del Bollettino Metereologico del Mar Mediterraneo!
(così che quando l'ascolteremo sul ch68 durante le navigazioni estive, avremo idealmente sott'occhio le varie -numerose!- zone di riferimento..)
bARCa bIsBetiCa con cIURmA fAmEliCA: quotidianità di famiglie a vele spiegate. Il diario dei nostri "sogni in mezzo al mare"... tra letteratura di bassa lega, geografia pelosa, visioni mistiche, cheek to cheek, uccellini che cinguettano, cibo, musica e poesia.
"Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?" (Joseph Conrad)
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domenica 26 giugno 2011
venerdì 4 marzo 2011
mercoledì 2 marzo 2011
mercoledì 16 febbraio 2011
Manuale di meteorologia
Volume a cura di Mario Giuliacci, Andrea Giuliacci e Paolo Corazzon e vanta il contributo di 14 meteorologi del Centro Epson Meteo.
Nuova edizione 2010 è completamente aggiornata e arricchita di un capitolo sui cambiamenti climatici, tema assoluta attualità nel panorama scientifico e politico mondiale.
Edizione: Seconda (2010)
Pagine: 763
ISBN: 978-88-483-1168-7
Prezzo: € 32,00
Realizzato dal Centro Epson Meteo, il Manuale è il più completo trattato di meteorologia elementare mai pubblicato in Italia: il libro illustra e spiega tutti i fenomeni direttamente o indirettamente legati all’atmosfera, affrontando in modo esauriente argomenti di natura fisica, climatologica, storica e molti altri ancora.
Ogni argomento è esposto in uno stile che coniuga semplicità e chiarezza con il massimo rigore scientifico.
mercoledì 2 febbraio 2011
giovedì 20 gennaio 2011
le Sesse in Adriatico
Cosa sono le “sesse”
Secondo Wikipedia in Idraulica "Il termine sessa è riferito al movimento periodico delle acque all'interno di un bacino chiuso: un catino, un lago od anche un mare. Le onde di sessa consistono in moti oscillatori che si originano in conseguenza di improvvisi abbassamenti della pressione atmosferica."
Il livello del mare, moto ondoso a parte, è determinato dalla somma delle variazioni climatiche, della marea meteorologica e della marea astronomica.
Tralasciando per il momento la marea propriamente detta, che notiriamente è quella "astronomica", guardiamo solo alla componente di marea di origine "meteorologica", che è invece determinata dalle variazioni del livello del mare causate dal vento e dalle differenze di pressione atmosferica, in intervalli compresi tra alcuni giorni e poche ore e che non è evidentemente prevedibile nel lungo tempo. Nell'ambito di questi effetti legati alle perturbazioni meteorologiche le oscillazioni del livello del mare sono appunto le nostre sesse.
Le sesse sono dovute normalmente a variazioni locali di pressione, in seguito al passaggio di una depressione atmosferica o all'azione del vento, che provoca un temporaneo accumulo dell'acqua in una parte del bacino, dando origine ad una sorta di aspirazione e di beccheggio delle acque e a un conseguente innalzamento del livello del mare. L’onda di sollevamento che si determina è denominata per l’appunto sessa.
Il fenomeno in sè non è proprio di alcun mare, ma in Adriatico dove si rileva la più alta escursione mareale che si possa registrare in Mediterraneo, la cosa diventa di interesse significativo. Trattandosi, infatti, di in un bacino allungato, stretto e poco profondo, la massa d’acqua che si eleva è notevole (per avere un idea basta ricordare il fenomeno dell’acqua alta a Venezia per il quale spesso le cause sono da ricercare facendo riferimento alla situazione atmosferica del basso Adriatico); nel dettaglio, queste oscillazioni sono tipicamente stazionarie e possono manifestarsi sia lungo l'asse maggiore del bacino (oscillazioni longitudinali), sia lungo quello minore (oscillazioni trasversali).

In circostanza localizzate, come stretti, istimi, canali, e specialmente passaggi orientati nella direzione del vento prevalente (lo Scirocco) possono esserci sesse che permangono in situ per 22 ore e con livelli di innalzamento delle acque persino superiori a quelle registrabili con la classica marea, e nell'ordine anche del paio di metri.
Da influire, pertanto, con il pescaggio delle nostre barche a vela, dunque da conoscere e valutare con la massima attenzione, pena l'incaglio!
venerdì 14 gennaio 2011
domenica 9 gennaio 2011
i Jet Streams
Cosa sono veramente e c'entrano mica con gli aerei supersonici?!?! (risp. SI!!!)
