..il "nostro" lo ricordo con piacere, a parte l'entrata nel porto di Chioggia facendo lo slalom alla cieca occhi sul cartografico, tra dighe e frangiflutti che nessuno vide mai per com'erano avvolti nella nebbia, ma per il semplice fatto che da Porto Garibaldi "partimmo".. ed a Caorle "arrivammo".
mentre di solito i trasferimenti sembrano fatti apposta per testare su un duro banco di prova barche spesso approntate alla spicciolata e che poco si conoscono, fino a trasformare i rispettivi skipper in novelli Ulisse, che partono e mai arrivano..
provare per credere, leggendosi questi due romanzi (perché di questo si tratta, tanto sono ben scritti!!!) pubblicati in rete :
http://www.maurofornasari.com/velistaweb/Nunzio/Dafne.pdf
http://www.moresailing.it/Provvisorio.pdf
p.s.
in bocca al lupo a chi di ns conoscenza in questi giorni trasferisce nientepopò di meno che un X-35 da Valencia all'Argentario... che sono 600 lunghe miglia! BV
bARCa bIsBetiCa con cIURmA fAmEliCA: quotidianità di famiglie a vele spiegate. Il diario dei nostri "sogni in mezzo al mare"... tra letteratura di bassa lega, geografia pelosa, visioni mistiche, cheek to cheek, uccellini che cinguettano, cibo, musica e poesia.
"Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?" (Joseph Conrad)
venerdì 12 settembre 2008
giovedì 11 settembre 2008
sperando di seguire le orme sue!
le barcozze comandate dal grande "Jack il Fortunato"
http://members.aol.com/batrnq/aubrey4.htm
riuscissimo a fare la sua stessa carriera.. chissà.. :)
"tocco legno, gratto un paterazzo, faccio un giro su me stesso e che tutti i Santi ed il Signore ci assistano"
http://members.aol.com/batrnq/aubrey4.htm
riuscissimo a fare la sua stessa carriera.. chissà.. :)
"tocco legno, gratto un paterazzo, faccio un giro su me stesso e che tutti i Santi ed il Signore ci assistano"
lunedì 8 settembre 2008
ps. (alle comiche precedenti)
..per inciso sabato ho fatto il più bell'ormeggio della mia vita ed il primo a motore "allegro" piuttosto che "alla moviola & passo di formica"!
Alfonso ha testualmente commentato: "SEI UN MAGO.."
..arrivati davanti al "buco" traverso la barca in avanti, sfrutto lo scirocco per far abbattere la prua verso destra, retro allegra con timone scontrato tutto a sinistra, miro alla briccola, do avanti sempre a 1500 giri ed abbatto di nuovo, retro timone al centro et voilà il Topkapi entra al suo posto come un tappo!
anzi no.. entra solo a metà perché rimaniamo incastrati alle briccole con i parabordi fuori.. eh eh
via i parabordi ancora una spintarella sul gas e siamo dentro!
sarà stato che avevamo ospite a bordo il grande Giovanni, esperto regatista con tanto di polo indosso "Capri Rolex Sailing Week" e volevo impressionarlo??? :-))
(..ed il quarto dell'equipaggio tutto al maschile, il piccolo Simone, nel frattempo dormiva e dormiva e dormiva.. si è addormentato in navigazione e trasferito a prua tra montagne di cuscini "anti-rollio" ha preso la tipica posizione "a 4 di spade" da luuuuuunga pennichella sotto le dondolate delle rollate dovute al mare al traverso! tirato su di forza al momento di andar via.. tanto dormiva beato!)
a proposito: siamo usciti con le "ondone", non prima di aver terrorizzato i vicini di ormeggio saldamente legati alle panche dei rispettivi S.O. 34, a loro volta saldamente legati al pontile: appena viste le nostre intenzioni bellicose ci hanno avvertito che fuori imperava scirocco, non sia mai che ti rimanga il vicino d'ormeggio sulla coscienza.. "onde altissime e senza vento!!! ma dove uscite???" (solo una delle signore, memore di un'altra nostra uscita "nella tempesta" fa osservare a tutta la compagnia "che se sono usciti la scorsa volta che ha fatto scirocco stavolta non gli pare niente!")
