&amiche inviti open
(
ps. previo avviso telefonico/sms: amici&amiche inviti open
giovedì 9 dicembre 2010
il Motion Comfort Ratio
Motion Comfort Ratio was developed by Boat Designer Ted Brewer.
The formula predicts the speed of the upward and downward motion of the boat as it encounters waves and swells. The faster the motion the more uncomfortable the passengers.
Thus, the formula predicts the overall comfort of a boat when it is underway. Higher values denote a more comfortable ride.
As the Displacement increases the motion comfort ratio will increase.
As the length and beam increases the motion comfort ratio will decrease.
(si capisce o debbo tradurre??)
La formula matematica è la seguente,
MCR = Disp / (2/3*((7/10 * LWL)+(1/3 *LOA))*Beam4/3 )
ma in rete non mancano i "calcolatori automatici" di cui voglio segnalare il seguente: Sail Calculator v3.53. (tra l'altro sono presenti un sacco di barche già inserite quanto a dati geometrici ed è possibile anche effettuare il confronto diretto tra due modelli selezionabili dall'elenco.. e non mancano anche altri "indici" di gusto e bontà, a partire dai soliti "rapporti" fino al sofisticato indice di "sicurezza" Capsize Ratio)
Andate a divertirvi giocando con i numeri!!!
(cercate la vs barca in elenco e la confrontate con centinaia di altre, e se non la trovate potete sempre aggiungerla inserendo i dati e sottoporli al webmaster con un semplice tasto "submit"!)
Per concludere, di seguito metto il conteggio relativo ad una serie di barche con indice decisamente elevato, dicendo che sotto i 20 dovrebbero iniziare le preoccupazioni (Transpac 52, Motion Comfort=14.91 !!!) e oltre i 50 via di sonni tranquilli (sorprendente il MC di 49.53 per l'Amel Sharki !); per inciso il nostro "SANTIPPE", Grand Soleil 39, si pregia di un ottimo 28.68.
domenica 28 novembre 2010
Italiani apprezzati all'estero
Mica solo "pizza & mafia" o "bunga bunga Nation" ..per fortuna c'è ancora qualcuno che in terra straniera rappresenta in pieno il nostro proverbiale saper fare.
il "Made in Italy" nella nautica: Solaris 60 by Serigi a BOOT 2010, Düsseldorf
il "Made in Italy" nella nautica: Solaris 60 by Serigi a BOOT 2010, Düsseldorf
mercoledì 24 novembre 2010
HR 31 Monsun
per gli amanti del "genere", c'è un Monsun in vendita (su Bolina, cartaceo e "non") , in Alto Adriatico..
Hallberg Rassy 31 Monsun, tendalini e tappetini nuovi, riscaldamento Webasto, timone a ruota, motore rifatto, alternatore e salpancora nuovi, vele, visibile Trieste, Euro 37000
| (sisterboat) |
Hallberg Rassy 31 Monsun, tendalini e tappetini nuovi, riscaldamento Webasto, timone a ruota, motore rifatto, alternatore e salpancora nuovi, vele, visibile Trieste, Euro 37000
sabato 13 novembre 2010
metti una gita al Nord..
Due famigliole noddiche che -nella bella stagione- escono dal porto per tirare un paio di bordi di conserva a tutta tela verso il mare aperto..
...l'arrivo all'arcipelago poco lontano, e l'approdo "all'inglese" in un tranquillo ridosso naturale..
e tutti a terra a festeggiare.............
(foto "di catalogo" del Najad 440, liberamente tratte dal sito del produttore........... posto e premesso che non chiedo loro nulla in cambio di questa pubblicità, e mi accontento appena di aver potuto sognare per qualche attimo....)
...l'arrivo all'arcipelago poco lontano, e l'approdo "all'inglese" in un tranquillo ridosso naturale..
e tutti a terra a festeggiare.............
