bARCa bIsBetiCa con cIURmA fAmEliCA: quotidianità di famiglie a vele spiegate. Il diario dei nostri "sogni in mezzo al mare"... tra letteratura di bassa lega, geografia pelosa, visioni mistiche, cheek to cheek, uccellini che cinguettano, cibo, musica e poesia.
"Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?" (Joseph Conrad)
lunedì 8 ottobre 2007
sabato 22 settembre 2007
ARRIVA TOPKAPI
pagato, firmato, è nostra... clap clap :-))))
(ciao e Grazie Stefano.. buon vento a te ed al tuo -nuovo- MOJITO!)
(ciao e Grazie Stefano.. buon vento a te ed al tuo -nuovo- MOJITO!)
lunedì 10 settembre 2007
report isole Jonie
si comincia sempre dai migliori trofei..


REPORT
a bordo di KAIRIA..
riassumo al volo l'itinerario di seguito: 30/7 volo vr-ct 31/7 armo dello strallo volante e prova della trinchetta mai issata (infatti era bella che ripiegata al contrario nella sacca, con bugna e penna in fondo, e priva di scotte..), pieno di gasolio, salpati dal porto di ct alle 17.30, saluto all'Etna, via.. 1/8 traversata per 82° puntati su Cefalonia, mare e vento i peggiori che potevamo prendere: il maestrale come è arrivato nel we se ne è andato prima del tempo lasciando il posto ad un pessimo grecale per noi, con lo strascico di un mare rotto ed incrociato che ci ha fatto ballare maledettamente.. ore e ore di motore, con un pò di genoa srollato, vento mai sotto i 25 nodi e mare 4-5; oltre al mal di mare che colpisce tutti in barca tranne il comandante ed il mio pargoletto, da rilevare un bel tonno di 14 kili che si allama durante il mio turno di guardia all'alba del primo giorno (lo seguiranno poi altri due pescioni simili che messi assieme ci hanno fornito con i loro preziosi 30 kili di polpa la pappa per una settimana intera..) 2/8 il maestrale arriva alle 2 del mattino durante il mio turno di guardia, che lo sento arrivare tiepido sulla pelle e l'apprezzo e gli do il benvenuto come fosse un desiderio, decido che è ora di fare filare la barca e do tutto genoa (non la randa perché sono da solo insalamato con la cintura di sicurezza, giù dormono tutti ed il mare adesso ci colpisce diretto sul fianco); la barca prende un bel passo sugli 8 nodi e sotto credo stiano tutti avendo l'incubo d'essere stati passati in lavatrice; al mio secondo turno di guardia al mattino, avvisto Cefalonia intorno alle 8; si cerca un posto a Lixouri poi anche ad Argostoli: i famosi nuovi marina in costruzione sono sempre in costruzione, e si va in banchina per la notte. pomeriggio gita a Fiskardo ma in taxi, 255 miglia tutte d'un fiato hanno dato a tutti overdose da mare 3/8 si punta su Itaca costeggiando la costa est di Cefalonia; si trova una baia per la notte strepitosa sul lato sud di Itaca (Ayios Andreas), l'unico fastidio è andare a mettere le cime a terra sugli scogli tutti tempestati dagli escrementi delle capre selvatiche (proprietarie della baia); mio figlio si sveglia dalla ninna x i belati mentre il sottoscritto si incarica del servizio di ormeggio 4/8 via verso Vathi, capoluogo dell'isola per sosta tecnica (meteo, passeggiata, pappa) poi quando ci liberiamo dalle ancore sul nostro calumo proseguiamo nel pomeriggio verso nord prendendoci una bella bolina larga in direzione Meganisi (prima timonata goduriosa della crociera), fondo a Ormos Kapali: chi la conosce so di che incanto sto parlando (cime a terra senza capre) 5/8 scopriamo le tracce del clandestino, la rotta sarebbe sul canale di Levkas ma servono contromisure convenzionali, perciò fermata a Nidri (di fronte "Baia tranquilla" affatto tranquilla che ci saranno state dentro 150 barche!!!): mi incarico di debellare l'invasore e vado in armeria (=shipchandler George's, una botteguccia piena di roba all'inverosimile) ..procuro le colle ma specialmente i famosi dischi per le cime di ormeggio a terra, introvabili in italia e qui invece vendutissimi (chissà perchè...........) ..gadget CONSIGLIATISSIMO!!si prosegue per il canale di Levkas ma restiamo fregati: il ponte galleggiante dovrebbe aprirsi ogni ora all'ora intera ma all'una non si apre e nemmeno alle 13, ma neanche alle 14!!! al posto del ponte galleggiante (è una chiatta) hanno messo ritengo provvisoriamente un traghetto e -ritengo sempre- per questa ragione le aperture sono meno frequenti, prendiamo quella delle 15 ma che palle perdere 3 ore così della propria vita. affoghiamo i dispiaceri nell'alcol gettando l'ancora all'inizio del canaletto finale e stappiamo bottiglie di Gewurztraminer sullo speck. passa una barca sensazionale, un 16 metri inglese autocostruito con tanto di oblò stile sommergibile (messi a caso), coffa di avvistamento all'albero e biciclette legate sui paterazzi (!!!) ..fotografata, di diritto nell'archivio delle bestie galleggianti. si passa il canale e si punta a Paxos dove saremo diretti per farci la notte: inizia la "regata" tra noi e la trentina di barche che ci ha preceduto al passaggio nel canale, vento di bolina larga sui 20-25 nodi e uscendo ultimi dal canale ci prendiamo la rotta più sopravvento di tutti (anche perché siamo