172 km/h ???
bARCa bIsBetiCa con cIURmA fAmEliCA: quotidianità di famiglie a vele spiegate. Il diario dei nostri "sogni in mezzo al mare"... tra letteratura di bassa lega, geografia pelosa, visioni mistiche, cheek to cheek, uccellini che cinguettano, cibo, musica e poesia.
"Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?" (Joseph Conrad)
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mercoledì 2 marzo 2011
giovedì 20 gennaio 2011
le Sesse in Adriatico
Cosa sono le “sesse”
Secondo Wikipedia in Idraulica "Il termine sessa è riferito al movimento periodico delle acque all'interno di un bacino chiuso: un catino, un lago od anche un mare. Le onde di sessa consistono in moti oscillatori che si originano in conseguenza di improvvisi abbassamenti della pressione atmosferica."
Il livello del mare, moto ondoso a parte, è determinato dalla somma delle variazioni climatiche, della marea meteorologica e della marea astronomica.
Tralasciando per il momento la marea propriamente detta, che notiriamente è quella "astronomica", guardiamo solo alla componente di marea di origine "meteorologica", che è invece determinata dalle variazioni del livello del mare causate dal vento e dalle differenze di pressione atmosferica, in intervalli compresi tra alcuni giorni e poche ore e che non è evidentemente prevedibile nel lungo tempo. Nell'ambito di questi effetti legati alle perturbazioni meteorologiche le oscillazioni del livello del mare sono appunto le nostre sesse.
Le sesse sono dovute normalmente a variazioni locali di pressione, in seguito al passaggio di una depressione atmosferica o all'azione del vento, che provoca un temporaneo accumulo dell'acqua in una parte del bacino, dando origine ad una sorta di aspirazione e di beccheggio delle acque e a un conseguente innalzamento del livello del mare. L’onda di sollevamento che si determina è denominata per l’appunto sessa.
Il fenomeno in sè non è proprio di alcun mare, ma in Adriatico dove si rileva la più alta escursione mareale che si possa registrare in Mediterraneo, la cosa diventa di interesse significativo. Trattandosi, infatti, di in un bacino allungato, stretto e poco profondo, la massa d’acqua che si eleva è notevole (per avere un idea basta ricordare il fenomeno dell’acqua alta a Venezia per il quale spesso le cause sono da ricercare facendo riferimento alla situazione atmosferica del basso Adriatico); nel dettaglio, queste oscillazioni sono tipicamente stazionarie e possono manifestarsi sia lungo l'asse maggiore del bacino (oscillazioni longitudinali), sia lungo quello minore (oscillazioni trasversali).

In circostanza localizzate, come stretti, istimi, canali, e specialmente passaggi orientati nella direzione del vento prevalente (lo Scirocco) possono esserci sesse che permangono in situ per 22 ore e con livelli di innalzamento delle acque persino superiori a quelle registrabili con la classica marea, e nell'ordine anche del paio di metri.
Da influire, pertanto, con il pescaggio delle nostre barche a vela, dunque da conoscere e valutare con la massima attenzione, pena l'incaglio!
mercoledì 17 novembre 2010
la SoloVela in video
..scovato sul tubo inserito fresco fresco.. con il cruccio di non aver potuto partecipare (per il secondo anno di fila, e con due barche diverse, che mi sfugge questa golosa possibilità!), un riconoscimento di merito all'organizzazione dell'evento ed un plauso ai (tanti amici) partecipanti: e non poteva infine mancare anche la pubblicazione di questa clip assai assai professional!!