..noi DURI di cuore e di panza, siamo decisi ad andare.. anche senza acqua a bordo! ..e sempre per non avere rimorsi la nostra vicina del S.O. di destra si intenerisce e ci offre due bottiglie fresche che al nostro rientro onestamente restituiamo (dopo aver rifatto scorta beninteso!!! dato che i 3 litri conferiti sono bastati appena sotto la canicola della bellissima giornata supplemento d'estate!)
del resto siamo mica venuti fino a Caorle per far salotto.. ;-)
le onde poi c'erano davvero ma niente di che, un paio di metri di mare morto da scirocco, con un scirocchetto residuo che diceva solo "issa le vele-issa le vele", e noi ascoltandolo ci siamo anche trovati bene tirando 2 bordi-2 al traverso diretti verso Bibione e ritorno: se non si esce in giornate così quando allora mollarli gli ormeggi!??!
poi senza forzature e con una bella ondina da cavalcare, il Topkapi ha fatto la sua porca figura lasciando al caro Giovanni un' "OTTIMA IMPRESSIONE!!!" (testualmente cito e sommessamente gongolo)
venticello di una decina di nodi e noi a filare a 6 netti, poi rientro senza nemmeno più onda frangente alle bocche di porto.. che volere di più? (un X-40..!)
Alfonso ha testualmente commentato: "SEI UN MAGO.."
..arrivati davanti al "buco" traverso la barca in avanti, sfrutto lo scirocco per far abbattere la prua verso destra, retro allegra con timone scontrato tutto a sinistra, miro alla briccola, do avanti sempre a 1500 giri ed abbatto di nuovo, retro timone al centro et voilà il Topkapi entra al suo posto come un tappo!
anzi no.. entra solo a metà perché rimaniamo incastrati alle briccole con i parabordi fuori.. eh eh
via i parabordi ancora una spintarella sul gas e siamo dentro!
sarà stato che avevamo ospite a bordo il grande Giovanni, esperto regatista con tanto di polo indosso "Capri Rolex Sailing Week" e volevo impressionarlo??? :-))
(..ed il quarto dell'equipaggio tutto al maschile, il piccolo Simone, nel frattempo dormiva e dormiva e dormiva.. si è addormentato in navigazione e trasferito a prua tra montagne di cuscini "anti-rollio" ha preso la tipica posizione "a 4 di spade" da luuuuuunga pennichella sotto le dondolate delle rollate dovute al mare al traverso! tirato su di forza al momento di andar via.. tanto dormiva beato!)
a proposito: siamo usciti con le "ondone", non prima di aver terrorizzato i vicini di ormeggio saldamente legati alle panche dei rispettivi S.O. 34, a loro volta saldamente legati al pontile: appena viste le nostre intenzioni bellicose ci hanno avvertito che fuori imperava scirocco, non sia mai che ti rimanga il vicino d'ormeggio sulla coscienza.. "onde altissime e senza vento!!! ma dove uscite???" (solo una delle signore, memore di un'altra nostra uscita "nella tempesta" fa osservare a tutta la compagnia "che se sono usciti la scorsa volta che ha fatto scirocco stavolta non gli pare niente!")
..noi DURI di cuore e di panza, siamo decisi ad andare.. anche senza acqua a bordo! ..e sempre per non avere rimorsi la nostra vicina del S.O. di destra si intenerisce e ci offre due bottiglie fresche che al nostro rientro onestamente restituiamo (dopo aver rifatto scorta beninteso!!! dato che i 3 litri conferiti sono bastati appena sotto la canicola della bellissima giornata supplemento d'estate!)
del resto siamo mica venuti fino a Caorle per far salotto.. ;-)
le onde poi c'erano davvero ma niente di che, un paio di metri di mare morto da scirocco, con un scirocchetto residuo che diceva solo "issa le vele-issa le vele", e noi ascoltandolo ci siamo anche trovati bene tirando 2 bordi-2 al traverso diretti verso Bibione e ritorno: se non si esce in giornate così quando allora mollarli gli ormeggi!??!
poi senza forzature e con una bella ondina da cavalcare, il Topkapi ha fatto la sua porca figura lasciando al caro Giovanni un' "OTTIMA IMPRESSIONE!!!" (testualmente cito e sommessamente gongolo)
venticello di una decina di nodi e noi a filare a 6 netti, poi rientro senza nemmeno più onda frangente alle bocche di porto.. che volere di più? (un X-40..!)
comiche all'ormeggio
direttamente da youtube e meno male che l'equipaggio del Topkapi non vi è mai ritratto!
sabato 6 settembre 2008
tanto per cambiare tema..