la barca più grossa del lotto); in 15' ce le mangiamo tutte, sparite in 30' (seconda timonata goduriosa della crociera, ci sono foto che mi ritraggono al timone con la lingua penzoloni); il comandante esce dal carteggio con l'ordine di riparare a terra, vuole essere prudente e non arrivare a Paxos con il buio: poggio e porto la barca nel canale di Preveza, andremo a dormire a Vonitsa a metà circa del golfo di Amvrakia (le donne a bordo mugugnano ma l'ammutinamento è sedato sul nascere) 6/8 partiamo di buon ora per Paxos: nel golfo arrivava un vento di terra freddo e teso, fuori non ce ne è niente. a motore fino a Gaios; porto pieno ci mettiamo alla ruota sul lato sud della rocca (dove stava "Astra" e qualche altro miliardo di euro a galleggiare tipo golette d'epoca e Swan kilometrici); si va a terra a cercare nuove contromisure antiratto: la "bestia" ci ha fatto fessi facendoci trovare le impronte sulla colla e portandosi via il formaggio (in gergo: ci ha mangiato l'esca e c@c@to sull'amo): sentenzio che si tratta di una bestia di dimensioni considerevoli e testimonio allo sguardo di terrore negli occhi del comandante (e armatore), decreto che servono sistemi non convenzionali.cena a terra alla ottima taverna Taki Taki (un must: abbiamo incrociato l'indicazione di un tassista con quelle della Lonely Planet, convergenza assoluta) poi al rientro gita notturna in tender ad ammirare da vicino Astra (che poppa...) mentre le donne a bordo svuotano i gavoni da ogni possibile cibaria; metto le trappole alle 2.30 e vado in cuccia per ultimo. 7/8 alle 3.00 uno scatto metallico mi sveglia e vado al controllo: la bestia è in gabbia! :-)sveglio orgoglioso l'intero equipaggio, immortalando il momento con la macchinetta digitale; l'incarico del boia è doverosamente il mio: alle 3.25 un topone galleggia senza vita nelle placide acque di Gaiosho fatto il mio dovere lasciando un pò di serenità in barca, torno in cuccia per qualche oretta di riposo ed alle 6.30 suona la sveglia: il catamarano per Brindisi salpa alle 7. viaggio tranquillo con scalo a Corfù, arrivo puntuale a Brindisi per mezzodì (nei tre giorni precedenti il catamarano non ha viaggiato fermato una volta da un incendio a bordo e due dal mare mosso!); vado dritto in aereoporto con un taxi e riesco anche ad anticipare il mio volo; rientro a Verona via Fiumicino 4 ore prima del previsto ma senza bagagli: quelli fermi a Roma insieme alle montagne di valige viste al tg, arriveranno per fortuna integri solo all'indomani; un bravo al mio pargolo che in una settimana s'è distinto come esemplare mozzo di bordo, manca poco che diventa marinaio semplice! al solito non rileggo mai, le mie scuse per l'ortografia d



REPORT
a bordo di KAIRIA..
riassumo al volo l'itinerario di seguito: 30/7 volo vr-ct 31/7 armo dello strallo volante e prova della trinchetta mai issata (infatti era bella che ripiegata al contrario nella sacca, con bugna e penna in fondo, e priva di scotte..), pieno di gasolio, salpati dal porto di ct alle 17.30, saluto all'Etna, via.. 1/8 traversata per 82° puntati su Cefalonia, mare e vento i peggiori che potevamo prendere: il maestrale come è arrivato nel we se ne è andato prima del tempo lasciando il posto ad un pessimo grecale per noi, con lo strascico di un mare rotto ed incrociato che ci ha fatto ballare maledettamente.. ore e ore di motore, con un pò di genoa srollato, vento mai sotto i 25 nodi e mare 4-5; oltre al mal di mare che colpisce tutti in barca tranne il comandante ed il mio pargoletto, da rilevare un bel tonno di 14 kili che si allama durante il mio turno di guardia all'alba del primo giorno (lo seguiranno poi altri due pescioni simili che messi assieme ci hanno fornito con i loro preziosi 30 kili di polpa la pappa per una settimana intera..) 2/8 il maestrale arriva alle 2 del mattino durante il mio turno di guardia, che lo sento arrivare tiepido sulla pelle e l'apprezzo e gli do il benvenuto come fosse un desiderio, decido che è ora di fare filare la barca e do tutto genoa (non la randa perché sono da solo insalamato con la cintura di sicurezza, giù dormono tutti ed il mare adesso ci colpisce diretto sul fianco); la barca prende un bel passo sugli 8 nodi e sotto credo stiano tutti avendo l'incubo d'essere stati passati in lavatrice; al mio secondo turno di guardia al mattino, avvisto Cefalonia intorno alle 8; si cerca un posto a Lixouri poi anche ad Argostoli: i famosi nuovi marina in costruzione sono sempre in costruzione, e si va in banchina per la notte. pomeriggio gita a Fiskardo ma in taxi, 255 miglia tutte d'un fiato hanno dato a tutti overdose da mare 3/8 si punta su Itaca costeggiando la costa est di Cefalonia; si trova una baia per la notte strepitosa sul lato sud di Itaca (Ayios Andreas), l'unico fastidio è andare a mettere le cime a terra sugli scogli tutti tempestati dagli escrementi delle capre selvatiche (proprietarie della baia); mio figlio si sveglia dalla ninna x i belati mentre il sottoscritto si incarica del servizio di ormeggio 4/8 via verso