"Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?" (Joseph Conrad)

mercoledì 11 novembre 2009

foto-racconto delle "24 ore dello Skipper"

come promesso..


18/7 - GIORNO TRENTUNO
Uvala Mieli (Cres) - Lussino baia di Baldarka, via Cres
Miglia percorse 17 (totali 421)



Balvanida


in navigazione tra Cres e Lussino



Veli Losinj






martedì 10 novembre 2009

(racconto) Le giornate dello Skipper sono sempre fatte di 24h

riprendiamo dopo una pausa con i resoconti di navigazione estiva.. dopo che avevamo lasciato il Topkapi all'ancora a Uvala Mieli, sul versante orientale di Cres.
E sempre con Charlie2 in ferie ed avaria.




00.00
mi sveglio che soffia di brutto. da Sud. sto nella cuccetta di prua con Daria, nei nostri rimescolamenti di posizione notturna, ed i bimbi dormono in quadrato.. metto il naso fuori dal tambucio e non mi piace per nulla, anche sulla pilotina dei croati naturisti ha suonato l'allarme e vedo una luce accesa, qualcuno è sveglio e controlla la situazione. con la torcia gli segnalo la mia presenza, e la mia veglia. soffia, eccome se soffia. il mezzogiorno che al tramonto s'era calmato adesso ha preso la forma di uno scirocco teso e le raffiche entrano in baia per direttissima, con gli scogli che sono sottovento a 250 metri e per adesso l'allarme all'ecoscandaglio mi dice che non si avvicinano alla nostra poppa, ma per sicurezza (!?!) vado a toccare la cima tesa dell'ancora, e più che valutarne il tiro la accarezzo confidando in lei, come la volessi incoraggiare a tenere la prua del Topkapi al vento, almeno per qualche altra ora. non ho voglia di mollare e scappare, non ancora. è troppo buio e mi fido della mia linea, sta su un letto di sabbia con le marre della Bruce entrambe affondate, sono 6 metri di fondo ed ho 45 metri di calumo misto in acqua, ed il fondo degrada. non molla, mi fido. sposto i bambini con la mamma a prua e mi approprio del quadrato, lascio una luce accesa per non cadere nel sonno più profondo e tengo il tambucio spalancato nonostante faccia freschino. mi metto a nanna con il proposito di vegliare, almeno con un occhio, ma presto mi addormento stanco.

03.00
navighiamo. mi sveglio e mi sembra di stare in navigazione. esco fuori ed il vento è terminato, è una brezzetta tiepida da sud che fa quasi piacere. ma il mare è bello formato dopo la sciroccata, ed adesso i sei metri di acqua sotto la chiglia sono una lastra su cui la carena del Topkapi rimbalza e si imbizzarrisce come un cavallino nella risacca. non so se mi sento più incerto di prima che tirava vento ma non c'era tutta questa maretta in baia, la pilotina dei croati sembra debba da un momento all'altro saltare fuori dall'acqua come un cormorano, tanto volteggia leggera tra i frangenti, oltretutto loro sono ancorati molto più vicini a noi rispetto alla riva, avranno meno fondo ed adesso saltano assai di più con la risacca. prego di nuovo e mi rimetto in cuccetta, non mi sento di andare non è ancora il momento, ma stavolta non mi addormento più, di questo sono certo.


lunedì 9 novembre 2009

quanto denaro serve per girare il mondo in barca a vela ?

alias economia per giromondisti..

18 mila euro all'anno, dunque una rendita medio-bassa, secondo Luigiotto: questa è la cifra indicata nel suo libro recentemente pubblicato e già altrove in questo blog abbondantemente segnalato.. base di calcolo: rendita per la sopravvivenza di 2 persone -nel caso specifico in pensione-, tanti capelli bianchi e poche pretese nel cuore, a bordo di uno Sciarrelli d'annata di 40 piedi tutt'altro che fiammante e già abbondantemente pagato, area di navigazione Sud America/Brasile (per il momento.. ma pur prendendosela comoda Luigi non si preclude alcuna rotta per il futuro!)

diverso è la testimonianza che invece porta SHAULA3: giro del mondo per budget sostanziosi, quello loro.. a partire dalla barca comperata ad hoc (un Ovni 385), passando per la preparazione della barca e dell'equipaggio, fino alla scelta di effettuare la vacanza in partecipazione alla flotta del Blue Water Rally, ricettacolo di riccastri inglesi con velleità trans-oceaniche, per di più frettolosi giacché il giro si effettua su base biennale..

