bARCa bIsBetiCa con cIURmA fAmEliCA: quotidianità di famiglie a vele spiegate. Il diario dei nostri "sogni in mezzo al mare"... tra letteratura di bassa lega, geografia pelosa, visioni mistiche, cheek to cheek, uccellini che cinguettano, cibo, musica e poesia.
lunedì 20 giugno 2011
il rito della Partenza
domenica 3 aprile 2011
Uomini e Donne di mare
lunedì 28 marzo 2011
“dimmi su che barca vai e ti dirò chi sei”
Piero Ottone - "Piccola filosofia di un grande amore: la vela" - Longanesi & C. - 2001
mercoledì 9 marzo 2011
"Una questione di ordine"
Il limitato spazio disponibile a bordo, impone di mantenere una nave e un comportamento ordinati.
Un brano di Senofonte (Economico, VII, 11-17) risulta molto esplicito a questo proposito, presentandoci uno scrupoloso quanto saggio aiutante del "pilota", quello che, dice Senofonte, chiamano proreta,
intento a controllare l’attrezzatura della sua nave:
< Mi sembra che io vidi una volta l’ordine più bello e più preciso, Socrate,
quando salii su un grosso battello fenicio per visitarlo. Notai
moltissimi attrezzi distribuiti in pochissimo spazio, perché ci
vogliono moltissimi attrezzi di legno e cordame per far ormeggiare
e salpare una nave, e per navigare ha bisogno di molte delle
cosiddette attrezzature sospese, è armato con macchine belliche
contro le navi nemiche, trasporta molte armi per l’equipaggio e,
per ogni mensa, contiene tutte le suppellettili di cui gli uomini
si servono in casa. Oltre a tutto ciò, contiene le mercanzie che
il proprietario della nave trasporta per trarne guadagno. Tutto
ciò di cui parlo – disse – stava in uno spazio non più grande di
una stanza capace di contenere dieci letti. Mi resi conto che ogni
cosa stava disposta in modo che non fosse di impaccio all’altra.
Né la si dovesse cercare o fosse difficile da spostare, in modo da
non far perdere tempo quando c’era urgente bisogno di essa. Mi
accorsi che l’aiutante del pilota, quello che chiamano uomo di
prua della nave, conosceva così bene il posto dove stava ogni cosa
che, anche stando fuori, era capace di dire dov’era, e quanti
esemplari ce n’erano, non meno di chi conoscendo le lettere
dell’alfabeto, sappia dire quante lettere ha il nome di Socrate e
come sono disposte. Vidi anche, disse Iscomaco, che in un momento
di riposo ispezionava tutto ciò di cui si può avere bisogno in una
nave. Mi meraviglia, egli disse, di quest’ispezione, e gli chiesi
che cosa facesse. E quello rispose così: “Straniero, controllo,
nel caso dovesse succedere qualcosa, come sono conservate le cose
nella nave, se qualcosa manca o se è difficile da usare. Quando il
dio scatena la tempesta sul mare, disse, non è possibile andare in
cerca di quello che serve né si può impiegare un attrezzo
difficile da usare. Il dio è ostile ai pigri e li punisce. Ci si
deve accontentare se soltanto evita di distruggere quelli che non
fanno errori, e, se salva coloro che lo servono nel modo migliore,
si devono rivolgere molte grazie agli dei”. Io dunque, vista tutta
questa accuratezza nel mettere a posto le cose, dissi alla moglie
“Noi saremmo proprio trascurati se coloro che stanno sulle navi,
per quanto piccole, trovano il posto, mantengono l’ordine e la
disposizione delle cose, anche sballottati dal mare, e sono
capaci, anche in preda al panico, di trovare subito quello che gli serve.> ".
mercoledì 10 novembre 2010
dalle "Lettere a Lucilio" - Seneca
grazie Simone
venerdì 22 ottobre 2010
"Le parole del mare"
Le parole del mare.