Si è già detto, o si sa, (o per lo meno si presume che si sappia!!!), che lo spostamento d'aria comunemente chiamato VENTO avviene da un punto dove la pressione è maggiore ad un punto dove la pressione è minore, tuttalpiù a meno dell'effetto dovuto alla rotazione terrestre (eff. Coriolis), secondo cui la massa d'aria tende ad avere un moto rotatorio, in senso orario per le alte pressioni ed antiorario per le basse pressioni nel nostro emisfero.
Altro effetto -e conseguente dimostrazione- della legge di Coriolis, è il cosidetto "girasole" tipico delle brezze marine termiche che, come si usa dire, seguono nel loro progresso orario quanto a direzione, il sole: se, al sorgere del sole, avessimo due sensibilissimi barometri, uno sulla costa e l'altro sulla superficie del mare, noteremmo un'abbassamento di pressione su quello posto a terra (perché l'aria ascende riscaldandosi la terra più in fretta dell'acqua) ed un'aumento di pressione su quello posto in mare. Si forma così un moto rotatorio in cui l'aria si scalda alzandosi da terra, si raffredda in quota, riscende sull'acqua e da qui viene nuovamente richiamata da terra dove c'è bisogno di altra aria da riscaldare e mandare in alto.
Rimanendo in tema -giacché dedicare al "girasole" un post a sè mi pareva eccessivo!- si osserva come lo spostamento dell'aria in alta quota vada più o meno direttamente da Ovest ad Est, parallelamente a linee che congiungono punti di uguale pressione - che sono dette isoipse, per distinguerle dalle isobare che viceversa congiungono punti di uguale pressione al suolo -, ed il vento che si genera è chiamato vento geostrofico.
Sulla superficie terrestre o marina il vento non corre parallelamente alle linee di ugual pressione, ma come è noto e per l'effetto congiunto della rotazione terrestre, nelle basse pressioni tende, con moto antiorario, a convergere verso il centro con un'angolazione di 10/20 gradi rispetto alle isobare e nelle alte pressioni tende a divergere dalle isobare con la stessa angolazione.
Il punto conclusivo è il seguente, fondamentale: l'evoluzione del tempo non è determinata solo dalle masse d'aria vicine al suolo ma anche da quelle che si scontrano a 6/10 Km d'altezza, alle quali quote le differenze di temperature e pressione sono molto più nette che in superficie con la conseguenza che si generano venti assai forti, da un minimo di 60 km ora ad un massimo di 400 km ora.
Queste correnti sono appunto dette "a getto" o JET STREAM e sono quelle che gli aerei cavalcano generalmente sulle rotte nel nord Atlantico per tornare verso l'Europa, risparmiando ore di volo e tonnellate di carburante.
Indicatori in cielo della direzione delle correnti in quota sono i Cirri, che con la loro caratteristica forma "a unghia" indicano un forte vento in quota e nel loro peregrinare prevalentemente da W verso E, in direzione generalmente differente dal moto delle nuvole più basse, sono altrimenti utili a rappresentare la famosa regoletta "dei Venti Incrociati", già trattata su queste pagine QUI, e che molto banalmente di nuovo riepiloghiamo, nell'accezione valida per l'emisfero boreale:
-Stando spalle al vento se le nubi alte avanzano da sinistra il tempo peggiorerà
-Stando spalle al vento se le nubi alte procedono da destra il tempo migliorerà
-Se le nubi alte e quelle basse procedono nella stessa direzione il tempo resterà invariato
-Stando spalle al vento se le nubi alte procedono da destra il tempo migliorerà
-Se le nubi alte e quelle basse procedono nella stessa direzione il tempo resterà invariato
venerdì 3 dicembre 2010
Lo Shear
Il wind shear , o più semplicemente lo "shear" si ha quando il vento cambia, ed essendo il vento una grandezza vettoriale il suo cambiamento può essere nell'intensità o nella direzione, o come succede più regolarmente, il vento ruota modificando nel contempo la sua intensità.
In meteorologia generalmente si stabiliscono soglie minime delle grandezze in gioco al di sotto delle quali non si parla di shear, individuando dunque un vento che mantenendo un'intensità minima di 6 nodi cambi direzione di provenienza per almeno 60°, ovvero di variazione d'angolo anche minore ma solo nel caso di venti deboli inferiori a 6 nodi.