domenica 14 novembre 2010
Scampi e/o frutti di mare alla "buzzara"
Scampi e/o frutti di mare alla "buzzara"
Ingredienti:
1 kg di scampi e/o frutti di mare - 1 dl di olio d’oliva - 4/5 spicchi d’aglio - 250 g di pomodori maturi - 200 g di pangrattato - 4 dl di vino bianco - ciuffo di prezzemolo - sale e pepe - 1 foglia di alloro
Preparazione:
Tostare nell’olio ben caldo il pangrattato, aggiungere l’aglio ed il prezzemolo tritati. Unire gli scampi e/o i frutti di mare, 2 dl di vino e cuocere per un quarto d’ora. Aggiungere quindi i pomodori pelati e tagliati a pezzi, l’alloro, il sale ed il pepe. Cuocere per un’altra mezz’ora a fiamma bassa ricordandosi di aggiungere il vino rimasto. Attendere che le conchiglie si aprano. Quando il sugo si addensa togliere dal fuoco e servire.
Consigli:
Potete variare a vostro piacere, omettendo ad esempio il pomodoro, oppure aromatizzando anche con altre erbe aromatiche (un rametto di rosmarino). La ricetta può essere realizzata a vostro piacimento solo con scampi, o vongole, o cozze, tartufi di mare..., da servire in questo caso come secondo piatto, ma anche con un mix di crostacei e frutti di mare, accompagnato da fette di pane tostato e essere servito come "piatto unico".

..tratta da Dalmatica, un bel blog ricchissimo di informazioni, generali, da viaggio, ma anche curiosità, tutte a tema Croazia: compresa una raccolta di ricette tipiche della cucina croata (Palacinke incluse!)
Ingredienti:
1 kg di scampi e/o frutti di mare - 1 dl di olio d’oliva - 4/5 spicchi d’aglio - 250 g di pomodori maturi - 200 g di pangrattato - 4 dl di vino bianco - ciuffo di prezzemolo - sale e pepe - 1 foglia di alloro
Preparazione:
Tostare nell’olio ben caldo il pangrattato, aggiungere l’aglio ed il prezzemolo tritati. Unire gli scampi e/o i frutti di mare, 2 dl di vino e cuocere per un quarto d’ora. Aggiungere quindi i pomodori pelati e tagliati a pezzi, l’alloro, il sale ed il pepe. Cuocere per un’altra mezz’ora a fiamma bassa ricordandosi di aggiungere il vino rimasto. Attendere che le conchiglie si aprano. Quando il sugo si addensa togliere dal fuoco e servire.
Consigli:
Potete variare a vostro piacere, omettendo ad esempio il pomodoro, oppure aromatizzando anche con altre erbe aromatiche (un rametto di rosmarino). La ricetta può essere realizzata a vostro piacimento solo con scampi, o vongole, o cozze, tartufi di mare..., da servire in questo caso come secondo piatto, ma anche con un mix di crostacei e frutti di mare, accompagnato da fette di pane tostato e essere servito come "piatto unico".

..tratta da Dalmatica, un bel blog ricchissimo di informazioni, generali, da viaggio, ma anche curiosità, tutte a tema Croazia: compresa una raccolta di ricette tipiche della cucina croata (Palacinke incluse!)
martedì 2 novembre 2010
il motorsailer della Marmellata Puffin
...se non sembra proprio quella del film di Bud Spencer & Terence Hill ("Chi trova un amico trova un Tesoro", 1981 con la regia di Sergio Corbucci), la barcozza buffa recensita dall'amico Mistro l'altro giorno, in diretta da Nautilia!
"SOLO PUFFIN TI DARÀ FORZA E GRINTA A VOLONTÀ!"
"A ME PIACCIONO SOLO LE PAPPAGALLE!"
"SOLO PUFFIN TI DARÀ FORZA E GRINTA A VOLONTÀ!"
sabato 23 ottobre 2010
martedì 19 ottobre 2010
I venti in Adriatico 2
seguito al post di ieri...