(foto "di catalogo" del Najad 440, liberamente tratte dal sito del produttore........... posto e premesso che non chiedo loro nulla in cambio di questa pubblicità, e mi accontento appena di aver potuto sognare per qualche attimo....)
martedì 9 novembre 2010
C'è una 12e70 da salvare
Di questa barca mitica ne avevamo già altrove parlato.. questo non è pertanto il post di una "barca della settimana", ma solo la dovuta testimonianza alla visita effettuata dal sottoscrito a bordo di una -ancora- splendida 12e70 in procinto d'essere riportata in auge dopo alcuni anni di trascuratezza inchiodata su un invaso a terra, a bordo della quale sono stato invitato dall'armatore alla presenza di alcuni tecnici e artigiani che molto probabilmente ne cureranno il restauro; per rispetto alla privacy non pubblicherò nè la storia della barca -che pare un romanzo, e se ne potrebbe fare tranquillamente un film- nè foto integrali nè il nome, ma ugualmente non posso non renderle il giusto tributo con un paio di foto dei alcuni suoi fascinosissimi particolari! (da notare il marchio inconfondibile dell'Alpa impresso sui fermi carrelli del genoa e su molti altri particolari, ed il bicchiere di uno dei candelieri di centro barca, sagomato in modo da poter abbattere il candeliere in questione navigando sotto spi, senza dare intralcio alle scotte di questo.. autentiche chiccherie!)
Trascrivo piuttosto un brano tratto dal libro "Alpa 1956-1998 - La storia" di Davide Zerbinati, a conforto di una storia veramente mitica e che potrebbe non fine mai!
lunedì 8 novembre 2010
giovedì 4 novembre 2010
martedì 2 novembre 2010
il motorsailer della Marmellata Puffin
...se non sembra proprio quella del film di Bud Spencer & Terence Hill ("Chi trova un amico trova un Tesoro", 1981 con la regia di Sergio Corbucci), la barcozza buffa recensita dall'amico Mistro l'altro giorno, in diretta da Nautilia!
"SOLO PUFFIN TI DARÀ FORZA E GRINTA A VOLONTÀ!"
"A ME PIACCIONO SOLO LE PAPPAGALLE!"
"SOLO PUFFIN TI DARÀ FORZA E GRINTA A VOLONTÀ!"
giovedì 28 ottobre 2010
Island Packet Estero - videoTest
Video-prova un pò più seria (e completa) di quella già pubblicata nell'invito alla visita del Salone di Genova e che aveva suscitato più di qualche dubbio al nostro amico Francesco: a lui dedichiamo perciò il video seguente, e vediamo se insiste ancora a chiamare day-sailer questo gioiellino da acque blu..
DATI TECNICI
Lunghezza 11,71 m
Larghezza 3,76 m
Pescaggio 1,22 m
Sup. velica 65,78 mq
Dislocamento 8074 kg
Posti letto 4+2
Progettista Bob Johnson
Cantiere Island Packet
Prezzo 265.300 euro
DATI TECNICI
Lunghezza 11,71 m
Larghezza 3,76 m
Pescaggio 1,22 m
Sup. velica 65,78 mq
Dislocamento 8074 kg
Posti letto 4+2
Progettista Bob Johnson
Cantiere Island Packet
Prezzo 265.300 euro
domenica 17 ottobre 2010
Comfortina 39 (con video-prova)
Il marchio svedese COMFORTBÅTAR AB (con sorella tedesca di Germania Comfort-Yachts Deutschland , diretta responsabile della linea Comfortina) esiste da un pò, fondato appena appena nel 1964 a Goteborg..
Il modello in questione anche.. e da qualche anno regolarmente importato pure in Italia!
Il modello in questione anche.. e da qualche anno regolarmente importato pure in Italia!
Echi dall'ultimo salone di Genova ne riportano, infine, un'enorme quanto tardivo (ma meritato) successo di visite (l'amico del blog Gaetano ne scrive testuale: "parlare di Comfortina è d'obbligo, così come parlare di Belen al bar: è di moda ma a ragion veduta"), attenzioni scontate per una barca come questa, costruita come un prodotto classico e al passo con i tempi nello stesso tempo, senza compromessi nè concessioni sul piano qualitativo, eppure rimasto sinora poco conosciuto forse per via della poca diffusione del modello nei nostri porti (poco più di 50 unità realizzate nei cantieri svedesi, di cui ritengo pochissime giunte in Mediterraneo).
e a Noi CI PIACE..................... mercoledì 13 ottobre 2010
Beneteau Sense 50
Che dirNe?
Senz'altro al Salone avrà attirato gli sguardi curiosi di parecchi velisti in visita: è coraggiosa, originale, nuova, ardita e via dicendo..