La rotazione del vento avviene in tempi brevi e le perturbazioni transitano nel momento in cui avviene lo shear.
Generalizzando si dice che il vento subisce un veering quando cambia subisce una rotazione in senso orario e un backing quando la rotazione è in senso antiorario e in italiano potremmo tradurre nel seguente modo:
il vento gira (veer) a… ; il vento riviene (back) a…
Al transito di un fronte freddo, il vento ruota in senso orario (veering), da sud ovest od ovest ad ovest nord ovest; frequentemente, davanti al fronte freddo, il vento si presenta a raffiche.
Il cosiddetto "salto di vento" (o wind shift) che ne consegue, tipicamente quello conseguente al passaggio del fronte freddo, è cioè un cambiamento deciso della direzione che il vento, ma per esser definito tale dovrà ruotare entro un tempo limitato, si ritiene al massimo di un quarto d'ora, per un angolo di almeno 45 gradi e permanendo ad una intensità minima di 10 nodi.
Se la direzione del vento ruota:
da Nord-Est a Sud-Est (da Grecale a Scirocco) non è un buon segno: la perturbazione si avvicina, si entra nella bassa pressione e il vento rinforzerà, con moto ondoso in aumento, nuvole e piogge sparse;
da Sud-Est a Sud-Ovest (da Scirocco a Libeccio o Garbino) vuol dire che almeno metà della bassa pressione è transitata e il fronte caldo è passato. Ci si aspetta locali raffiche, qualche rovescio e probabili temporali;
da Sud-Ovest a Nord-Ovest (da Libeccio a Maestrale) rasserenamenti in arrivo. Sta passando il fronte freddo e gradualmente si va verso il miglioramento. La depressione ci sta abbandonando.
da Nord-Ovest a Nord-Est (da Maestrale a Grecale) il tempo migliora, la bassa pressione se ne è andata e la perturbazione è ormai alle spalle.
giovedì 2 dicembre 2010
Previsioni meteo via Grib
Spesso pubblico "istantanee meteo" in bei colori fluo, e qualcuno incuriosito mi ha chiesto l'origine dei dati e relativo prodotto grafico.. quindi mi pare più utile svelare il mistero spiegando il più semplice sistema che io conosca per stabilire il tempo che -molto probabilmente- farà...
Dal lato dunque dell'utente finale, tralascio i tecnicismi e passo direttamente a esporre l'interfaccia definitiva: i programmi che conosco sono due, ed in entrambi i casi il software permette di collegarsi in automatico pigiando un semplice tastino a video, al server Noaa, scaricare le mappe di interesse, e visualizzarle.
Si tratta sempre di file Grib.
Ove GRIB sta per GRIdded Binary, e trattasi di un formato per la distribuzione e diffusione di dati metereologici il cui pregio fondamentale, oltre all’essere diventato uno standard mondiale adottato uniformemente da tutti i principali istituti meteo pubblici e certificati (NOAA ad esempio), è la relativa compattezza dei file: il file contiene i dati meteo più importanti (vento, pressione, temp, nubi, precipitaz, umidità ecc....) in formato testuale e non in formato "immagine", dunque di per sè è molto piccolo, ma in più è possibile attraverso il programma di lettura del file stesso individuare in via preliminare l'area geografica di nostro interesse, e richiedere il dettaglio esclusivamente di quella zona.
La previsione arriva fino a 7 giorni successivi, e si può anche modulare la dimensione del file da scaricare, anche preselezionando un periodo diverso, e persino decidendo di scaricare le carte sinottiche agli orari principali o piuttosto quelle riferite all'intervallo di tempo più ridotto di appena tre ore.
Dal lato dunque dell'utente finale, tralascio i tecnicismi e passo direttamente a esporre l'interfaccia definitiva: i programmi che conosco sono due, ed in entrambi i casi il software permette di collegarsi in automatico pigiando un semplice tastino a video, al server Noaa, scaricare le mappe di interesse, e visualizzarle.
