"Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?" (Joseph Conrad)

sabato 18 giugno 2011

Dicesi relax

15 nodi da bolina larga,mare piatto,pilota al lavoro. E ne facciamo quasi 8. Addio.

martedì 14 giugno 2011

...

 

Il Mare non dorme...
nella veglia del Mare trovano conforto le anime insonni. 

 
° Khalil Gibran °

martedì 7 giugno 2011

reduci dal ponte lungo del 2 giugno.. presi all'amo!



 è stata una battaglia lunga ed anche dolorosa........ e non sempre vince il pescatore!
(e per esempio stavolta il pescatore ha vinto un viaggio al Pronto Soccorso di Cittanova..... con un GRAZIE speciale all'amico Sergio, "il nostro uomo all'Havana", stavolta più che mai prezioso)

alla fine tutto è bene quel che finisce bene, ed abbiamo messo in "carniere" 4 giorni di beltempo tra Novigrad, Umago e Pirano, mai preso pioggia, equipaggio affiatato e divertente, cambusa ricca ed ottimi ristoranti.. l'espressione gongolante del Com.te nella foto seguente è quanto mai emblematica....

accidentally in love

Yahouuuuuuuu

lunedì 6 giugno 2011

ma poi insomma... chi è Santippe?

anzi, per esser precisi: chi era?

La figura di Santippe è diventata, nell’immaginario collettivo, un’ icona: la donna bisbetica per antonomasia.
Socrate sposa Santippe nel 421. Mettono al mondo 3 figli: Lampsco, Sofronisco e Menesseno.

In un periodo in cui la donna era completamente sottomessa all’uomo, la figura di Santippe spicca notevolmente per la sua irascibilità e irriverenza nei confronti del marito. Santippe è stata considerata non solo nell’antichità, ma anche nelle epoche successive, come un esempio paradigmatico della donna non solo fastidiosa, ma addirittura insopportabile.

Si dice che Socrate sia riuscito a far ragionare tutti, tranne che la moglie. O che abbia intrapreso la filosofia , proprio perché aveva accanto una donna insopportabile.
Esagerazione (sembra che Santippe fosse antipatica ad alcuni allievi di Socrate) o leggenda, questo rapporto rende ancora più mitica la figura di Socrate.

E' rimasto proverbiale il suo rapporto con la moglie Santippe: 
"Alla moglie che gli disse: 'Tu muori innocente', 
ribattè: 'E tu volevi che io morissi colpevole?' "




Un altro giorno, si racconta che Socrate stava dialogando con un suo seguace nel cortile di casa.
Santippe, appena arrivata, cominciò ad inveire contro di lui. Quindi, si affacciò alla finestra e gli rovesciò una brocca d’acqua sulla testa.
E allora Socrate con la sua imperturbabilità: ”Di cosa vi meravigliate: dopo che Santippe aveva tanto tuonato, era inevitabile che piovesse.”