Libero viaggio nell'oceano letterario
a cura di Valeria Serra
191 pag., Euro 9.40
Edizioni Baldini&Castoldi (Le isole)
ISBN 88-8490-210-X
domenica 3 ottobre 2010
Mare Dentro
"Mare dentro, Mare dentro, senza peso nel fondo, dove si avvera il sogno: due volontà che fanno vero un desiderio nell'incontro. Un bacio accende la vita con il fragore luminoso di una saetta, il mio corpo cambiato non è più il mio corpo, è come penetrare al centro dell'universo: l'abbraccio più infantile, e il più puro dei baci fino a vederci trasformati in un unico desiderio. Il tuo sguardo, il mio sguardo, come un'eco che va ripetendo, senza parole: più dentro, più dentro, fino al di là del tutto, attraverso il sangue e il midollo. Però sempre mi sveglio, mentre sempre io voglio essere morto, perché io con la mia bocca resti sempre impigliato dentro la rete dei tuoi capelli."
tratto dal film "Mare dentro" .................... da vedere..
venerdì 30 luglio 2010
Delfini senza foto
In mare è diverso, sto da solo coi pensieri, ho tempo e animo.. Altrove stai -spesso senza volerlo- senza avercene di pensieri, o talora neppure si hanno le occasioni per farli, ma -non solo- pure per gustarseli, condirli a piacimento e piacersene (e diventano rare le occasioni.... mentre la voglia invece si, c'è sempre! e di questo infine se ne soffre, anche).
Nè si ha il tempo: e lo stress non è la causa della modernità apatica ma forse l'effetto, cioè la soluzione naturale di un sistema basato sulla ripetitività dei gesti e persino delle esternazioni, che appiattisce l'esistenza in sempre più nuove e tecnologiche azioni di quotidiana routine. E perciò lo stress arriva per mera anoressia celebrale, riduzione della produzione quotidiana di pensieri, e conseguente inevitabile accumulo di tossine.
Così che su questo bel mare adesso mi sto disintossicando: pensando.
Ed ho deciso anzi che faccio il pieno di pensieri, ed anche la scorta per l'inverno.
Pensiero bulimico, Pensiero Stupendo..
lunedì 26 luglio 2010
Partiti
Vuoto pneumatico..
giovedì 24 giugno 2010
La “filosofia del semplice” nella Scelta di una Barca
Evitate di complicarvi inutilmente l’esistenza; date priorità assoluta all’essenziale; lasciate da parte il superfluo; non esitate un secondo a scegliere tra il semplice e il complicato: il complicato si rivelerà sempre sorgente di difficoltà immediate o future, spese inutili di denaro, perdita di tempo prezioso e spreco di energie. Questa “filosofia del semplice” mi ha guidato come un angelo custode fin dalla prima partenza. Fare con quello che si ha. Non avere occhi più grandi della pancia. La domanda fondamentale è questa : ho veramente voglia di viaggiare su una barca a vela? Una volta che si è risposto a questa domanda, senza mettere la testa sotto la sabbia, le cose si chiariranno… purché non si menta più a sé stessi.
(Bernard Moitessier)
...a scuola avrebbero aggiunto: commentare la precedente frase.
io mi permetto solo di dare il via al dibattito:
....che ne pensate di questo “stile”, senza tempo e fuori dal tempo?
........siete ancora decisi nel correre dietro all’ultimo gadget alla moda?
............siete pronti a salpare, come?
martedì 22 giugno 2010
oggi pausa: Riflettiamo
mercoledì 16 giugno 2010
“Lo specchio del mare”
giovedì 10 giugno 2010
Vademecum del Perfetto Navigante
Con tutti i venti
il navigare è sempre da imprudenti.
Vento a ponente:
chi salpa dalla riva se ne pente.
Il buon nocchier, con lo scirocco fresco,
pensa ai suoi cari e si trattiene al desco.
Quando soffia il maestrale
stare in porto non è male.
Nubi a levante:
catene, ancore e boe son cose sante.
Se la brezza è di Nord-Este
sfuggi il mar come la peste.
Vento alla terra:
chi sta in porto mai non erra.
Il buon nocchier, quand' ode il mar che rugge
monta in un treno e, senza indugio, fugge.