-il primo sw, che è quello che uso io, si chiama ZYGrib (http://www.zygrib.org/), credo sia francese e si scarica a questa pagina, licenziato Open(GNU) quindi libero e disponibile per tutti i S.O.; link per WINdoz in fondo per la versione tradotta in italiano, e link in fondo anche per le mappe ad alta risoluz ma di cui si può fare anche a meno in questa fase (pesano 100 MB e non cambia nulla ai fini della gestione del programma, solo rendono più dettagli tipo nomi di città.. per l'uso nautico quasi inutili insomma)
-il secondo si chiama Ugrib, che è invece americano, ed il cui sito di riferimento è http://www.grib.us/; nasce come il primo "reader" dei grib, rilasciato credo direttamente dalla società che li ha realizzati per la prima volta, il programma comunque è free e l'eseguibile pesa appena 2 mega, previa registrazione gratuita altrimenti obbligatoria per il download. Io non lo apprezzo essendo solo in inglese e francese..
Ambo i casi, una volta installato sul proprio pc in maniera elementare il software prescelto resta solo da scaricare i file grib: come detto le dimensioni sono sempre MINIME perché si seleziona la zona di interesse sulla finestra direttamente tracciata sulla mappa e arrivano le info meteo SOLO di quella zona, ovviamente georeferenziate (molti software di plottaggio di ultima generazione, come MaxSea o OpenCPN permettono anche la lettura dei grib scaricati sulla stessa interfaccia di navigazione, dunque leggendo la situazione meteo rapportata alla nostra posizione e la nostra rotta! ..ne possiamo parlare a parte..).
Quanto alle dimensioni dei file, che sono la vera potenza di fuoco del formato super compatto, da renderli per esempio utilissimi anche a chi in oceano sfrutta costosi collegamenti satellitari a pacchetti di dati, faccio l'esempio di un file che includa come zona Corsica e nord Sardegna e così arriva a 80 kb scegliendo la risoluzione massima (7 giorni, ogni 3 ore), ma selezionando una risoluzione più bassa (7 giorni sempre ma ogni 6 ore) il file diventa di appena 29 kb!!!
buoni Grib, e speriamo che non piova!
mercoledì 1 dicembre 2010
sabato 27 novembre 2010
Check-list per il rimessaggio invernale
..reperito in rete, mi pare ben fatto, anzi pure troppo! (maniacale, insomma...)
Prima di mettere la barca a secco è opportuno fare una serie di operazioni di manutenzione che serviranno a preservare la barca ed i suoi accessori dai rigori dell'inverno. E' consigliato di fare queste operazioni PRIMA di mettere la barca in secco e non all'inizio della stagione. Il motore in particolare avrà grandi benefici da un cambio dell'olio in questo periodo anzichè all'inizio della stagione. Inoltre in caso troviate dei problemi avrete tutto il tempo di risolverli prima della stagione delle crociere.
Prima di mettere la barca a secco è opportuno fare una serie di operazioni di manutenzione che serviranno a preservare la barca ed i suoi accessori dai rigori dell'inverno. E' consigliato di fare queste operazioni PRIMA di mettere la barca in secco e non all'inizio della stagione. Il motore in particolare avrà grandi benefici da un cambio dell'olio in questo periodo anzichè all'inizio della stagione. Inoltre in caso troviate dei problemi avrete tutto il tempo di risolverli prima della stagione delle crociere.
lunedì 15 novembre 2010
Isobare Strette, Vento Forte: Come misurare l’intensita’
Il gradiente barico è il rapporto tra due isobare e la loro distanza. Leggendo una carta meteo, più è grande la distanza tra due isobare e meno sostenuti saranno i venti in quella zona.
Ma come calcolare qual è effettivamente la forza del vento?
Innanzi tutto bisogna avere una cartina meteo con i valori della pressione a terra. Se nella carta non sono presenti le scale della latitudine e longitudine, bisogna riportare, il più fedelmente possibile, le isobare sulla carta nautica. Questo passaggio si rende necessario, perché occorre misurare in miglia la distanza esistente tra due isobare. Questo valore va incolonnato, nella tabella sottostante, con la latitudine del punto rilevato.
Incrociando i due dati (distanza e latitudine ) si ha l’intensità del vento.
DISTANZA IN MIGLIA 20 30 40 50 60 70 80 90 100 110 120 130 140 150 160
LATITUDINE VENTO IN NODI
35° 141 94 71 57 47 41 35 31 28 26 22 19 16 13 10
40° 126 84 62 50 42 36 31 28 25 23 20 17 14 11 9
45° 114 76 58 45 32 32 29 25 23 21 17 15 13 10 8
50° 106 70 52 42 35 30 26 23 21 19 16 14 12 9 7
A titolo d’esempio supponiamo che la distanza tra l’isobara dei 1010 hPa e quella dei 1014 hPa sia di 100 miglia. Ci troviamo nelle vicinanze di Capri, quindi all’incirca sul quarantesimo parallelo. Incrociando i due dati (100 miglia e 40° latitudine) si stabilisce che in zona ci sono circa 25 nodi di vento.