Bella..? Francamente non direi, ma per il mio gusto personale evidentemente, giudizio soggettivo quindi..
Comoda? Sembra di si, visti gli spazi ed i volumi generali: Nauta Design per gli interni in loft style open space con ampie vetrate vista mare veneziano-dotate e separazione giorno/notte stile villa al mare; carena ed esterni invece disegnati da Berret/Racoupeau, con questo imponente baglio da 486 centimetri all'estrema poppa che da vita ad un pozzetto di dimensioni monumentali sul genere "terrazza vista mare", protetto solo dalla generosa tuga e quasi completamente aperto verso poppa con relativa plancetta multipiano stile Trinità de' Monti, e nel contempo garantisce stabilità di forma alle linee d'acqua, con uno sbandamento minimo in navigazione di bolina, si dice, di appena 15°
Barca che rimane tutta da verificare, piuttosto, -dal vivo- sotto l'aspetto dell'ergonomia: notevole per esempio la comodità della discesa sottobordo, solo 3 gradini come raccomandava il Maestro Sciarrelli; mentre finché non la vedo di persona dai cataloghi non capirò mai come si accede alla cuccetta supplementare opzionale ricavate sotto al pozzetto (zona altrimenti demandata alla collocazione di tutti gli impianti di bordo e spazi di stivaggio: ma con l'accesso sempre dall'alto "a botola"? temo di si..)
Barca che rimane tutta da verificare, piuttosto, -dal vivo- sotto l'aspetto dell'ergonomia: notevole per esempio la comodità della discesa sottobordo, solo 3 gradini come raccomandava il Maestro Sciarrelli; mentre finché non la vedo di persona dai cataloghi non capirò mai come si accede alla cuccetta supplementare opzionale ricavate sotto al pozzetto (zona altrimenti demandata alla collocazione di tutti gli impianti di bordo e spazi di stivaggio: ma con l'accesso sempre dall'alto "a botola"? temo di si..)
Quello che invece credo (anzi TEMO!!!) questa barca rappresenti, è una vera e propria "svolta" in termini di politiche di vendite...... e vengo e mi spiego. (e facciamo un'analisi cervellotica e visionaria del mezzo, di quelle che piacciono a me!)
Beneteau è il colosso mondiale della Nautica, mica pinko pallo.
Erano altri i tempi in cui a capo del marchio francese c'era André Bénéteau in persona, primo perché erano i (mitici) anni '70, e la nautica era interpretata diversamente nell'accezione del Diporto propriamente detto, secondo perché André in prima persona era progettista navale, mentre l'allegra Signora che oggi tiene in mano le redini del mercato navale mondiale (settore vela ma anche motore, non dimentichiamolo), dubito che si sia mai seduta al tavolo da disegno.
(Emblematico il modello di barca a vela che André progettò per sè stesso e volle che uscisse dalle linee di produzione dell'azienda senza velleità alcuna di riscuotere successi di vendite, ed infatti non ne conobbe: il Beneteau Evasion 34 ..una specie di motorsailer "veloce" a doppia timoneria interna/esterna e 3 comode cabine in 10 metri o poco più, e che io stesso ho avuto il piacere di apprezzare, e Dio solo sa quanto ho rischiato di acquistarlo al posto della beneamata "Santippe"...)
Quel che intendo dire è: SE è il marchio Beneteau -numero 1 al mondo per produzione di mezzi navali da diporto, e che "non ne sbaglia una!"- a fare il lancio di una barca così "strana" (e la stranezza non sta nella bruttezza, ma piuttosto nell'originalità) e SE lo fa nel 2010, cioè quando sono gli esperti di marketing a decretare le linee di un nuovo progetto prima ancora che ne venga scelto il disegnatore navale, e SE lo fa nel segmento top della gamma, parliamo di 50 piedi e non certo baggiggi, con tutto quel che ne consegue in termini di numeri con il simbolo dell'euro appiccicato ed alla voce "investimenti"... bhè, permettetemi d'aver titolo a ritenere (leggasi: "temere") che potremo da qui a qualche anno essere INVASI di Sense 50, e delle sorelline (minori? non è detto! intanto il lancio del Sense 42 piedi è già stato annunciato per il prossimo Salone di Parigi) che molto probabilmente la seguiranno a ruota! (scenario apocalittico)
E come velista e come armatore mi sento escluso anzi anche un pò inadeguato, di colpo, passato, "avariato" direi persino, per il semplice fatto che io una barca così non solo non l'apprezzo ma nemmeno avrei gusto e voglia di possederla (sebbene ammetto che non l'ho visitata di persona e mi piacerebbe assai farlo, curioso come sono!), e di fronte ad una proposta commerciale come questa mi sento pertanto estromesso dalle logiche di marketing della più importante azienda produttrice al mondo di barche a vela: e mi sento, o per esser più precisi "temo che presto potrei sentirmi", un velista armatore indesiderabile.