Vathi, capoluogo dell'isola per sosta tecnica (meteo, passeggiata, pappa) poi quando ci liberiamo dalle ancore sul nostro calumo proseguiamo nel pomeriggio verso nord prendendoci una bella bolina larga in direzione Meganisi (prima timonata goduriosa della crociera), fondo a Ormos Kapali: chi la conosce so di che incanto sto parlando (cime a terra senza capre) 5/8 scopriamo le tracce del clandestino, la rotta sarebbe sul canale di Levkas ma servono contromisure convenzionali, perciò fermata a Nidri (di fronte "Baia tranquilla" affatto tranquilla che ci saranno state dentro 150 barche!!!): mi incarico di debellare l'invasore e vado in armeria (=shipchandler George's, una botteguccia piena di roba all'inverosimile) ..procuro le colle ma specialmente i famosi dischi per le cime di ormeggio a terra, introvabili in italia e qui invece vendutissimi (chissà perchè...........) ..gadget CONSIGLIATISSIMO!!si prosegue per il canale di Levkas ma restiamo fregati: il ponte galleggiante dovrebbe aprirsi ogni ora all'ora intera ma all'una non si apre e nemmeno alle 13, ma neanche alle 14!!! al posto del ponte galleggiante (è una chiatta) hanno messo ritengo provvisoriamente un traghetto e -ritengo sempre- per questa ragione le aperture sono meno frequenti, prendiamo quella delle 15 ma che palle perdere 3 ore così della propria vita. affoghiamo i dispiaceri nell'alcol gettando l'ancora all'inizio del canaletto finale e stappiamo bottiglie di Gewurztraminer sullo speck. passa una barca sensazionale, un 16 metri inglese autocostruito con tanto di oblò stile sommergibile (messi a caso), coffa di avvistamento all'albero e biciclette legate sui paterazzi (!!!) ..fotografata, di diritto nell'archivio delle bestie galleggianti. si passa il canale e si punta a Paxos dove saremo diretti per farci la notte: inizia la "regata" tra noi e la trentina di barche che ci ha preceduto al passaggio nel canale, vento di bolina larga sui 20-25 nodi e uscendo ultimi dal canale ci prendiamo la rotta più sopravvento di tutti (anche perché siamo la barca più grossa del lotto); in 15' ce le mangiamo tutte, sparite in 30' (seconda timonata goduriosa della crociera, ci sono foto che mi ritraggono al timone con la lingua penzoloni); il comandante esce dal carteggio con l'ordine di riparare a terra, vuole essere prudente e non arrivare a Paxos con il buio: poggio e porto la barca nel canale di Preveza, andremo a dormire a Vonitsa a metà circa del golfo di Amvrakia (le donne a bordo mugugnano ma l'ammutinamento è sedato sul nascere) 6/8 partiamo di buon ora per Paxos: nel golfo arrivava un vento di terra freddo e teso, fuori non ce ne è niente. a motore fino a Gaios; porto pieno ci mettiamo alla ruota sul lato sud della rocca (dove stava "Astra" e qualche altro miliardo di euro a galleggiare tipo golette d'epoca e Swan kilometrici); si va a terra a cercare nuove contromisure antiratto: la "bestia" ci ha fatto fessi facendoci trovare le impronte sulla colla e portandosi via il formaggio (in gergo: ci ha mangiato l'esca e c@c@to sull'amo): sentenzio che si tratta di una bestia di dimensioni considerevoli e testimonio allo sguardo di terrore negli occhi del comandante (e armatore), decreto che servono sistemi non convenzionali.cena a terra alla ottima taverna Taki Taki (un must: abbiamo incrociato l'indicazione di un tassista con quelle della Lonely Planet, convergenza assoluta) poi al rientro gita notturna in tender ad ammirare da vicino Astra (che poppa...) mentre le donne a bordo svuotano i gavoni da ogni possibile cibaria; metto le trappole alle 2.30 e vado in cuccia per ultimo. 7/8 alle 3.00 uno scatto metallico mi sveglia e vado al controllo: la bestia è in gabbia! :-)sveglio orgoglioso l'intero equipaggio, immortalando il momento con la macchinetta digitale; l'incarico del boia è doverosamente il mio: alle 3.25 un topone galleggia senza vita nelle placide acque di Gaiosho fatto il mio dovere lasciando un pò di serenità in barca, torno in cuccia per qualche oretta di riposo ed alle 6.30 suona la sveglia: il catamarano per Brindisi salpa alle 7. viaggio tranquillo con scalo a Corfù, arrivo puntuale a Brindisi per mezzodì (nei tre giorni precedenti il catamarano non ha viaggiato fermato una volta da un incendio a bordo e due dal mare mosso!); vado dritto in aereoporto con un taxi e riesco anche ad anticipare il mio volo; rientro a Verona via Fiumicino 4 ore prima del previsto ma senza bagagli: quelli fermi a Roma insieme alle montagne di valige viste al tg, arriveranno per fortuna integri solo all'indomani; un bravo al mio pargolo che in una settimana s'è distinto come esemplare mozzo di bordo, manca poco che diventa marinaio semplice! al solito non rileggo mai, le mie scuse per l'ortografia d
mercoledì 15 agosto 2007
bella questa eh? - GLADIATEUR
Gladiateur ..chantiers Wauquiez

Meravigliosa.
info varie qui:
http://wauquiez.gladiateur.free.fr/
http://www.sailriders.com/ventures/
http://homepage.mac.com/ducheneaut/gladiateur.html
http://wauquiez-gladiateur.blogspot.com/

Meravigliosa.