(*) Garbino
Il garbino è un vento specifico della bassa Lombardia e dell' Emilia e Romagna ma può interessare anche le Marche e gli Abruzzi; le frequenze sono significative in qualsiasi stagione ma in particolare durante le stagioni intermedie (primavera ed autunno); relativamente frequente anche nelle due Stagioni estreme, specie nel periodo estivo. Soffia abbastanza forte, in particolare durante le ore pomeridiane, con raffiche anche di oltre 50 km/h sulle coste romagnole.
Questo vento si attiva quando è presente una zona di bassa pressione sull'Europa Centrale o Nord-Europea, disposta in modo tale da convogliare correnti Occidentali o Sud-Occidentali molto tese sull'Italia. In qualsiasi stagione il garbino determina in sensibile aumento delle temperature nelle Regioni interessate ed un cospicuo calo dei valori igrometrici.
Il Garbino è un vento caldo e secco che determina disturbi simili se non addirittura sovrapponibili a quelli che si evidenziano con il fohen da Nord in Valpadana per cui la prevenzione si attua nello stesso modo.
Questo vento si attiva quando è presente una zona di bassa pressione sull'Europa Centrale o Nord-Europea, disposta in modo tale da convogliare correnti Occidentali o Sud-Occidentali molto tese sull'Italia. In qualsiasi stagione il garbino determina in sensibile aumento delle temperature nelle Regioni interessate ed un cospicuo calo dei valori igrometrici.
Il Garbino è un vento caldo e secco che determina disturbi simili se non addirittura sovrapponibili a quelli che si evidenziano con il fohen da Nord in Valpadana per cui la prevenzione si attua nello stesso modo.
(*) Bora
La bora di Trieste è un vento continentale secco e freddo che scende, con violenza, dall'Altopiano carsico al mare soprattutto nella stagione invernale.
Essa è dovuta essenzialmente alla configurazione geografica molto particolare della città. Trieste è infatti situata fra l'estremità di un mare relativamente caldo, che si inoltra nel continente, ed un elevato e freddo retroterra con un valico aperto sul golfo della città. Questa situazione produce fra le due zone, mare e retroterra, la possibilità di formazione di forti differenze di temperatura e di pressione atmosferica, per cui ne possono conseguire frequenti e intensi deflussi di masse d'aria dal retroterra al mare.
Il deflusso è determinato e facilitato dal suo incanalarsi nei valichi e nelle depressioni che trova lungo il suo percorso.
Se la differenza di pressione viene esaltata dal transito di una depressione (ciclone) sulI'Adriatico, o dalla formazione di una zona di alta pressione (anticiclone) sull'Europa centro-orientale, oppure dalla contemporanea presenza di una depressione sul mare e di un'alta pressione sul continente, allora il flusso d'aria discendente assume velocità elevate e caratteri di impetuosità.
La bora, quale flusso di aria fredda, ha uno spessore di poche centinaia di metri, da 400 a 800 m. Sopra di essa il cielo può essere sereno e allora si ha la «bora chiara», se invece è sovrastata da formazioni nuvolose sciroccali si ha la bora con cielo coperto, cioè «bora scura». La bora chiara è detta anche «anticiclonica» in quanto è sostanzialmente determinata da alte pressioni formatesi sul retroterra continentale. Quella scura invece è detta «ciclonica», perché generalmente dovuta al passaggio di depressioni sulla Penisola italiana e sul mare Adriatico.
Essa è dovuta essenzialmente alla configurazione geografica molto particolare della città. Trieste è infatti situata fra l'estremità di un mare relativamente caldo, che si inoltra nel continente, ed un elevato e freddo retroterra con un valico aperto sul golfo della città. Questa situazione produce fra le due zone, mare e retroterra, la possibilità di formazione di forti differenze di temperatura e di pressione atmosferica, per cui ne possono conseguire frequenti e intensi deflussi di masse d'aria dal retroterra al mare.
Il deflusso è determinato e facilitato dal suo incanalarsi nei valichi e nelle depressioni che trova lungo il suo percorso.