..e sulla crociera ci mettiamo (ci proviamo a metterla..) una pietra sopra, dato che la prossima non è dato a sapere quando potrà essere programmata... MARINARETTI IN ARRIVO sul Topkapi! ;-)
tema depistaggio, dunque : videoclip musicale, di quelli tormentone! (..e vi sfido a non battere il piede...)
venerdì 5 settembre 2008
diario dell'ultima giornata di crociera... ultima puntata (sigh)
Mercoledì 20 agosto 2008 – giorno 12
Ci aspetta la classicissima traversata Cittanova-Caorle: la sveglia è puntata per le 0500, anzi le sveglie che data l’ora ne punto anche una seconda di rinforzo per le 0510, per andar a far uscita in Poljicia in tutta fretta e prenderci un po’ di brezza della notte.
In effetti siamo i primi a mollare gli ormeggi, è ancora buio ma purtroppo per noi il poliziotto nel gabbiotto nun ce sta: dorme? Scappato per un bisogno fisiologico improvviso? Assente ingiustificato? Sbuffo un po’ perché “adoro i piani ben riusciti” e non è il massimo svegliarsi alla buon ora e poi perdere 30 primi abbondanti trotterellando sul molo dogana che è quasi ancora notte, poi quando decido di lasciargli sotto la porta la crew list con un post-it di saluti attaccato sopra salta fuori il buon poncharello, proveniente da non si sa bene dove.
Timbro, firma, adios Hrvatska.
Usciamo in tutta fretta mentre un altro paio di barche mollano le cime dalla diga e ci mettiamo in mare decisi di regalarci l’ultimo straccino di brezza che la notte ci concede: faremo una bella oretta di vela con il vento al giardinetto, giusto per consumare in tutta calma una buona colazione nella luce dell’ultima alba gustata a bordo.
Non manco di filare in mare una lenza ma la ritiro senza artificiale dopo il tentativo inconsulto di allamare un peschereccio che taglia la nostra scia (o forse eravamo noi che tagliavamo la sua rotta?) Resta che avevamo la precedenza ma prendersela –taglio io, taglia tu- ha significato tagliare la lenza. Esperienza croata pessima per quanto riguarda le catture ittiche.. segnamo zero grammi di pesce salpato a bordo.
Diamo motore quando il sole è già cresciuto e senza vento procediamo veloci dritti verso la meta, bocca di porto di Caorle; ne approfittiamo piuttosto per rassettare e pulire la barca: mi dedico a vere e proprie pulizie di stagione, che sembravo la più indaffarata casalinga di Voghera a metter fuori i cuscini e batterli e dare aspirapolvere in ogni pertugio, poi tocca la cucina a Stefano ed il bagno ad Alfonso (ma poi la sentina, lavoro da speleologo, nuovamente a me).
Ci fermiamo solo per un bagno in alto mare, tanto per rinfrescare l’ascella, poi per un’altra sosta non prevista causa avaria non prevista nemmeno lei: il mio classico sesto senso mi dice con la solita vocina che non apro il vano motore da troppo tempo… apro, controllo e subito ordino di spegnere tutto, ferma tutto, motori stooooooooop.
Gli occhi mi cadono subito su un filetto femmina da cui manca qualcosa: un manicotto metallico, a sua volta debbo ritenere filettato, e che alla sua sommità “accoglieva” il tappo di rabbocco dell’olio. Prima c’era adesso non c’è più! Mistero.. in effetti guardo giù ed in fondo alla sentina trovo il manicotto suddetto, e pure il tappo poco più in là (e più in fondo), a sua volta pure lui svitato! Possono svitarsi due filetti profondi almeno 3cm l’uno??? “Colpa delle vibrazioni”, come si dice quando non si trova altra spiegazione plausibile e se non si vuole immaginare all’intervento degli extra-terrestri.