Attenzione però, la tabella è valida per quelle cartine meteo che riportano le isobare con valori che aumentano o diminuiscono di 4 hPa.
Ma come calcolare qual è effettivamente la forza del vento?
Innanzi tutto bisogna avere una cartina meteo con i valori della pressione a terra. Se nella carta non sono presenti le scale della latitudine e longitudine, bisogna riportare, il più fedelmente possibile, le isobare sulla carta nautica. Questo passaggio si rende necessario, perché occorre misurare in miglia la distanza esistente tra due isobare. Questo valore va incolonnato, nella tabella sottostante, con la latitudine del punto rilevato.
Incrociando i due dati (distanza e latitudine ) si ha l’intensità del vento.
DISTANZA IN MIGLIA 20 30 40 50 60 70 80 90 100 110 120 130 140 150 160
LATITUDINE VENTO IN NODI
35° 141 94 71 57 47 41 35 31 28 26 22 19 16 13 10
40° 126 84 62 50 42 36 31 28 25 23 20 17 14 11 9
45° 114 76 58 45 32 32 29 25 23 21 17 15 13 10 8
50° 106 70 52 42 35 30 26 23 21 19 16 14 12 9 7
A titolo d’esempio supponiamo che la distanza tra l’isobara dei 1010 hPa e quella dei 1014 hPa sia di 100 miglia. Ci troviamo nelle vicinanze di Capri, quindi all’incirca sul quarantesimo parallelo. Incrociando i due dati (100 miglia e 40° latitudine) si stabilisce che in zona ci sono circa 25 nodi di vento.
Attenzione però, la tabella è valida per quelle cartine meteo che riportano le isobare con valori che aumentano o diminuiscono di 4 hPa.
lunedì 8 novembre 2010
lunedì 1 novembre 2010
mercoledì 27 ottobre 2010
martedì 26 ottobre 2010
giovedì 21 ottobre 2010
previsioni Meteo alla Moggi
Nel senso che "non smentisco nè confermo", secondo il più classico del Moggi-pensiero alla cui scuola mi pregio d'appartenere (Lucianone Santo Subito): ma dopo un we sostanzialmente quieto, che dovrebbe vederci protagonisti di una bella gita "marittima"
lasciando le ns barche sarà il caso di controllare bene le cime d'ormeggio, che già lun 25/10 12 utc arriva un bel quadretto con f7 da NW sul Leone e f7 da scirocco sul basso Adriatico e canale d'Otranto,
poi allentano un pelo le sciroccate in Adriatico nelle ore successive (giusto il tempo di aver fatto salire il livello dell'acqua a Venezia e molto probabilmente prodotto la chiusura delle porte vinciane a valle del nostro ormeggio), ma nelle ore diurne del mart 26/10 si forma questo bel minimo depressionario di un migliaio di ectopascal tra l'arcipelago toscano e Civitavecchia, in discesa progressiva verso Sud nelle ore seguenti, e parafrasando Massimo Decimo Meridio, "a quel segnale si scatena l'inferno":
Venti da maestrale che raggiungono f9 tra la costa azzurra e quella della sardegna occidentale, tramontana in Liguria 25 nodi per lo meno, e con la stessa intensità soffierà libeccio nel basso Tirreno, scirocco sul canale d'otranto, bora in alto Adriatico: la più classica delle depressioni mediterranee (non credo che si possa parlare comunque di ciclone extra-tropicale, non ne ha l'intensità.. spero!) che si forma con questa bolla di scirocco proveniente dall'Africa e dalle propaggini più orientali del nostro bacino, dal Libano e dall'Egitto, e che una volta arrivata in Tirreno "collassa" prima su 4 minimi (costa azzurra al valle della foce del Rodano, al largo delle Baleari Est di Cabrera, centro Tirreno al largo di capo Carbonara, a sud di Malta), che molto rapidamento si unificano in questo bel vertice depressionario di 998/1000 hPa collocato sul Tirreno centrale, e fin quando questo non si stempera spostandosi sulla terraferma, attraversando cioè i bacini della Penisola da Ovest a Est -999,998,997,996...hPa- fino a scomparire sui Balcani nelle prime ore di giovedi, scomponendosi di nuovo in due differenti nuclei.. bhè , fino ad allora sarà il caso di stare in casa con i piedi sopra (non dentro) la stufa!!!