info varie qui:
http://wauquiez.gladiateur.free.fr/
http://www.sailriders.com/ventures/
http://homepage.mac.com/ducheneaut/gladiateur.html
http://wauquiez-gladiateur.blogspot.com/
venerdì 27 luglio 2007
ATTENTI A SPINAZZOLO
domanda, per chi non conosce le Eolie:
..questa era la domanda che si poneva sabato pomeriggio il "malcapitato" ma non certo incolpevole -e ricco- armatore (diciamo malcapitato.. ma poi aggiungeremo a fine report: colpevole senza possibile remissione di colpa!), dello stupendo Swan 56 (mi pare "56"!!! ..i fatti sono come leggerete concitati e credo di aver preso bene le misure,ma sempre a occhio!) di colore verde smeraldo (il colore è sicuro però! eh eh), tra l'altro nemmeno tanto vecchio, che incrociava a nord di Panarea con rotta "su" Stromboli.. grado più grado meno.. :-)..tenere a mente il colore: verde.
non servirà a giustificare lo skipper (e armatore?) imputando al colore la fantomatica jella che in mare si porterebbe dietro, quanto semmai ad individuare l'imbarcazione (quanti Swan verdi in giro?) per esporne l'equipaggio al pubblico ludibrio! :-))
Premessa geografica: i conoscitori delle Eolie sapranno ripetere a menadito i nomi della costellazione di scogli satelliti dell'isola di Panarea, ma certamente un ripasso non guasta, elencandoli di nuovo essendo alcuni evocativi ma altri sinceramente comici...
-Dattilo è lo "scoglio" più prossimo a Panarea, appena a nord-est quindi sulla rotta ipotetica per Stromboli.. e si vede perché è bello cicciotto ed anche alto, ma sempre scoglio resta!
-le Formiche, invece già dal nome si capisce come son fatte: piccine piccine piccine, quasi a fior d'acqua e belle cattive, anche perché sono a est del "porto" dell'isola e ben dentro al cono di luce del fanale: sembrano attrarre le imbarcazioni all'inganno (ed all'incaglio), tanto che anche qualche aliscafo insolitamente se li è presi in pieno, a dispetto dell'esperienza di navigazione dei comandanti delle imbarcazioni di linea della zona
-tutto rotta a est, dietro Dattilo si trovano Lisca Nera e Lisca Bianca: ed anche qui il nome dice tutto, perché gli scogli in questione ricordano appunto nel loro riemergere dal mare la lisca di un pesce nero la prima (una serie di scoglietti e poco più, fatti di scurissimo basalto), e la lisca di un pesce bianco la seconda (più che uno scoglio un isolotto, con tanto di spiaggetta meta dei tenderini per il bagno e numerose grotticelle sul versante ovest, sempre meta dei tenderini che vanno ad inquinarne l'atmosfera con gli effluvi dei motoretti 2t), e che invece è tufacea e quasi pomiciosa (che non vuol dire che le piace appartarsi col ragazzo: parliamo di scogli, non dimentichiamolo!) :=) ..siamo nelle isole del fuoco, oltre che del vento, e le concrezioni sulfuree tracciano ghirigori giallastri sulle superfici basaltiche colorate di un nero profondo come la notte...
- sempre alle spalle di Dattilo, ma stavolta decisamente a nord, gli stupendi Panarelli: scogli. ..visibilissimi scogli che non permettono nemmeno una visita perché non si può atterrare, ma piuttosto meritano un bagno, magari per la raccolta dei ricci (quando c'erano! ..te credo che ti chiedono 50 euro per cento ricci: non ce ne sono più da quanti sono già passati a raccoglierli!)
- a Nord, decisamente a nord lo scoglio satellite principale: Basiluzzo. ..e ditemi se non fa ridere questo nome! ..t'aspetti un faraglione o poco più ed invece è un enorme masso basaltico che salta fuori dal mare per salire con nere e martoriate pareti verticali a non meno di 50 metri. E' grande, Basiluzzo, a dispetto del nome molto vezzegiativo per le sue forme, tutt'altro che denutrite!
- accanto a Basiluzzo, infine, lui. ..l'oggetto del contendere: Spinazzolo. Altro nome che è tutto un programma: affatto evocativo per un faraglione che sembra una piramide egizia fatta di lava, vero?..tanto più che manco piccolo è: alto sarà alto 35 metri, largo alla base non meno di 50! ..diciamo che lo vedi a quanto? 2, 3 miglia? ..non mi regolo. ma di certo lo vedi! ;-) noi si era scelto per il bagno il versante sud di Basiluzzo, proprio accanto al canaletto che la separa da Spinazzolo: dall'altro lato del canale che guarda verso Stromboli molte barche a vela, grandi e piccine, noi si sceglie invece il lato di qua, vista Panarea.. siamo un 54' (ben "visibile" quindi..), ma a confronto alla Perini che c'è già alla fonda sembriamo un Alpa Brise: è un bel bialbero armato a ketch che somma una decina di crocette tra albero di maestra e di mezzana, ad occhio è croce sarà "almeno" un centinaio di piedi! ..dal garage esce di tutto: due gommoni (non tender, gommoni), poi jet ski, ciambelloni, canoe, 2 laser ed un flyng junior (con relativo tender di appoggio) ...diciamo che a bordo se la spassano! :)
un'altro 54ds gemello riposa placido più in là: in tre barche, anzi due barche + 1 nave che sommano oltre 200 piedi e si riposa tranquilli nel meriggio eoliano, e specialmente *in bella vista*, al ridosso dei nostri due cari amici di pietra lavica Basiluzzo&Spinazzolo..