Riavvito il tutto, rabbocco l’olio che nel frattempo era schizzato ovunque, pulisco il motore che torna al colore originale blu metallizzato, rimettiamo in moto, diamo gas, il motore sale su di giri, mettiamo in rotta la prua, scrutiamo l’orizzonte e.. e.. e.. siamo già davanti alle bocche di porto. FINE
Miglia percorse 39 (miglia totali 466)
Ps. Un saluto a Giorgio Balich da cui ho tratto l’ottimo sistema di inserire giorno per giorno il numero delle miglia percorse in giornata ed il dato progressivo, ma specificando che essendo io un giovanotto alle prime armi, c’erano giorni che segnavo a sera il migliaggio, e giorni che pigramente lo dimenticavo, al che mi è toccato ricostruire tutto su google earth al rientro, e con il dovuto scotto quanto ad approssimazione! ..in effetti le miglia navigate hanno superato le 500, il log mi pare segnasse 511, ma capire dove fossero le miglia mancanti e ricostruire il tutto è impresa impossibile.. (chissà: forse in qualcuna delle navigazioni effettuate bordeggiando, dato che quando abbiamo trovato vento è stato pressoché sempre in prua?) La prossima crociera prometto d’esser più preciso.. promessa di marinaio.
di seguito le foto scattate ed offerte dal TANUKJ con i saluti di tutto l'equipaggio

Ci aspetta la classicissima traversata Cittanova-Caorle: la sveglia è puntata per le 0500, anzi le sveglie che data l’ora ne punto anche una seconda di rinforzo per le 0510, per andar a far uscita in Poljicia in tutta fretta e prenderci un po’ di brezza della notte.
In effetti siamo i primi a mollare gli ormeggi, è ancora buio ma purtroppo per noi il poliziotto nel gabbiotto nun ce sta: dorme? Scappato per un bisogno fisiologico improvviso? Assente ingiustificato? Sbuffo un po’ perché “adoro i piani ben riusciti” e non è il massimo svegliarsi alla buon ora e poi perdere 30 primi abbondanti trotterellando sul molo dogana che è quasi ancora notte, poi quando decido di lasciargli sotto la porta la crew list con un post-it di saluti attaccato sopra salta fuori il buon poncharello, proveniente da non si sa bene dove.
Timbro, firma, adios Hrvatska.
Usciamo in tutta fretta mentre un altro paio di barche mollano le cime dalla diga e ci mettiamo in mare decisi di regalarci l’ultimo straccino di brezza che la notte ci concede: faremo una bella oretta di vela con il vento al giardinetto, giusto per consumare in tutta calma una buona colazione nella luce dell’ultima alba gustata a bordo.
Non manco di filare in mare una lenza ma la ritiro senza artificiale dopo il tentativo inconsulto di allamare un peschereccio che taglia la nostra scia (o forse eravamo noi che tagliavamo la sua rotta?) Resta che avevamo la precedenza ma prendersela –taglio io, taglia tu- ha significato tagliare la lenza. Esperienza croata pessima per quanto riguarda le catture ittiche.. segnamo zero grammi di pesce salpato a bordo.
Diamo motore quando il sole è già cresciuto e senza vento procediamo veloci dritti verso la meta, bocca di porto di Caorle; ne approfittiamo piuttosto per rassettare e pulire la barca: mi dedico a vere e proprie pulizie di stagione, che sembravo la più indaffarata casalinga di Voghera a metter fuori i cuscini e batterli e dare aspirapolvere in ogni pertugio, poi tocca la cucina a Stefano ed il bagno ad Alfonso (ma poi la sentina, lavoro da speleologo, nuovamente a me).
Ci fermiamo solo per un bagno in alto mare, tanto per rinfrescare l’ascella, poi per un’altra sosta non prevista causa avaria non prevista nemmeno lei: il mio classico sesto senso mi dice con la solita vocina che non apro il vano motore da troppo tempo… apro, controllo e subito ordino di spegnere tutto, ferma tutto, motori stooooooooop.