........a proposito: ma non è in questi/quei giorni che parte la Middle Sea Race?
(quella regata è un pò come la Ts/S.Giovanni in Pelago in alto Adriatico.. se non busca la mazzata non la fanno valida: già l' edizione 2007 si beccò una depressione come questa, se non più tosta, visto che allora la pressione scese di più e si parlò di vero e proprio ciclone extra-tropicale... BV agli equipaggi!)
Quanto a me consiglio di scaricarsi i grib, e gustarsi l'animazione con tanto di cestello di pop-corn in mano...
lasciando le ns barche sarà il caso di controllare bene le cime d'ormeggio, che già lun 25/10 12 utc arriva un bel quadretto con f7 da NW sul Leone e f7 da scirocco sul basso Adriatico e canale d'Otranto,
poi allentano un pelo le sciroccate in Adriatico nelle ore successive (giusto il tempo di aver fatto salire il livello dell'acqua a Venezia e molto probabilmente prodotto la chiusura delle porte vinciane a valle del nostro ormeggio), ma nelle ore diurne del mart 26/10 si forma questo bel minimo depressionario di un migliaio di ectopascal tra l'arcipelago toscano e Civitavecchia, in discesa progressiva verso Sud nelle ore seguenti, e parafrasando Massimo Decimo Meridio, "a quel segnale si scatena l'inferno":
Venti da maestrale che raggiungono f9 tra la costa azzurra e quella della sardegna occidentale, tramontana in Liguria 25 nodi per lo meno, e con la stessa intensità soffierà libeccio nel basso Tirreno, scirocco sul canale d'otranto, bora in alto Adriatico: la più classica delle depressioni mediterranee (non credo che si possa parlare comunque di ciclone extra-tropicale, non ne ha l'intensità.. spero!) che si forma con questa bolla di scirocco proveniente dall'Africa e dalle propaggini più orientali del nostro bacino, dal Libano e dall'Egitto, e che una volta arrivata in Tirreno "collassa" prima su 4 minimi (costa azzurra al valle della foce del Rodano, al largo delle Baleari Est di Cabrera, centro Tirreno al largo di capo Carbonara, a sud di Malta), che molto rapidamento si unificano in questo bel vertice depressionario di 998/1000 hPa collocato sul Tirreno centrale, e fin quando questo non si stempera spostandosi sulla terraferma, attraversando cioè i bacini della Penisola da Ovest a Est -999,998,997,996...hPa- fino a scomparire sui Balcani nelle prime ore di giovedi, scomponendosi di nuovo in due differenti nuclei.. bhè , fino ad allora sarà il caso di stare in casa con i piedi sopra (non dentro) la stufa!!!
........a proposito: ma non è in questi/quei giorni che parte la Middle Sea Race?
(quella regata è un pò come la Ts/S.Giovanni in Pelago in alto Adriatico.. se non busca la mazzata non la fanno valida: già l' edizione 2007 si beccò una depressione come questa, se non più tosta, visto che allora la pressione scese di più e si parlò di vero e proprio ciclone extra-tropicale... BV agli equipaggi!)
Quanto a me consiglio di scaricarsi i grib, e gustarsi l'animazione con tanto di cestello di pop-corn in mano...
martedì 19 ottobre 2010
I venti in Adriatico 2
seguito al post di ieri...
(*) Garbino
Il garbino è un vento specifico della bassa Lombardia e dell' Emilia e Romagna ma può interessare anche le Marche e gli Abruzzi; le frequenze sono significative in qualsiasi stagione ma in particolare durante le stagioni intermedie (primavera ed autunno); relativamente frequente anche nelle due Stagioni estreme, specie nel periodo estivo. Soffia abbastanza forte, in particolare durante le ore pomeridiane, con raffiche anche di oltre 50 km/h sulle coste romagnole.
Questo vento si attiva quando è presente una zona di bassa pressione sull'Europa Centrale o Nord-Europea, disposta in modo tale da convogliare correnti Occidentali o Sud-Occidentali molto tese sull'Italia. In qualsiasi stagione il garbino determina in sensibile aumento delle temperature nelle Regioni interessate ed un cospicuo calo dei valori igrometrici.