Se la differenza di pressione viene esaltata dal transito di una depressione (ciclone) sulI'Adriatico, o dalla formazione di una zona di alta pressione (anticiclone) sull'Europa centro-orientale, oppure dalla contemporanea presenza di una depressione sul mare e di un'alta pressione sul continente, allora il flusso d'aria discendente assume velocità elevate e caratteri di impetuosità.
La bora, quale flusso di aria fredda, ha uno spessore di poche centinaia di metri, da 400 a 800 m. Sopra di essa il cielo può essere sereno e allora si ha la «bora chiara», se invece è sovrastata da formazioni nuvolose sciroccali si ha la bora con cielo coperto, cioè «bora scura». La bora chiara è detta anche «anticiclonica» in quanto è sostanzialmente determinata da alte pressioni formatesi sul retroterra continentale. Quella scura invece è detta «ciclonica», perché generalmente dovuta al passaggio di depressioni sulla Penisola italiana e sul mare Adriatico.
lunedì 18 ottobre 2010
I venti in Adriatico
Nord-Est & Est, chiamati anche Grecale e Levante o Bora, sull’Adriatico sono venti di mare e portano tempo brutto e mare molto mosso o agitato sottocosta (Bora scura). La Bora può durare anche 3 giorni. Sull’Adriatico è forte e ha raffiche con punte fino a 70 nodi.
Sud-Est & Sud: lo Scirocco e l’Ostro. I venti dai quadranti meridionali sono presagio di tempo brutto. Vuol dire che si è nella parte anteriore di una pressione. Circa un giorno prima che passi la perturbazione i venti si orientano intorno a Sud-Sud-Est. Soprattutto sui mari settentrionali e centrali, finché ci sono questi venti, ci si aspetta nubi e piogge. Possono avere raffiche fino a 30 nodi.
Sud-Ovest & Ovest: Libeccio e Ponente. Se spirano questi venti significa che solo una parte della perturbazione è passata (il fronte caldo), mentre quello freddo deve arrivare. Si avrà tempo variabile, con rasserenamenti alternati a nuvole minacciose. I temporali arrivano con questi venti.
Nord-Ovest & Nord: il Maestrale e la Tramontana. Spesso portatori di buone notizie. Il cielo si apre, le precipitazioni cessano e torna gradualmente il sereno. Anche se comportano ancora rinforzi fino a 30-40 nodi. Possono durare 1 o 2 giornate, con intensità man mano minore.
Brezze
Le brezze soffiano nella bella stagione, senza nubi né fenomeni. Indicano alte pressioni e bel tempo. Di mattina tirano da terra verso il mare e poi, nel pomeriggio spirano dal mare verso terra, arrivando anche fino a 20-25 nodi con mare mosso. Di sera cessano. Di notte invertono la direzione che è quasi ortogonale alla linea di costa, con una variazione antioraria di circa 30 gradi. Per esempio, da SW verso W. Le brezze sono percepite fino a 10-15 mg dalla costa.
Bonaccia
Al largo, oltre le 15-20 mg, la bonaccia è molto + frequente di quanto si immagini. Se si va a motore le bonacce sono l’ideale, ma se si naviga a vela … non proprio! Se però compaiono i cirri e poi gli altostrati, qualcosa sta cambiando.
Consultate il barometro. Finché la lancetta non punta verso il basso, non passerà. In estate dura 3-7 giorni. Se c’è bonaccia al largo sottocosta ci sono brezze.
via La Mar
Sud-Est & Sud: lo Scirocco e l’Ostro. I venti dai quadranti meridionali sono presagio di tempo brutto. Vuol dire che si è nella parte anteriore di una pressione. Circa un giorno prima che passi la perturbazione i venti si orientano intorno a Sud-Sud-Est. Soprattutto sui mari settentrionali e centrali, finché ci sono questi venti, ci si aspetta nubi e piogge. Possono avere raffiche fino a 30 nodi.