Se t'imbarchi col grecale:
pesci cani e funerale.
Pecorelle a mezzogiorno:
partirai senza ritorno.
Se t'imbarchi col garbino
è tremendo il tuo destino.
Il buon nocchiero, anche se il tempo è bello,
non si fidi e s'agguanti al gavitello.
Il buon marino, quando il tempo è brutto,
piuttosto che salpar risica tutto.
Vento fresco di Provenza:
navigar non è prudenza.
Guarda il mare e, s'è maretta,
resta in terra con gran fretta.
Aria rossa la mattina:
non salpar, torna in cantina.
Aria rossa sul tramonto:
navigar non mette conto.
Messi a scelta l'acqua e il vino,
scansa l'acqua il buon marino.
Quando è pronto il tuo veliero:
non salpar, muta pensiero.
Bonaccia, la mattina, alla riviera:
la partenza rimandala a stasera.
Bonaccia, sulla sera, alla marina:
non t'imbarcare, aspetta a domattina.
Il buon nocchiero, anche coi venti aprichi,
pensa alla pancia e se la serba ai fichi.
Né di Venere né di Marte
non s'imbarca né si parte.
Se a libeccio gira il vento:
fuggi il mare con spavento.
L'esperienza ce la dà per certa:
uomo in battello sepoltura aperta.
Quando il sole è solicello
non montare sul battello.
Non gettare in mar la lancia
se nel cuore hai la tua pancia.
Se a ponente vedi un lampo:
è naufragio senza scampo.
Pecorelle all'orizzonte:
vai sul molo e ...dietro fronte!
Se vuoi esser buon nocchiere:
volgi al mar sempre il sedere.
mercoledì 2 giugno 2010
Proverbio Siculo
"Sciroccu chiaru e tramuntana scura,
mentiti in mari senza paura"
(Scirocco chiaro e tramontana scura, mettiti in mare senza paura)
mercoledì 26 maggio 2010
The Slow Sailing Manifesto
2.- Spend time aboard your craft even if it’s just tied up in the harbour. Make the boat part of your living space. Do little jobs aboard, this will hieghten your sense of ownership and will strengthen the ties between you and your craft.
3.- Leave your hurries and worries on the quay when you go sailing. Go without a set time to return, as if you were leaving for a long journey. Forget your watch and let the sun guide you. If you take speed and time out of the equation you’re left only with space: the sea.
4.- Sail without a strict course or destination. Let the wind and sea take you where they will. Don’t think about miles covered or those still to go. Don’t go anywhere, just sail and enjoy the moment.
5.- Disconnect the electronics and sail like they used to. Learn not to depend on your instruments. When was the last time you took a bearing? Or a sun sight? Find your position and mark it on the chart. Forget the windspeed indicator, feel the wind on your face. Learn the art of sailing, become a real sailor.
6.- Disconect the mobile and turn off the music. Cut your ties with the land. Listen to the murrmuring sea, the bow wave, the flap of the sail, the breathing wind.
7.- Don’t hog the helm. Let somebody else take it. How long has it been since you stretched out on deck or sat at the bow? If you’re sailing alone, tie off the tiller, balance the sails and let yourself go. Trust in your crew and in your boat.
8.- Write a log book. Detail your sailing trips and note down your feelings. Then go back over your notes and re-live the experience. Share your experiences with others in what ever way suits you best.
9.- Race, if that’s what you like but don’t go for the prize. Go to learn about the sea, your boat and yourself. There’s no more stimulating prize than this.
10.- Don’t desert your boat, she’d never desert you. (This is a play on a famous Spanish campaign to stem the amount of pets that are abandoned by the roadsides in Spain, particularly during the summer holidays.)
11.- Contemplate the sea for a while each day, let it’s energy flow into you and take it where ever you go.
..per gli amanti del francese (e dei francesismi), questa invece è una traduzione reperita in rete:
Qualunque sia la tua barca, che sia a remi o uno yacht di lusso, è il rapporto con lei e con la natura che ti circonda che conta. Indipendentemente dal tempo che ci vivi, dal suo prezzo e dalle attrezzature che ci hai montato, la tua barca non è un altro dei tuoi numerosi possessi, ma piuttosto una piacevole compagna di viaggio con la quale è possibile conoscere la natura, il mare, l'acqua,il vento ma soprattutto te stesso.
