"Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?" (Joseph Conrad)

domenica 7 novembre 2010

Tamata e l'Alleanza

"L'alba lontana non imbianca ancora il cielo e già corriamo nella notte per ritrovare i nostri compagni e scegliere insieme che cosa fare della nuova giornata. A letto con le galline, in piedi al canto del gallo, i nostri giorni qui sono colmi.
Sotto le verande delle capanne, il barlume dei lumicini alimentati dall'olio di cocco rischiara il primo pasto del mattino: una minestra di riso condita con nuoc mam piccante e qualche pezzo di pesce essiccato, cotto in un brodo fragrante d'erbe. Mentre gli uccelli ancora dormono, le famiglie stanno accovacciate attorno alla pentola di coccio posata al centro dell'ampio tavolaccio sotto ogni veranda. Il villaggio si estende per più di un chilometro. Una ventina di capanne con i muri d'argilla e i tetti di paglia, distanziate da boschetti di areche lungo l'unica strada in terra battuta, con due carreggiate tracciate dalle ruote dei carretti e da generazioni di piedi nudi. Un alto schermo di paletti e di frasche intrecciate, ricoperte di foglie di cocco, nasconde i cortili di terra e placa i Monsoni. Un altarino non più grande di una colombaia, incavigliato su un palo a sinistra della capanna, rende onore agli antenati e agli dèi che vegliano sulla pace del villaggio."


Tamata significa “tentare” in polinesiano ed è il nome della sua ultima barca; l’Alleanza è il definitivo abbraccio del mare con la terra, ed il compimento finale della missione del navigatore; "Tamata e l'Alleanza" è l'ultimo libro di Moitessier e la sua autobiografia più completa. Splendida, onirica e visionaria come sempre la sua scrittura, ma invero un pò ripetitiva al limite del prolisso specialmente nei primi capitoli che vedono il giovane Bernard prima fanciullo monello, poi adolescente, diviso tra le strade di Saigon e le spiagge dell'Indocina; lettura che diventa poi quasi noiosa nella narrazione dell'età del giudizio,  prima con il Nostro arruolato nella Marina francese impegnata a sedare la guerra civile contro i viet e poi in preda alle sue crisi esistenziali in terza persona, tra visioni mistiche e deliri ambientalisti.
Molto Hippie come lettura. Lui rimane un Mito, comunque. Però il libro a tratti "concilia" oltre misura.. lettura accuratamente diurna.


“Ascolto il mare correre lungo il fasciame (…) Capisco ora il linguaggio di tutte queste musiche. Mi dicono che sono diventato cittadino del più bel Paese del mondo. Un Paese dalle Leggi dure, però semplici, che non inganna mai, immenso e senza frontiere, nel quale la vita scorre tutta al presente. E le musiche mi ricordano di non dimenticare mai che in questo Paese sconfinato, in questo Paese di vento, di luci e di pace, c’è un solo Grande Capo, il Mare”. 

4 commenti:

  1. Ho conosciuto "l'amico Bernardo" quando stavo decidendo per l'acquisto si/no della barca.
    Rivoltomi ad un parente "av vele nato", questo mi disse: prima di comprarti una barca devi capire cosa significa andare in barca, leggiti Bernard Moitessier.

    E così facetti :)))

    Se ricordo bene è un collage, di pezzi scritti in tempi diversi, messo su quando ormai era già più che conosciuto, e si sente come talvolta il filo del discorso arranca, e come cambia il modo di scrivere e descrivere.
    Ti dirò, sarà l'impeto del momento in cui l'ho letto, ma ne ho tratto davvero insegnamenti importanti, scritti per la nautica ma completamente fruibili nella vita (vedi la filosofia del semplice).

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  2. ricordi bene infatti Gaetano! ..bel libro ma certamente non il primo da leggere tra quelli scritti da Bernard, fermo restando la quasi "necessità" di ficcanasare tra le sue righe.. :)

    (oh gaetano.. qui direi che mi sembri quasi pronto ad aprire un blog.. pensaci!!)

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  3. il fatto è che la noia è un sentimento molto soggettivo. io per esempio non mi sono mai annoiato a leggere moitessier, che mi è sempre sembrato uno dei pochi marinai in grado di scrivere qualcosa di diverso da un libro di bordo più o meno ben farcito (escludendo gli scrittori di professione come Conrad o London).
    in più tamata e l'alleanza è un capolavoro di montaggio proprio per l'abilità con cui i piani temporali vengono intersecati, intersecando quindi anche diversi stili perché diverse sono le sensazioni di un adolescente che tira alla fionda nel golfo del siam da quelle di un marinaio di cinquant'anni che naviga su un cutter d'acciaio fra le isole del pacifico (tirando comunque sempre alla fionda).
    altra grande maestria nella descrizione delle situazioni con gli occhi di chi le sta vivendo, tentando di non far trapelare il "senno di poi". mi spiego: il moitessier fricchettone pacifista non interferisce in alcun modo col ragazzo colonialista francese che odia e che uccide i vietminh.
    insomma tutto questo per dire che dal mio punto di vista non ci sono "arrancamenti" né passaggi noiosi, ma è solo UN punto di vista.

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  4. grazie del contributo Fabio, ogni punto di vista è accettato ed apprezzato!
    a rileggerti presto
    davide

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