Sud-Ovest & Ovest: Libeccio e Ponente. Se spirano questi venti significa che solo una parte della perturbazione è passata (il fronte caldo), mentre quello freddo deve arrivare. Si avrà tempo variabile, con rasserenamenti alternati a nuvole minacciose. I temporali arrivano con questi venti.
Nord-Ovest & Nord: il Maestrale e la Tramontana. Spesso portatori di buone notizie. Il cielo si apre, le precipitazioni cessano e torna gradualmente il sereno. Anche se comportano ancora rinforzi fino a 30-40 nodi. Possono durare 1 o 2 giornate, con intensità man mano minore.
Brezze
Le brezze soffiano nella bella stagione, senza nubi né fenomeni. Indicano alte pressioni e bel tempo. Di mattina tirano da terra verso il mare e poi, nel pomeriggio spirano dal mare verso terra, arrivando anche fino a 20-25 nodi con mare mosso. Di sera cessano. Di notte invertono la direzione che è quasi ortogonale alla linea di costa, con una variazione antioraria di circa 30 gradi. Per esempio, da SW verso W. Le brezze sono percepite fino a 10-15 mg dalla costa.
Bonaccia
Al largo, oltre le 15-20 mg, la bonaccia è molto + frequente di quanto si immagini. Se si va a motore le bonacce sono l’ideale, ma se si naviga a vela … non proprio! Se però compaiono i cirri e poi gli altostrati, qualcosa sta cambiando.
Consultate il barometro. Finché la lancetta non punta verso il basso, non passerà. In estate dura 3-7 giorni. Se c’è bonaccia al largo sottocosta ci sono brezze.
via La Mar
sabato 16 ottobre 2010
Rinforzare gli ormeggi
ed accendere il camino (+montare gomme da neve, appena aggiunto in agenda), che domani arriva la "botta"..
domenica 19 settembre 2010
TS-S. Giovanni in Pelago-TS come la Sidney-Hobart, e con affondamento
Tempo duro alla [odierna....] 49esima edizione della Trieste-S. Giovanni in Pelago-Trieste, la regata lunga inserita nel circuito 2010 delle regate d’altura della Federazione Italiana Vela e prova iniziale della Settimana Velica dello Yacht Club Adriaco. Le previsioni per venerdì e sabato non lasciavano presagire nulla di buono con tanta acqua e Scirocco medio-forte in rotazione nella notte verso Bora almeno nel Golfo di Trieste. E puntualmente si sono avverate.
Alla partenza, data ieri sera alle 22.30 nel bacino antistante Piazza Unità d’Italia a Trieste, si sono presentati poco più di 50 scafi degli oltre 70 iscritti. Pioggia fitta e vento da sud/sud-est hanno accompagnato lo start e una lunghissima bolina ha impegnato le barche di tutte le categorie (IRC, ORC e Open).
L’onda formata e il vento da 160°, oltre a una pioggia costantemente intensa sono stati il leit motiv della discesa delle imbarcazioni fino all’isolotto croato di S. Giovanni in Pelago, al largo di Rovigno.
Alla partenza, data ieri sera alle 22.30 nel bacino antistante Piazza Unità d’Italia a Trieste, si sono presentati poco più di 50 scafi degli oltre 70 iscritti. Pioggia fitta e vento da sud/sud-est hanno accompagnato lo start e una lunghissima bolina ha impegnato le barche di tutte le categorie (IRC, ORC e Open).
L’onda formata e il vento da 160°, oltre a una pioggia costantemente intensa sono stati il leit motiv della discesa delle imbarcazioni fino all’isolotto croato di S. Giovanni in Pelago, al largo di Rovigno.
[...]