questo il loro consuntivo economico, a voi le somme:
- 100.000 Euro tondi tondi tra equipaggiamento della barca (le voci principali: nuove vele, strumentazione elettronica, generatori a vento e trainato, pannelli solari, dissalatore, SSB, carte nautiche di carta ed elettroniche, pilot books, battellino e fuoribordo nuovi) ed una ampia dotazione di parti di ricambio (sopratutto per il motore, ma anche per le dotazioni elettriche ed elettroniche fondamentali).
- costo dei viaggi per andare a lavorare sulla barca lontana: almeno altri 10.000 Euro
- l'iscrizione al Rally è costata 15.000 Euro, più il costo di alcuni viaggi in Inghilterra per le riunioni preparatorie, + corso di radio-operatore SSB e corso di pronto soccorso, per un totale di almeno altri 10-15.000 Euro.
- 5.000 Euro per revisionare il motore prima della partenza
- ristoranti durante il Rally: il fatto di essere in gruppo porta a cenare fuori come occasione di socializzazione, e nonostante in genere il costo fosse inferiore all'Europa: non meno di 10.000 Euro!!
- carburante: consumo totale di circa 6000 litri di gasolio, per una spesa totale nell'ordine dei 6.000 Euro più circa 2000 Euro di olio motore e filtri
- porti e canali: i marina in giro per il mondo sono rari, e quando esistono, sono costosi, spesa totale di circa 3.000 Euro, non contando il costo dei canali di Panama e di Suez, inclusi nel prezzo del Rally.
- manutenzione: i costi di manutenzione si sarebbero limitati a circa 1000 Euro per le ripetute sostituzioni della centralina del frigorifero ed i circa 2000 Euro per l'alaggio e l'antivegetativa applicati alle Figi. La botta imprevista è venuta dal ribaltamento: che alla fine, è costato circa 10.000 Euro
- assicurazione: RC + polizza che copriva i danni alla barca e le spese di recupero. Costosa, ed è anche difficile trovare una compagnia disposta a dare copertura in tutto il mondo (incluso il Golfo di Aden...) : costo complessivo per due anni circa 8000 Euro, circa il doppio di quello che sarebbe costata la stessa polizza in Mediterraneo.
- comunicazioni: 800 Euro l'anno per l'abbonamento Iridium (inclusivo di 500 minuti di conversazione prepagati) e 250 dollari per l'abbonamento a Sailmail, ai quali si sono aggiunti in media 100/200 Euro al mese di telefonate: fondamentale acquistare schede SIM (o telefoni GSM a basso prezzo) locali, generalmente al costo di pochi Euro.
- turismo: si viaggia per vedere i posti, ed inevitabilmente questo porta ad ulteriori spese: noleggio di auto per girare in proprio oppure gite organizzate o voli verso altre città, soste in albergo, biglietti di ingresso, eccetera: difficile definire una cifra, circa 15.000 Euro
- fondo di emergenza: è indispensabile avere a bordo una piccola riserva di denaro in valute forti, preferibilmente Dollari coi quali far fronte ad eventuali grosse spese in contanti (gite, alberghi, pratiche burocratiche, eventuali riparazioni) o, molto occasionalmente, per cambiarli in valuta locale: circa 5000 dollari e 5000 Euro i contanti.


non basta solo decidere "quando" partire come qualcuno indica, insomma, ma anche come e specialmente "quanto"..

domenica 8 novembre 2009

siamo stati immortalati da Ezio Fonda!

finalmente il mascone 326 è stato estratto sulla ruota di Trieste.. direttamente da http://www.sailingphoto.it/



l'accendiamo?

sabato 7 novembre 2009

lettura consigliata per la Traversata Atlantica

da leggere prima, meglio.. giàcche siamo oramai in novembre, per chi la pianifica per l'anno venturo insomma..




TRAVERSATE ATLANTICHE - la guida del Velista
di Les Weatheritt - da MAGENES editor
italian version del celebre "Your First Atlantic Crossing: A Planning Guide for Passagemakers" edito da Adlard Coles Nautical Press
isbn 9788887376586 -
186 pagine - euro 20,00

Come pianificare una traversata atlantica. Guida utile a dissipare dubbi e paure sugli aspetti tecnici e organizzativi della traversata: come armare la barca, la vita di bordo, alle prese con inaspettate tempeste di vento e improvvise calme piatte, la vera utilità del GPS, gli incontri-scontri con delfini, balene e pescherecci senza luci di via. E in più tutti gli scali dalla Spagna a Tobago attraverso le isole atlantiche e l’Africa occidentale.
"Traversate atlantiche" è una lettura essenziale e approfondisce ogni aspetto che il navigatore, sia neofita dell'Atlantico sia esperto, deve conoscere: la barca, i preparativi, la pianificazione della traversata, l'equipaggio, il tempo, il carteggio e l'arte della navigazione, le vele, le guardie notturne, le emergenze mediche, i luoghi. Questa guida offre consigli pratici, basati sull'esperienza dello stesso autore, faticosamente conquistata. Non tratta semplicemente di come navigare l'oceano, ma di come farlo divertendosi. I piacevoli racconti di Les Weatheritt ravviveranno lunghi inverni spesi a sognare traversate oceaniche e crociere ai Caraibi. Vi incoraggeranno, vi ispireranno e vi avvicineranno al magico momento della partenza.
(Les Weatheritt, ha imparato per esperienza che si può navigare in oceano nella maniera più semplice o in quella più temibile. I suoi libri distillano tali esperienze per dotare il marinaio di un approccio invidiabilmente semplice ed efficace alla pianificazione della traversata e della navigazione tra le isole)