i fatti: al momento di levare l'ancora, dopo una bella giornata annaffiata dei dovuti contenuti mangerecci e beverecci, saranno state le 18 o giù di li.. un fragore improvviso alle nostre spalle.. noi con l'uomo a prua a salpare l'ancora si è disposti già con la prua verso Panarea, e Spinazzolo è alle nostre spalle. ci voltiamo che che vediamo? ..uno Swan 56 verde che a motore ha deciso di *spostare* il malcapitato Spinazzolo piombandogli addosso a non meno di 7-8 nodi!!!
un botto da paura, poi le urla dall'altra barca: nessuno si è fatto male, tranquilli.. certo la barca un pò di male si è fatta.. il povero Spinazzolo invece è intatto, messo alla prova, ma è proprio bello duro! :-)))
..è fatto di basalto di ottima qualità, pensate che s'è anche scalfito ma male non si è fatto certamente.. e nemmeno lo Swan tutto sommato: un'altra barca avrebbe fatto peggio, lei sarà passata da 56 a 52 piedi ma non di meno (addio a pulpito, musone, ancora, falchetta ecc ecc), ma per esempio lo strallo è rimasto su (e meno male, perché se avessi visto uno Swan disalberare per cotanta idiozia mi sarei messo a piangere! ..e per la barca ovviamente non per lo skipper..)
morale: "presumo" perché mi sono voltato solo al botto.. signora bionda a riposare a prua, evidentemente sonnecchiante; bimbo/a da qualche parte, comunque il primo e l'unico che s'è visto il botto ed apposta uralava porello; uomo skipper e/o armatore... sotto coperta ritengo, a meno che non volesse provare la fattura del suo scafo di proposito.. :-))) ..e -sicuramente- mooooolto fiducioso della sua rotta!
Anselmo (lo chiamiamo così?) l'autopilota, l'unico sveglio a bordo. ma bontà sua, mero esecutore di ordini, e stupidamente del tutto incolpevole.
Noi ci avviciniamo per offrire assistenza, ma ovviamente non ci degnano manco di uno sguardo (rabbia o più vergogna?) e ci sfilano di poppa e prendono il largo, noi non li mandiamo nemmeno a quel paese per la scortesia ma iniziamo da subito a ridercela tra il surreale ed il tragicomico.
A mente serena, la sera alla fonda davanti a Panarea in mezzo al nugolo di barchini di tutte le fogge e misure, abbiamo fatto poi la seguente considerazione: al di là della fortuna a riportare danni tutto sommato contenuti (cosa saranno i 70mila o giù di li euro di danni fatti, quando poteva anche giocarsi l'albero intero?), la probabilità che l'incostudito Anselmo puntasse dritto contro il duro Spinazzolo era di fatto molto minore di quella che puntasse invece contro la nave Perina, visto che questa seconda misurava più lunghezza del faraglione! ..peccato che quella però sarebbe stata molto più soffice da penetrare, e che portava a bordo il suo bel carico (quante decine?) di umanità!noi da "piccoli" solo 54 piedini non ci siamo messi nel conto delle probabilità di esser presi: certo contro la Perina lo skipper dello Swan faceva una strage (ed il suo massimale di assicurazione avrebbe vacillato), contro di noi ci mandava dritti a fondo.
..quando si dice che i soldi non sempre fanno la felicità: di certo se ti bastano per comprarti uno Swan 56 (con la prua tutta intatta), non ti basteranno mai per comprarti il cervello che non hai, e resti sempre un pericolosissimo skipper da pedalò.
Striscia di VeLista
Panarea
Davide
ps e se ci sono skipper di Swan 56 in lista di colore verde, buon alaggio
..questa era la domanda che si poneva sabato pomeriggio il "malcapitato" ma non certo incolpevole -e ricco- armatore (diciamo malcapitato.. ma poi aggiungeremo a fine report: colpevole senza possibile remissione di colpa!), dello stupendo Swan 56 (mi pare "56"!!! ..i fatti sono come leggerete concitati e credo di aver preso bene le misure,ma sempre a occhio!) di colore verde smeraldo (il colore è sicuro però! eh eh), tra l'altro nemmeno tanto vecchio, che incrociava a nord di Panarea con rotta "su" Stromboli.. grado più grado meno.. :-)..tenere a mente il colore: verde.
non servirà a giustificare lo skipper (e armatore?) imputando al colore la fantomatica jella che in mare si porterebbe dietro, quanto semmai ad individuare l'imbarcazione (quanti Swan verdi in giro?) per esporne l'equipaggio al pubblico ludibrio! :-))
Premessa geografica: i conoscitori delle Eolie sapranno ripetere a menadito i nomi della costellazione di scogli satelliti dell'isola di Panarea, ma certamente un ripasso non guasta, elencandoli di nuovo essendo alcuni evocativi ma altri sinceramente comici...
-Dattilo è lo "scoglio" più prossimo a Panarea, appena a nord-est quindi sulla rotta ipotetica per Stromboli.. e si vede perché è bello cicciotto ed anche alto, ma sempre scoglio resta!