Eccovi citati 2 sms di altrettanti visitatori del Sense esposto al Salone di Genova e prima ancora a quello di Cannes, spediti ad altrettanti amici a casa:
"il Sense 50 è spettacolare, Beneteau ha scritto una pagina di storia"
"Fenomenale, barca che lascia il segno. Prezzo 234k piu' iva piu' optional. Veramente incredibile, si avvicina sempre piu' al concetto che ho della
barca a vela che diventera' standard tra 20 anni."
barca a vela che diventera' standard tra 20 anni."
Serve ancora commentare?
Il Sense 50 a me fa senso, ma senz'altro colpisce nel segno!
(frase piena di allitterazioni che potrebbe suonare come uno slogan pubblicitario, nevvero?)
Il fatto poi che costi meno di tanti altri 50 piedi sul mercato (..chiedere il preventivo del Grand Soleil 50 dei CdP che ho postato qualche giorno fà, please!), e nel contempo offre tanti tanti più mc di qualsiasi altro 50 piedi sul mercato (al limite dell'abuso edilizio in procinto d'istanza di sanatoria!), è tutt'altro che casuale; chiediamocene il perché, per lo meno: almeno tanto quanto si possa spiegare su una barca a vela di serie la presenza di un maxi schermo lcd a scomparsa nella spalliera della chaise-longue inserita in quadrato..
E la mia curiosità morbosa di vederlo di persona rimane in tal senso -e non è un gioco di parole- rivolta prima di tutto a testare con mano il livello qualitativo della realizzazione, anche perché il prezzo di suo non denuncia l'attesa di gran tripudio di legni pregiati a vista ed assemblaggi ineccepibili!
(e ciò significherebbe anche che se tra 20 anni questo sarà diventato lo standard, non solo non verranno più prodotte barche "a vela" sotto i 50 piedi ma nemmeno di qualità eccelsa -se non marginalmente in sperduti fiordi della Scandinavia, tuttalpiù destinate esclusivamente al consumo interno..)
(e ciò significherebbe anche che se tra 20 anni questo sarà diventato lo standard, non solo non verranno più prodotte barche "a vela" sotto i 50 piedi ma nemmeno di qualità eccelsa -se non marginalmente in sperduti fiordi della Scandinavia, tuttalpiù destinate esclusivamente al consumo interno..)
Barca atipica, persino, nel ragionamento ponderativo del bottegaio, talora con successo applicabile nel mondo delle barche, visto che a calcolarne un indice qualitativo "a tanto al kilo", verrebbe da dire che pur non costando tanto, nel suo segmento, e comunque resta una barca che pesa poco rispetto a concorrenti 100% cruiser decisamente più care (un X-Yacht Xc50 pesa 3 tons in più), manifesta nel contempo malcelate velleità da open oceanico, nelle forme di carena evidentemente, che ne richiederebbero altrimenti un dislocamento assolutamente leggero (però un Jp54 progetto 100% Verdier pesa appena 9 tonnellate, cioè 5 in meno!): pare contraddittorio, cioè, come strizzi l'occhio alla concept di "crociera veloce, planando in light mode" senza -evidentemente- assumersi del tutto i rischi e le conseguenze economiche -sui costi- di una costruzione veramente light. Tanto per rimanere in casa Beneteau il riuscito Oceanis 50, pari misura dalle forme tradizionali, costa meno (209.900 euro) e pesa meno (12 245 Kg contro 14 150 Kg), il che lascia presupporre ragionando "a tanto al kilo" che le due barche siano realizzate con la stessa perizia complessiva (spessori... processi costruttivi... "quantità di grezzo"), dunque rimane difficile credere che il Sense restituisca al suo skipper i piaceri della planata a fronte di qualche sacrificio (l'organizzazione degli spazi tecnici al di sotto del pozzetto, specialmente!), posto che -logicamente- la volumetria maggiore ed il layout open space ultramoderno porterebbero a pensare di loro ad un significativo risparmio di peso (non si tratta di un deck-saloon, visto che la discesa sottocoperta avviene quasi a livello, nè si tratta di un motorsailer con pozzetto a livello del quadrato, essendo stato portato in basso il pozzetto piuttosto che ad una quota più alta gli interni!).