Ci devi trascorrere del tempo a bordo della tua barca, anche se solamente in un porto. Fai parte del suo spazio, fai piccoli lavori a bordo, questo aumenterà il tuo senso di appartenenza e rafforzerà i legami con lei.
Dimenticati della fretta e delle preoccupazioni, lasciale sul molo quando alzi le vele. Naviga senza pensare a quando devi ritornare, come se tu stessi per partire per un lungo viaggio. Lascia a casa l'orologio e lascia che sia il sole a guidarti. Se ti dimentichi della velocità e del tempo rimani solo con lo spazio: la natura.
Naviga senza una rotta o una destinazione. Lascia che siano il vento e la tua barca a guidarti, ti porteranno dove essi vogliono. Non pensare alle miglia percorse o di quante ne dovrai ancora fare. Non andare da nessuna parte, vai solo a vela e goditi il momento.
Scollega l'elettronica e naviga come si faceva un tempo, impara a non dipendere dagli strumenti. Quando è stata l'ultima volta che hai preso in mano un goniometro? O hai osservato i movimenti del sole e delle stelle? Fai il punto della tua posizione e segnalo sulla carta. Dimenticati l'indicatore della velocità del vento, senti il vento sulla faccia. Impara l'arte della vela, diventata un vero marinaio.
Scollega il cellulare e spegni la musica, taglia il tuo legame con la terra. Ascolta la natura, l'onda di prua, il lembo della vela, il respiro del vento.
Non mettere il timone automatico, lascia che lo prenda qualcun altro. Quanto tempo è passato da quando sei rimasto disteso sul ponte o seduto a prua? Se sei da solo, lega la barra del timone, regola le vele e lasciati andare. Confida nel tuo equipaggio e sulla tua barca.
Scrivi il diario di bordo, descrivi i viaggi e la tua navigazione, dettaglia e annota i tuoi sentimenti. Poi ritorna sui tuoi appunti e rivivi l'esperienza. Condividi le tue esperienze con gli altri diversi da te in modo che possano migliorare anch'essi.
Corri, se è quello che ti piace, ma non per cercare una ricompensa. Vai, conosci la natura, la barca e te stesso. Non c'è nessuna ricompensa più stimolante di questa.
Non lasciare mai sola la tua barca, lei non ti abbandonerebbe mai.
Contempla la natura un pò per volta, lascia che il suo flusso di energia entri dentro di te e trasmettilo ovunque tu vada.
domenica 9 maggio 2010
martedì 27 aprile 2010
Ti Xè Mon@
dè Caorle sarebbero, puri.. roba-de-matt, che ggent!
sabato 10 aprile 2010
Il negro del Narciso
“…….la traversata aveva avuto inizio, e la nave, un frammento distaccato della terra, procedeva solitaria e veloce come un piccolo pianeta. Intorno ad essa, gli abissi del cielo e del mare si incontravano formando una frontiera irraggiungibile. Una sterminata solitudine circolare si muoveva con essa, sempre mutevole e sempre la stessa, sempre monotona e sempre imponente.
Di tanto in tanto un altro vagabondo puntino luminoso, carico di vita, appariva in lontananza…e scompariva, incamminato verso il proprio destino……La sorridente grandezza del mare rimpiccioliva l’ estensione del tempo. I giorni si susseguivano uno dopo l’ altro, vividi e rapidi come i lampeggiamenti di un faro, e le notti, ricche d’ eventi e brevi, somigliavano a sogni fuggevoli…….Gli uomini che lavoravano sul ponte erano sani e soddisfatti…come lo sono tutti i marinai, una volta al largo. La vera pace di Dio incomincia in qualsiasi posto situato ad un migliaio di miglia dalla terra più vicina……”
(per chi legge in inglese: QUI la versione originale disponibile in ebook free grazie al Progetto Gutenberg)