-le Formiche, invece già dal nome si capisce come son fatte: piccine piccine piccine, quasi a fior d'acqua e belle cattive, anche perché sono a est del "porto" dell'isola e ben dentro al cono di luce del fanale: sembrano attrarre le imbarcazioni all'inganno (ed all'incaglio), tanto che anche qualche aliscafo insolitamente se li è presi in pieno, a dispetto dell'esperienza di navigazione dei comandanti delle imbarcazioni di linea della zona
-tutto rotta a est, dietro Dattilo si trovano Lisca Nera e Lisca Bianca: ed anche qui il nome dice tutto, perché gli scogli in questione ricordano appunto nel loro riemergere dal mare la lisca di un pesce nero la prima (una serie di scoglietti e poco più, fatti di scurissimo basalto), e la lisca di un pesce bianco la seconda (più che uno scoglio un isolotto, con tanto di spiaggetta meta dei tenderini per il bagno e numerose grotticelle sul versante ovest, sempre meta dei tenderini che vanno ad inquinarne l'atmosfera con gli effluvi dei motoretti 2t), e che invece è tufacea e quasi pomiciosa (che non vuol dire che le piace appartarsi col ragazzo: parliamo di scogli, non dimentichiamolo!) :=) ..siamo nelle isole del fuoco, oltre che del vento, e le concrezioni sulfuree tracciano ghirigori giallastri sulle superfici basaltiche colorate di un nero profondo come la notte...
- sempre alle spalle di Dattilo, ma stavolta decisamente a nord, gli stupendi Panarelli: scogli. ..visibilissimi scogli che non permettono nemmeno una visita perché non si può atterrare, ma piuttosto meritano un bagno, magari per la raccolta dei ricci (quando c'erano! ..te credo che ti chiedono 50 euro per cento ricci: non ce ne sono più da quanti sono già passati a raccoglierli!)
- a Nord, decisamente a nord lo scoglio satellite principale: Basiluzzo. ..e ditemi se non fa ridere questo nome! ..t'aspetti un faraglione o poco più ed invece è un enorme masso basaltico che salta fuori dal mare per salire con nere e martoriate pareti verticali a non meno di 50 metri. E' grande, Basiluzzo, a dispetto del nome molto vezzegiativo per le sue forme, tutt'altro che denutrite!
- accanto a Basiluzzo, infine, lui. ..l'oggetto del contendere: Spinazzolo. Altro nome che è tutto un programma: affatto evocativo per un faraglione che sembra una piramide egizia fatta di lava, vero?..tanto più che manco piccolo è: alto sarà alto 35 metri, largo alla base non meno di 50! ..diciamo che lo vedi a quanto? 2, 3 miglia? ..non mi regolo. ma di certo lo vedi! ;-) noi si era scelto per il bagno il versante sud di Basiluzzo, proprio accanto al canaletto che la separa da Spinazzolo: dall'altro lato del canale che guarda verso Stromboli molte barche a vela, grandi e piccine, noi si sceglie invece il lato di qua, vista Panarea.. siamo un 54' (ben "visibile" quindi..), ma a confronto alla Perini che c'è già alla fonda sembriamo un Alpa Brise: è un bel bialbero armato a ketch che somma una decina di crocette tra albero di maestra e di mezzana, ad occhio è croce sarà "almeno" un centinaio di piedi! ..dal garage esce di tutto: due gommoni (non tender, gommoni), poi jet ski, ciambelloni, canoe, 2 laser ed un flyng junior (con relativo tender di appoggio) ...diciamo che a bordo se la spassano! :)
un'altro 54ds gemello riposa placido più in là: in tre barche, anzi due barche + 1 nave che sommano oltre 200 piedi e si riposa tranquilli nel meriggio eoliano, e specialmente *in bella vista*, al ridosso dei nostri due cari amici di pietra lavica Basiluzzo&Spinazzolo..
i fatti: al momento di levare l'ancora, dopo una bella giornata annaffiata dei dovuti contenuti mangerecci e beverecci, saranno state le 18 o giù di li.. un fragore improvviso alle nostre spalle.. noi con l'uomo a prua a salpare l'ancora si è disposti già con la prua verso Panarea, e Spinazzolo è alle nostre spalle. ci voltiamo che che vediamo? ..uno Swan 56 verde che a motore ha deciso di *spostare* il malcapitato Spinazzolo piombandogli addosso a non meno di 7-8 nodi!!!
un botto da paura, poi le urla dall'altra barca: nessuno si è fatto male, tranquilli.. certo la barca un pò di male si è fatta.. il povero Spinazzolo invece è intatto, messo alla prova, ma è proprio bello duro! :-)))
..è fatto di basalto di ottima qualità, pensate che s'è anche scalfito ma male non si è fatto certamente.. e nemmeno lo Swan tutto sommato: un'altra barca avrebbe fatto peggio, lei sarà passata da 56 a 52 piedi ma non di meno (addio a pulpito, musone, ancora, falchetta ecc ecc), ma per esempio lo strallo è rimasto su (e meno male, perché se avessi visto uno Swan disalberare per cotanta idiozia mi sarei messo a piangere! ..e per la barca ovviamente non per lo skipper..)
morale: "presumo" perché mi sono voltato solo al botto.. signora bionda a riposare a prua, evidentemente sonnecchiante; bimbo/a da qualche parte, comunque il primo e l'unico che s'è visto il botto ed apposta uralava porello; uomo skipper e/o armatore... sotto coperta ritengo, a meno che non volesse provare la fattura del suo scafo di proposito.. :-))) ..e -sicuramente- mooooolto fiducioso della sua rotta!
Anselmo (lo chiamiamo così?) l'autopilota, l'unico sveglio a bordo. ma bontà sua, mero esecutore di ordini, e stupidamente del tutto incolpevole.