Il Garbino è un vento caldo e secco che determina disturbi simili se non addirittura sovrapponibili a quelli che si evidenziano con il fohen da Nord in Valpadana per cui la prevenzione si attua nello stesso modo.
Questo vento si attiva quando è presente una zona di bassa pressione sull'Europa Centrale o Nord-Europea, disposta in modo tale da convogliare correnti Occidentali o Sud-Occidentali molto tese sull'Italia. In qualsiasi stagione il garbino determina in sensibile aumento delle temperature nelle Regioni interessate ed un cospicuo calo dei valori igrometrici.
Il Garbino è un vento caldo e secco che determina disturbi simili se non addirittura sovrapponibili a quelli che si evidenziano con il fohen da Nord in Valpadana per cui la prevenzione si attua nello stesso modo.
(*) Bora
La bora di Trieste è un vento continentale secco e freddo che scende, con violenza, dall'Altopiano carsico al mare soprattutto nella stagione invernale.
Essa è dovuta essenzialmente alla configurazione geografica molto particolare della città. Trieste è infatti situata fra l'estremità di un mare relativamente caldo, che si inoltra nel continente, ed un elevato e freddo retroterra con un valico aperto sul golfo della città. Questa situazione produce fra le due zone, mare e retroterra, la possibilità di formazione di forti differenze di temperatura e di pressione atmosferica, per cui ne possono conseguire frequenti e intensi deflussi di masse d'aria dal retroterra al mare.
Il deflusso è determinato e facilitato dal suo incanalarsi nei valichi e nelle depressioni che trova lungo il suo percorso.
Se la differenza di pressione viene esaltata dal transito di una depressione (ciclone) sulI'Adriatico, o dalla formazione di una zona di alta pressione (anticiclone) sull'Europa centro-orientale, oppure dalla contemporanea presenza di una depressione sul mare e di un'alta pressione sul continente, allora il flusso d'aria discendente assume velocità elevate e caratteri di impetuosità.
La bora, quale flusso di aria fredda, ha uno spessore di poche centinaia di metri, da 400 a 800 m. Sopra di essa il cielo può essere sereno e allora si ha la «bora chiara», se invece è sovrastata da formazioni nuvolose sciroccali si ha la bora con cielo coperto, cioè «bora scura». La bora chiara è detta anche «anticiclonica» in quanto è sostanzialmente determinata da alte pressioni formatesi sul retroterra continentale. Quella scura invece è detta «ciclonica», perché generalmente dovuta al passaggio di depressioni sulla Penisola italiana e sul mare Adriatico.
Essa è dovuta essenzialmente alla configurazione geografica molto particolare della città. Trieste è infatti situata fra l'estremità di un mare relativamente caldo, che si inoltra nel continente, ed un elevato e freddo retroterra con un valico aperto sul golfo della città. Questa situazione produce fra le due zone, mare e retroterra, la possibilità di formazione di forti differenze di temperatura e di pressione atmosferica, per cui ne possono conseguire frequenti e intensi deflussi di masse d'aria dal retroterra al mare.
Il deflusso è determinato e facilitato dal suo incanalarsi nei valichi e nelle depressioni che trova lungo il suo percorso.
Se la differenza di pressione viene esaltata dal transito di una depressione (ciclone) sulI'Adriatico, o dalla formazione di una zona di alta pressione (anticiclone) sull'Europa centro-orientale, oppure dalla contemporanea presenza di una depressione sul mare e di un'alta pressione sul continente, allora il flusso d'aria discendente assume velocità elevate e caratteri di impetuosità.
La bora, quale flusso di aria fredda, ha uno spessore di poche centinaia di metri, da 400 a 800 m. Sopra di essa il cielo può essere sereno e allora si ha la «bora chiara», se invece è sovrastata da formazioni nuvolose sciroccali si ha la bora con cielo coperto, cioè «bora scura». La bora chiara è detta anche «anticiclonica» in quanto è sostanzialmente determinata da alte pressioni formatesi sul retroterra continentale. Quella scura invece è detta «ciclonica», perché generalmente dovuta al passaggio di depressioni sulla Penisola italiana e sul mare Adriatico.
lunedì 18 ottobre 2010
I venti in Adriatico
Nord-Est & Est, chiamati anche Grecale e Levante o Bora, sull’Adriatico sono venti di mare e portano tempo brutto e mare molto mosso o agitato sottocosta (Bora scura). La Bora può durare anche 3 giorni. Sull’Adriatico è forte e ha raffiche con punte fino a 70 nodi.