venerdì 6 novembre 2009

lancio una nuova rubrica: "la (vecchia) Barca della Settimana"

ciao miei 2 cari lettori.. piove e fa già freddo, il "Topkapi" ha un cartello vendesi attaccato, e per adesso non si naviga che con la fantasia.. se a questo si aggiunge la nuova malattia informatica che l'amico Roberto mi ha contagiato (il SEO.. e non c'entra l'HIV nè l'H1N1, ma non perdo tempo per spiegarvi di che si tratta per non annoiarvi da subito e spronarvi alla lettura di tutto questo articoletto!), allora trovare nuovi spunti per il blog e nuove proposte da farvi leggere -e tenervi avvinghiati al monitor anche con la stufa accesa sotto al tavolo- mi pare abbastanza plausibile!

orsù dunque: navigando tra le mie analisi informatiche ho scoperto che avete molto gradito un post dello scorso autunno -sempre in autunno eh?-, dove (qui!) vi raccontavo di belle barche d'antan spesso passate nel dimenticatoio, citandovi il raro Samoric 41 di Mauric piuttosto che il Morgante 45 dei cantieri Biasi, o la stessa certamente più nota Orca 43, insieme a molte altre non meno degne.. ma in verità solo limitandomi ad elencarvele "bovinamente" come fosse la lista della spesa, ed al più con il condimento di qualche link a siti personali o inserzioni che sono nel frattempo -logicamente- scaduti, dunque senza una trattazione all'altezza della fama e del valore di queste "Regine del Mare". Me de dolgo e me ne dispiaccio. (ho editato quell'articolo rinnovando qualche link al volo, ma accorgendomi anche di quanto fosse incompleto già nell'elenco.. basti dire che non vi ho incluso nemmeno una barca inglese o scandinava, che vergognoso nazionalismo!!!)

Allora.. non che io mi senta in grado di prestare un giudizio per codeste "regine", prima di tutto perché lo stesso non servirebbe affatto trattandosi appunto di scafi rari ma tutt'altro che poco blasonati, però ho pensato che "condire" l'intervento con qualche dato tecnico, o qualche foto, o qualche dettaglio in particolare che renda a pieno titolo il merito che vien loro attribuito, sarebbe un aspetto oggettivamente corretto se non proprio ineludibile. "Dovere di cronaca" si chiamerebbe, ma poi si rischia per passare per giornalisti mentre invece restiamo biechi ingegneri.. poi magari se tra qualche lettore ci fosse qualcuno disposto ad aggiungerci del suo, sarebbe ancora meglio, mi son detto, e si riconoscerebbe un giusto tributo a certi nomi altrimenti destinati a passar nell'oblio, pur invecchiando sempre meglio dei rispettivi armatori!

Il fatto, per giunta, che in autunno capiti che molti di voi (noi!) si guardi intorno sulle banchine, ancora reduci dal Salone di Cannes (quello di Genova non me la sento di citarlo, perdono..) con l'acquolina ancora in bocca, e l'occhio attento e vigile ai cartelli con su scritto VENDESI, mi fa venire ancora più voglia, quasi sadicamente parlando.. e l'augurio che mi faccio è infine che questa rubrica, chissà.. magari come una lettura firmata Malingri recentemente apparsa sul Giornale della Vela sullo stesso tema, non faccia venir voglia a qualcheduno di voi di mettersi in casa un solido scafo di trent'anni, e l'entusiasmo di riportarlo alla sua condizione di "regalità"

stay tuned

giovedì 5 novembre 2009

Egosurfing: cercarsi in rete

Si chiama Egosurfing il fenomeno che da qualche tempo porta sempre più persone a navigare per la rete alla ricerca di informazioni su se stessi. La smania è partita negli States e da qualche tempo ha coinvolto anche gli italiani; nel mondo ogni giorno ci sono da 25 a 50 milioni di ricercatori che utilizzano nomi propri.
Di solito si utilizza Google, e noi li infatti ci siamo cercati.. e scrivendo soltanto Topkapi si scopre che siamo entrati nella top ten delle ricerche in mezzo a Wikipedia e encarta.msn!

...pane al pane, e pane all'ego.