Noi ci avviciniamo per offrire assistenza, ma ovviamente non ci degnano manco di uno sguardo (rabbia o più vergogna?) e ci sfilano di poppa e prendono il largo, noi non li mandiamo nemmeno a quel paese per la scortesia ma iniziamo da subito a ridercela tra il surreale ed il tragicomico.
A mente serena, la sera alla fonda davanti a Panarea in mezzo al nugolo di barchini di tutte le fogge e misure, abbiamo fatto poi la seguente considerazione: al di là della fortuna a riportare danni tutto sommato contenuti (cosa saranno i 70mila o giù di li euro di danni fatti, quando poteva anche giocarsi l'albero intero?), la probabilità che l'incostudito Anselmo puntasse dritto contro il duro Spinazzolo era di fatto molto minore di quella che puntasse invece contro la nave Perina, visto che questa seconda misurava più lunghezza del faraglione! ..peccato che quella però sarebbe stata molto più soffice da penetrare, e che portava a bordo il suo bel carico (quante decine?) di umanità!noi da "piccoli" solo 54 piedini non ci siamo messi nel conto delle probabilità di esser presi: certo contro la Perina lo skipper dello Swan faceva una strage (ed il suo massimale di assicurazione avrebbe vacillato), contro di noi ci mandava dritti a fondo.
..quando si dice che i soldi non sempre fanno la felicità: di certo se ti bastano per comprarti uno Swan 56 (con la prua tutta intatta), non ti basteranno mai per comprarti il cervello che non hai, e resti sempre un pericolosissimo skipper da pedalò.
Striscia di VeLista
Panarea
Davide
ps e se ci sono skipper di Swan 56 in lista di colore verde, buon alaggio
venerdì 11 maggio 2007
bimbi a Capo Horn
reportage del viaggio di una famiglia con 5 bambini (il sesto è nato poco fa) che decidono di circumnavigare... CAPO HORN!
Les enfants du large
Caricato da martino5. - Scopri nuove destinazioni in video.
http://www.dailymotion.com/martino5/video/x1rqg6_les-enfants-du-large
(ricopiando dalla rete...) la traduzione:
È la storia di una famiglia quasi come le altre, una coppia e 5 figli, che decidono un giorno di prendere il largo e di diventare Cap Horniers
Appassionata da sempre di vela, la coppia di la Rochefoucauld voleva vivere un’avventura nautica fin da quando si erano incontrati.
Padre di una grande famiglia a 30 anni appena, Olivier può beneficiare di una sorta di congedo parentale. Non esita a mettere la sua carriera professionale tra parentesi. Cécile, la moglie, è una ragazza atipica. Fan di karate, laureata di storia e madre casalinga di 5 figli, a 28 anni, pure lei sogna di un’avventura lontana in famiglia.
Dopo 2 anni di preparazione, lasciano Bénodet il 2 agosto 2005 a bordo dell’Atao, con i figli tutti tra i 18 mesi e gli 8 anni. Tutti insieme, conosceranno un’avventura eccezionale: affrontare le furie dell’Atlantico, scoperte ed incontri straordinari: vivere le sensazioni del Grande Sud, passare Capo Horn… …Senza trascurare l’educazione scolastica dei figli.
Oggi, la grande famiglia vive in barca con 1000€ al mese mentre Cécile aspetta il sesto figlio.
Les enfants du large
Caricato da martino5. - Scopri nuove destinazioni in video.
http://www.dailymotion.com/martino5/video/x1rqg6_les-enfants-du-large
(ricopiando dalla rete...) la traduzione:
È la storia di una famiglia quasi come le altre, una coppia e 5 figli, che decidono un giorno di prendere il largo e di diventare Cap Horniers
Appassionata da sempre di vela, la coppia di la Rochefoucauld voleva vivere un’avventura nautica fin da quando si erano incontrati.
Padre di una grande famiglia a 30 anni appena, Olivier può beneficiare di una sorta di congedo parentale. Non esita a mettere la sua carriera professionale tra parentesi. Cécile, la moglie, è una ragazza atipica. Fan di karate, laureata di storia e madre casalinga di 5 figli, a 28 anni, pure lei sogna di un’avventura lontana in famiglia.
Dopo 2 anni di preparazione, lasciano Bénodet il 2 agosto 2005 a bordo dell’Atao, con i figli tutti tra i 18 mesi e gli 8 anni. Tutti insieme, conosceranno un’avventura eccezionale: affrontare le furie dell’Atlantico, scoperte ed incontri straordinari: vivere le sensazioni del Grande Sud, passare Capo Horn… …Senza trascurare l’educazione scolastica dei figli.
Oggi, la grande famiglia vive in barca con 1000€ al mese mentre Cécile aspetta il sesto figlio.
giovedì 1 febbraio 2007
barca ideale?