Su tutto questo discorso, per concludere, rimane l'indicazione di una prova diretta in mare che non abbiamo (ancora) fatto, evidentemente come l'unica definitiva possibilità utile a capire se il Sense è "abbastanza leggero" pur senza grossi sacrifici o rinunce (altrimenti torniamo a cruiser di 14 mt x 14 tonnellate di peso messi in acqua da Henri Amel già 25 anni fà, ed avremo riscoperto il valore del solito adagio "si navigava meglio quando si navigava peggio")
Il mio "fondato timore" è, dunque, quello che per i motivi di cui al punto precedente, e sempre rimanendo poggiati sul mercato dei 50 piedi dunque non certo alla portata di chiunque (specialmente per gli oneri di gestione, in Italia più che mai e posto barca in primis), ugualmente ne venderanno a vagoni; e se davvero come prefigura l'amico questo diventerà "lo standard per una barca a vela da qui a 20 anni", allora ci aspetta un futuro in cui *tutti* (o quasi) andranno a vela su un 15 metri, che è bello questo, e sarebbe un futuro roseo, ma anche tristemente vissuto da chi molto probabilmente comprerà una barca come questa nella più totale inconsapevolezza, sia a livello di budget (quanto serve veramente per permettersi un 50 piedi? nell'era post-crisi, e post leasing francese e post mutui subprime? ...però sotto i 45 non è mai sceso le poche volte che è andato a noleggio... 50' in acquisto è il minimo dunque.. siamo del resto nel 2020 o nel 2030! ..e chissà allora i posti barca se li avranno liberalizzati, nel frattempo!) che a livello tecnico, che tanto le vele potrebbe anche non isserle mai (e l'lcd sapientemente non è stato disposto per baglio, quindi si potrebbe vedere la partita su Sky in bolina senza vedere il campo di calcio in salita!).
Piccola chiosa: diffido sempre delle barche con capacità del serbatoio del gasolio superiore a quella delle casse dell'acqua, ma in questo caso una scorta di 830 litri di nafta imbarcabili a bordo, a fronte di appena 730 litri di riserva max di acqua sanitaria, per una barca che strizza l'occhio ai grand voyage Amel-style, suona quasi come una mezza bocciatura, a priori!
E nel contempo, ahinoi, la razza di velisti duri e puri, quelli che puzzano di sudore e tanfo di gasolio, si sarà abbondantemente estinta! (ma io che spero di camparci 20 anni ancora, mi accontenterei che per lo meno mi chiudessero in una riserva e qualcuno passasse, ogni tanto, a lanciarmi le noccioline americane da dietro le sbarre) ...e se allora sarà davvero la Fine (e concludo), questo Sense (che nome.. "fa senso"! brrrrrr..) avrebbe proprio rappresentato l'inizio della fine! (ri-scenario apocalittico)
Spero ovviamente di sbagliarmi: ma Chi Vivrà Vedrà.
Via di foto e filmato, e Buon Vento, per i prossimi 20 anni!
piesse: dal Big Bang però si salveranno i Catamarani, ma solo quelli più grossi oltre i 40 piedi, ed i sedicenti velisti del 2030 li guarderanno come oggi noi si va a vedere lo scheletro di un T-Rex al museo...
giovedì 7 ottobre 2010
consigli per l'usato
Oggi faccio -di mia iniziativa, ci tengo a precisarlo!- un piacere a tre amici che hanno messo la propria barca in vendita e pubblico a loro diretto beneficio un minipost con le relative offerte pubblicizzate, scheda con foto: tre belle "ragazze" ultra-ventenni volute bene e meritevoli di attenzioni, rispettivamente entro 10, 11 e 12 metri fuori tutto....... (se interessati non esitate a contattarmi, ed avrò piacere di girare le richieste ai diretti interessati) ........accattateville!
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