Gli occhi mi cadono subito su un filetto femmina da cui manca qualcosa: un manicotto metallico, a sua volta debbo ritenere filettato, e che alla sua sommità “accoglieva” il tappo di rabbocco dell’olio. Prima c’era adesso non c’è più! Mistero.. in effetti guardo giù ed in fondo alla sentina trovo il manicotto suddetto, e pure il tappo poco più in là (e più in fondo), a sua volta pure lui svitato! Possono svitarsi due filetti profondi almeno 3cm l’uno
Riavvito il tutto, rabbocco l’olio che nel frattempo era schizzato ovunque, pulisco il motore che torna al colore originale blu metallizzato, rimettiamo in moto, diamo gas, il motore sale su di giri, mettiamo in rotta la prua, scrutiamo l’orizzonte e.. e.. e.. siamo già davanti alle bocche di porto. FINE
Miglia percorse 39 (miglia totali 466)
Ps. Un saluto a Giorgio Balich da cui ho tratto l’ottimo sistema di inserire giorno per giorno il numero delle miglia percorse in giornata ed il dato progressivo, ma specificando che essendo io un giovanotto alle prime armi, c’erano giorni che segnavo a sera il migliaggio, e giorni che pigramente lo dimenticavo, al che mi è toccato ricostruire tutto su google earth al rientro, e con il dovuto scotto quanto ad approssimazione! ..in effetti le miglia navigate hanno superato le 500, il log mi pare segnasse 511, ma capire dove fossero le miglia mancanti e ricostruire il tutto è impresa impossibile.. (chissà: forse in qualcuna delle navigazioni effettuate bordeggiando, dato che quando abbiamo trovato vento è stato pressoché sempre in prua?) La prossima crociera prometto d’esser più preciso.. promessa di marinaio.
di seguito le foto scattate ed offerte dal TANUKJ con i saluti di tutto l'equipaggio
giovedì 4 settembre 2008
diario di bordo di giorno 19!
Martedì 19 agosto 2008 – giorno 11
Sveglia alla 0830: unica tirata di sonno, potenza dell’ancoraggio alla ruota.
A bordo siamo tutti rallentatissimi come bradipi, anche i piatti della cena sono ancora da lavare e prima delle 1000 non si esce dalla baia di Soline, siamo una delle ultime barche a lasciarla, candidati al premio dei più pigri.
Ci mettiamo rigorosamente a motore per rotta esterna alle Brioni, che così non venga voglia a nessuno di proporre soste intermedie: la meta è Cittanova per fare le pratiche di uscita, sono un bel po’ di miglia, il vento non c’è e su tutto prevale la voglia di rivedere presto i miei cari (prometto che è l’ultima volta che mollo gli ormeggi senza di loro! ..promessa di marinaio ma pur sempre promessa!)
Pranzo a base di patate, ed una mega zuppona di patate lesse è quanto di meglio possa capitare al palato a bordo di una barca a vela in navigazione, rinforzate con uova sode e birra, quando siamo al traverso di Rovigno.
Da li sempre a motore per una traversata veramente senza storia, dritti dritti fino alla diga foranea di Cittanova dove giungiamo per le 17 in punto: ormeggio un po’ faticoso per via delle trappe molto corte e per la bassa marea, che richiede doti acrobatiche per affrontare la passerella; probabilmente per via dell’altissima stagione trovo l’ormeggio abbastanza rincarato, dal momento che ci chiedono 164kn per 9 metri di barca e 3 membri d’equipaggio, pari a euro 23,50 non pochi per passare appena una notte!