Sud-Est & Sud: lo Scirocco e l’Ostro. I venti dai quadranti meridionali sono presagio di tempo brutto. Vuol dire che si è nella parte anteriore di una pressione. Circa un giorno prima che passi la perturbazione i venti si orientano intorno a Sud-Sud-Est. Soprattutto sui mari settentrionali e centrali, finché ci sono questi venti, ci si aspetta nubi e piogge. Possono avere raffiche fino a 30 nodi.
Sud-Ovest & Ovest: Libeccio e Ponente. Se spirano questi venti significa che solo una parte della perturbazione è passata (il fronte caldo), mentre quello freddo deve arrivare. Si avrà tempo variabile, con rasserenamenti alternati a nuvole minacciose. I temporali arrivano con questi venti.
Nord-Ovest & Nord: il Maestrale e la Tramontana. Spesso portatori di buone notizie. Il cielo si apre, le precipitazioni cessano e torna gradualmente il sereno. Anche se comportano ancora rinforzi fino a 30-40 nodi. Possono durare 1 o 2 giornate, con intensità man mano minore.
Brezze
Le brezze soffiano nella bella stagione, senza nubi né fenomeni. Indicano alte pressioni e bel tempo. Di mattina tirano da terra verso il mare e poi, nel pomeriggio spirano dal mare verso terra, arrivando anche fino a 20-25 nodi con mare mosso. Di sera cessano. Di notte invertono la direzione che è quasi ortogonale alla linea di costa, con una variazione antioraria di circa 30 gradi. Per esempio, da SW verso W. Le brezze sono percepite fino a 10-15 mg dalla costa.
Bonaccia
Al largo, oltre le 15-20 mg, la bonaccia è molto + frequente di quanto si immagini. Se si va a motore le bonacce sono l’ideale, ma se si naviga a vela … non proprio! Se però compaiono i cirri e poi gli altostrati, qualcosa sta cambiando.
Consultate il barometro. Finché la lancetta non punta verso il basso, non passerà. In estate dura 3-7 giorni. Se c’è bonaccia al largo sottocosta ci sono brezze.
via La Mar
Sud-Est & Sud: lo Scirocco e l’Ostro. I venti dai quadranti meridionali sono presagio di tempo brutto. Vuol dire che si è nella parte anteriore di una pressione. Circa un giorno prima che passi la perturbazione i venti si orientano intorno a Sud-Sud-Est. Soprattutto sui mari settentrionali e centrali, finché ci sono questi venti, ci si aspetta nubi e piogge. Possono avere raffiche fino a 30 nodi.
Sud-Ovest & Ovest: Libeccio e Ponente. Se spirano questi venti significa che solo una parte della perturbazione è passata (il fronte caldo), mentre quello freddo deve arrivare. Si avrà tempo variabile, con rasserenamenti alternati a nuvole minacciose. I temporali arrivano con questi venti.
Nord-Ovest & Nord: il Maestrale e la Tramontana. Spesso portatori di buone notizie. Il cielo si apre, le precipitazioni cessano e torna gradualmente il sereno. Anche se comportano ancora rinforzi fino a 30-40 nodi. Possono durare 1 o 2 giornate, con intensità man mano minore.
Brezze
Le brezze soffiano nella bella stagione, senza nubi né fenomeni. Indicano alte pressioni e bel tempo. Di mattina tirano da terra verso il mare e poi, nel pomeriggio spirano dal mare verso terra, arrivando anche fino a 20-25 nodi con mare mosso. Di sera cessano. Di notte invertono la direzione che è quasi ortogonale alla linea di costa, con una variazione antioraria di circa 30 gradi. Per esempio, da SW verso W. Le brezze sono percepite fino a 10-15 mg dalla costa.
Bonaccia
Al largo, oltre le 15-20 mg, la bonaccia è molto + frequente di quanto si immagini. Se si va a motore le bonacce sono l’ideale, ma se si naviga a vela … non proprio! Se però compaiono i cirri e poi gli altostrati, qualcosa sta cambiando.
Consultate il barometro. Finché la lancetta non punta verso il basso, non passerà. In estate dura 3-7 giorni. Se c’è bonaccia al largo sottocosta ci sono brezze.
via La Mar
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