mi riallaccio qui postando una riflessione scritta in prv tra VeListi, ritenendo utile allargare la chiacchera virtuale in tema.. stimolante l'idea di Marco, circa la barca ideale: è un gioco che ho fatto già per conto mio arrivando a certe conclusioni, ma adesso in questa diatriba di barche IMS/Ior mi sto facendo un'idea.. che se diventassi ricco stamattina, oggi pomeriggio non saprei più che barca andare a comprare! :-) nel senso... il dubbio atroce è sempre lo stesso:-una barca usata, che ancorché "vecchia" ha il suo fascino? (risparmio ma nemmeno tanto con i prezzi che girano vs il patema dovuto all'età) ==> IOr-una barca nuova, magari più piccola per non buttare un mare di soldi, con un bel leasing vitalizio? (meno pensieri, ma un investimento più sostanzioso..) ==> Ims se devo dirlo.. io che sono nato negli anni '70 ho sempre creduto che le barche a vela dovessero avere per forza quegli slanci a poppa ed a prua, nel senso che ho sempre creduto che una barca a vela si differenziasse da una a motore prima di tutto per quelle forme dello scafo, come fossero sue peculiarità progettuali indispensabili! ..ed io adoro, anzi ADORO, le barche con la poppa alta e bombata, possibilmente stretta e magari anche appuntita.. (tipo culetto brasiliano per intenderci, tipo molte barche di S&S, molti Swan o molti Baltic, tipo l'Impala..)ora.. a vedere in giro queste nuove barcone ottimizzate Ims.. mi pare che ci si allontani troppo dal mio ideale, anzi dal mio "immaginario erotico" di barca, e non mi piacciono. quest'estate ho potuto veleggiare su una barca grandiosa, un Jenneau Sun Odissey 54 DS.. ma mi sembrava tanto un motoscafo a vela!!! :-(((un mio vicino di ormeggio ha un Delphia24': io non ce la faccio a guardarla quella barca, mi pare proprio un motoscafo a vela, e mi mette il disgusto!certi Beneteau (più ancora dei tanto vituperati Bavaria eh?), prettamente da crociera e magari ottimizzati per l'impiego charter tipo alcuni Oceanis ed i nuovi Cyclades.. non se ne abbiamo a male gli armatori in LIsta, ma non riesco a guardarli... però vanno: da ingegnere non posso negare che queste nuove forme per quanto brutte sono frutto di studi avanzati, e non possono che andare.. probabimente meglio di una barca bella di un tempo, disegnata senza ausili infomatici ma solo grazie all'intuizione del genio umano.che dire.. BHOOOOOOOOOOOOOOO io di fronte a certe barche ("sparo" i modelli per cui "sbavo" snocciolandoli tipo corona di rosario..) tipo l'Impala 35, o il Baltic 35, o ancora il First Class12 o anche certi Comet superinvelati firmati da Vallicelli.. bhè continuo a sbavare!!!resta il fatto che:- sono barche spesso e volentieri armate in testa, e se non lo sono peggio perché vuol dire che sono (erano) troppo corsaiole (7/8 con volanti strutturali)- sono barche che nella loro accezione corsaiola, per le regate del loro tempo, hanno/richiedono le volanti (una volta a Cervia vidi un Comet in cantiere con un albero -extramaggiorato ovviamente- che metteva paura)- sono barche che per farle correre con molta tela a riva diventano difficili da portare: sbandano e sono veramente al limite della straorza.. oggi, compresa la mia barca, la stabilità di forma evita pasticci e la barca una volta sbandata "rimane" sbandata.. sui binari!- sono barche per farla breve che non si prestano alla conduzione in solitario o quasi!sarebbero barche assolutamente sicure, per riesumare il concetto di "marinità", con ogni tempo anche quello duro, e come tali sarebbero potenzialmente delle splendide barche da crociera di oggi.. tenerci dentro la mia famiglia in crociera mi farebbe sentire più sicuro, verso la loro incolumità, mentre le plasticose barche di oggi in questo senso mi danno poca certezza, le vedi che sembrano debbano scollarsi da un momento e l'altro e non sai mai se la prossima onda sarà quella che te la sfonda sotto i piedi.. ma come si fa ad andare in crociera con una barca così, io mia moglie ed il mio bambino?se vogliamo dirla tutta la più bella conquista della nautica moderna, intesa come cantieristica e progettualistica dei plasticoni, è quella di esser stata capace di ampliare i target, costruendo barche sempre più semplici da portare e sempre più adatte alla conduzione "in solitario o quasi", in tutta sicurezza.. magari meno belle, ma diciamo più adatte alle masse e che non richiedono quasi più "l'equipaggio" il nome della barca che secondo me ha segnato il passaggio tra le epoche?provo a dirlo: il Figarò, il primo per intenderci firmato Finot(studiata apposta per le regate d'altura in solitario.. da li in poi le forme, l'armamento e le linee d'acqua furono copiate per dar luogo ai "crociera veloce" ==> giovani famiglie con bambini, aventi poco tempo per fare le ferie e mancanti di equipaggio che non sia il solo babbo in pozzetto..)poi mettiamoci Vandee Globe, classe Open, il Fila di Soldini, la classe Mini e la MiniTransat ecc ecc e si capisce come grossi investimenti e sforzi d'ingegno fatti nella vela (dico solo un nome: JM Finot) siano stati negli ultimi dieci anni nella direzione della navigazione in solitario, ma non perché ci fosse una generazione di velisti contrari alla compagnia a bordo, bensì -mio parere- perché queste ricerche potevano avere e l'hanno poi avuto dei grossi ricavi in termini di vendite a nuovi (potenziali) armatori del sabato e della domenica, magari alla prima esperienza su cabinato e specialmente *senza equipaggio* io se vincessi stamattina una bella schedina, andrei a prenotarmi nel pomeriggio una Hanse in resina isoftalmica nuova di zecca (il 315 ma se la vincita fosse pingue una più grande in versione Epox)esterno- armo 9/10 con randa fullbatten, ottimizzata per la conduzione in solitario o con equipaggio "steso al sole" (layout del pozzetto e manovre, autovirante, gennaker su bompresso), rigorosamente timone a barra, passavanti sicuri, teak solo in pozzettointerno- dinette "passante" a divani contrapposti trasformabile, doppia "armatoriale" a poppa, cucinino a L, look minimalista "moderno", gavone/dispensa grande salutoni e bv, my 2 (anzi meno) cent d
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