Anticipo la visita alla sempre gentile signora addetta presso la Capitaneria, che dalla mia ultima visita per il ponte del 25 aprile mi sorride riconoscendomi “nell’amico di Sergio Stojinic” (potenza dei rapporti velistici telematici transnazionali!), poi con Alfonso ci dedichiamo alla sciacquatura del tender e dopo averlo sgonfiato lo riponiamo a bordo, salutandolo si presume fino all’estate prossima. Poi bagno con lunghissima doccia sul molo mentre Stefano si cimenta in una partita di pallanuoto per il più classico dei derby Italia-Croazia. Telefonata di rito “al nostro uomo all’Havana” Sergio, che prontamente ci da appuntamento per la sera: coraggiosamente decidiamo di puntare al mitico “Giovanni” per una buona cena di commiato e mettiamo le gambe in spalla per affrontare la lunga camminata. Controllo sul Giorgiolano se presente il numero di telefono e poter prenotare ma non trovandolo non ci perdiamo d’animo ed affrontiamo ugualmente la fatica della lunga camminata. Decisione più deleteria non potevamo prendere, già che lo troviamo chiuso per riposo settimanale!!!! (ed ho già annotato di mio pugno sul Giorgiolano: “chiuso Martedì”)
Ritorniamo mestamente sui nostri passi e propongo di andare alla konoba “Tabasco”: la riporta il Giorgiolano senza tesserne gli elogi, ma ho buttato un occhio nel vicolo (chiamato se la mia solita memoria elefantiaca non fa cilecca “via dell’Ospedale”), dove è collocata, passando da li, ed il mio fiuto mi dice che vale la pena di provarla.
La bella proprietaria Jarka ci accoglie con modi gentili, un ottimo menù ed un sorriso che da solo vale un viaggio (l’ho definita la versione croata di Michelle Pfeiffer, quindi fate vobis..): troviamo subito l’accordo tra i commensali per un antipasto misto mare alla buzzara (cozze, scampi e canestrelli), poi altra entrèe a base di capesante gratinate, e poi piatto di linguine agli scampi per me, mentre Alfonso e Stefano optano per una spigola ai ferri con contorno di patate.
Tutto ottimo, per quanto mi riguarda trovata buona la buzzara (ma i canestrelli non sono pervenuti, dato che il mio vicino di piatto Stefano approfittando della mia canonica loquacità me li ha soffiati tutti), ottime le capesante benché non gratinate e di maniera il piatto di linguine.
Ci raggiunge nel frattempo anche il caro Sergio, che si dichiara a dieta e ci fa compagnia solo sorseggiando un bicchiere del buon bianco servito, e stringendo una tacita alleanza con il mio equipaggio dandomi da parlare per raccontar lui della crociera quasi conclusa, mentre i due felloni si davano da fare pescando sul fondo del piatto da portata gli ultimi canestrelli intatti.
Pagato in tutto 99 euro, per una cena complessivamente ottima e per un servizio superlativo (si mangia in strada in un vicolo molto romantico, su piccoli tavoli ben abbigliati sotto gli ombrelloni e con calde luci basse.. direi gran bel posto da equipaggio “misto”, e beninteso noialtri “solo maschioni” non è che fossimo ben integrati con il contesto!), compreso beveraggi e base musicale gentilmente offerta dalla languidissima voce di Petar Graso, che abbiamo appurato essere il cantante preferito di Jarka.
Miglia percorse 39 (miglia totali 427)
patata di bordo

raffreddamento patata

asciugatura libro bagnato

Ivan na Pucini

diga foranea con bassa marea (senza punti di sutura)

derby Italia-Croazia

canzone preferita da Jarka: "Petar Graso - Sta ti je svit"
Sveglia alla 0830: unica tirata di sonno, potenza dell’ancoraggio alla ruota.
A bordo siamo tutti rallentatissimi come bradipi, anche i piatti della cena sono ancora da lavare e prima delle 1000 non si esce dalla baia di Soline, siamo una delle ultime barche a lasciarla, candidati al premio dei più pigri.
Ci mettiamo rigorosamente a motore per rotta esterna alle Brioni, che così non venga voglia a nessuno di proporre soste intermedie: la meta è Cittanova per fare le pratiche di uscita, sono un bel po’ di miglia, il vento non c’è e su tutto prevale la voglia di rivedere presto i miei cari (prometto che è l’ultima volta che mollo gli ormeggi senza di loro! ..promessa di marinaio ma pur sempre promessa!)
Pranzo a base di patate, ed una mega zuppona di patate lesse è quanto di meglio possa capitare al palato a bordo di una barca a vela in navigazione, rinforzate con uova sode e birra, quando siamo al traverso di Rovigno.
Da li sempre a motore per una traversata veramente senza storia, dritti dritti fino alla diga foranea di Cittanova dove giungiamo per le 17 in punto: ormeggio un po’ faticoso per via delle trappe molto corte e per la bassa marea, che richiede doti acrobatiche per affrontare la passerella; probabilmente per via dell’altissima stagione trovo l’ormeggio abbastanza rincarato, dal momento che ci chiedono 164kn per 9 metri di barca e 3 membri d’equipaggio, pari a euro 23,50 non pochi per passare appena una notte!
Anticipo la visita alla sempre gentile signora addetta presso la Capitaneria, che dalla mia ultima visita per il ponte del 25 aprile mi sorride riconoscendomi “nell’amico di Sergio Stojinic” (potenza dei rapporti velistici telematici transnazionali!), poi con Alfonso ci dedichiamo alla sciacquatura del tender e dopo averlo sgonfiato lo riponiamo a bordo, salutandolo si presume fino all’estate prossima. Poi bagno con lunghissima doccia sul molo mentre Stefano si cimenta in una partita di pallanuoto per il più classico dei derby Italia-Croazia. Telefonata di rito “al nostro uomo all’Havana” Sergio, che prontamente ci da appuntamento per la sera: coraggiosamente decidiamo di puntare al mitico “Giovanni” per una buona cena di commiato e mettiamo le gambe in spalla per affrontare la lunga camminata. Controllo sul Giorgiolano se presente il numero di telefono e poter prenotare ma non trovandolo non ci perdiamo d’animo ed affrontiamo ugualmente la fatica della lunga camminata. Decisione più deleteria non potevamo prendere, già che lo troviamo chiuso per riposo settimanale!!!! (ed ho già annotato di mio pugno sul Giorgiolano: “chiuso Martedì”)
Ritorniamo mestamente sui nostri passi e propongo di andare alla konoba “Tabasco”: la riporta il Giorgiolano senza tesserne gli elogi, ma ho buttato un occhio nel vicolo (chiamato se la mia solita memoria elefantiaca non fa cilecca “via dell’Ospedale”), dove è collocata, passando da li, ed il mio fiuto mi dice che vale la pena di provarla.
La bella proprietaria Jarka ci accoglie con modi gentili, un ottimo menù ed un sorriso che da solo vale un viaggio (l’ho definita la versione croata di Michelle Pfeiffer, quindi fate vobis..): troviamo subito l’accordo tra i commensali per un antipasto misto mare alla buzzara (cozze, scampi e canestrelli), poi altra entrèe a base di capesante gratinate, e poi piatto di linguine agli scampi per me, mentre Alfonso e Stefano optano per una spigola ai ferri con contorno di patate.
Tutto ottimo, per quanto mi riguarda trovata buona la buzzara (ma i canestrelli non sono pervenuti, dato che il mio vicino di piatto Stefano approfittando della mia canonica loquacità me li ha soffiati tutti), ottime le capesante benché non gratinate e di maniera il piatto di linguine.
Ci raggiunge nel frattempo anche il caro Sergio, che si dichiara a dieta e ci fa compagnia solo sorseggiando un bicchiere del buon bianco servito, e stringendo una tacita alleanza con il mio equipaggio dandomi da parlare per raccontar lui della crociera quasi conclusa, mentre i due felloni si davano da fare pescando sul fondo del piatto da portata gli ultimi canestrelli intatti.
Pagato in tutto 99 euro, per una cena complessivamente ottima e per un servizio superlativo (si mangia in strada in un vicolo molto romantico, su piccoli tavoli ben abbigliati sotto gli ombrelloni e con calde luci basse.. direi gran bel posto da equipaggio “misto”, e beninteso noialtri “solo maschioni” non è che fossimo ben integrati con il contesto!), compreso beveraggi e base musicale gentilmente offerta dalla languidissima voce di Petar Graso, che abbiamo appurato essere il cantante preferito di Jarka.
Miglia percorse 39 (miglia totali 427)
patata di bordo
raffreddamento patata
asciugatura libro bagnato
Ivan na Pucini
diga foranea con bassa marea (senza punti di sutura)
derby Italia-Croazia
canzone preferita da Jarka: "Petar Graso - Sta ti je svit"
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