La giornata registra anche l’inaspettato affondamento di Marinariello di Carlo De Bona (skipper Berti Bruss) [Farr 40]. La barca, di oltre 12 metri, è stata vittima di un incidente la cui dinamica è ancora in corso di valutazione da parte della Capitaneria croata. All’alba, al largo di Punta Salvore la barca pare abbia perso la chiglia e si sia capovolta. Nessuna conseguenza per l’equipaggio, portato in salvo da un peschereccio sloveno. Nicolò de Manzini, Presidente dello Yacht Club Adriaco e Preside della facoltà di Medicina dell’ateneo triestino si è allertato immediatamente quando è trapelata la notizia di un ferito:«Ho contattato personalmente i colleghi degli ospedali della costa e non risultano interventi gravi a seguito dell’incidente. Ora ci attiveremo per aiutare l’equipaggio di Marinariello per solidarietà marinara».
Paolo Cerni, direttore sportivo del sodalizio triestino ha commentato: «La terribile avventura di Marinariello è stata purtroppo dovuta a un problema della singola imbarcazione. Per il resto abbiamo avuto pochi ritiri durante la regata e le condizioni meteo marine, per quanto dure, hanno reso il percorso assolutamente regatabile».
sabato 14 agosto 2010
mercoledì 11 agosto 2010
I Love Olib
"Conosco me stesso, ed è per questo che ho paura degli altri"
(e se non l'ha già detto Confucio, oppure Oscar Wilde, mi approprio della paternità dell'aforismo..)
(e se non l'ha già detto Confucio, oppure Oscar Wilde, mi approprio della paternità dell'aforismo..)
LINK ad una bella discussione sul forum AmiciDellaVela, tema: botte da orbi in banchina a Olib, sotto le sferzate di un neverin.. 5 le barche coinvolte, tutte italiane: una sfondata, due danneggiate in modo serio, le ultime due addirittura perdute. Dopo la conta dei danni, adesso arriva quella delle responsabilità....
mercoledì 4 agosto 2010
Domattina ci si riprova
Situazione meteo "in movimento", ma pare fluida. Proviamo ad AZZARDARE un'analisi..... (insomma, esponiamoci al pubblico ludibrio, trattandosi di metereologia, per definizione scienza inesatta!!!)
Quest'oggi ancora (ennesima) aria di Maestrale, dal medio Adriatico arriva secca anche in queste ore, e superato il Gargano gira prima a Tramontata per poi disporsi parallela alla costa pugliese, da rendere la vita difficile a chiunque..
Domani calo improvviso, il cielo sembrerebbe sgonfiarsi dai settori settendrionali ed a mattina parrebbe una stanca di vento, utile da superare per rotta nord con l'aiuto del motore ausiliario (e si spera solo senza incontrare mare formato di prua, al più rimanendo prossimi alla costa per sfruttare il ridosso del Gargano)
Nella seconda parte della giornata poi il giro di vento favorevole che mi piacerebbe sfruttare in pieno e che mi ha spinto a comperare i biglietti del treno: vento dai settori meridionali che incanalandosi volgerà a scirocco e che dovrebbe accompagnarci prima fino al Gargano (ETA 6/8 02.00),
e poi con un giro di vento in senso orario ed un rinforzo da ponente secco previsto nelle ore notturne, per la traversata con rotta su Vis (ETA 6/8 14.00),
dove all'arrivo si prevede di trovare nuovamente venti da NW ma d'intensità leggera, con carattere di brezza costiera,
utili a raggiungere al più bordeggiando al largo di Capo Ploce la destinazione finale di Zjirie (ETA 6/8 21.00).
Per i giorni seguenti sabato 7/8 e domenica 8/8 previste navigazioni quindi diurne in regime di brezza da NW e regolari stanche notturne, prevedendo una sosta notturna tra Ist e Unjie in funzione della voglia di navigare vs. far bagni, nonché della possibilità di incontri con altri amici attualmente in giro per le isole.. (perché si naviga per quello no? ..il mare è bello in funzione dell'umanità che lo popola, ritengo.......)
L'equipaggio è tosto e motivato, e a ranghi misti che non fa male, 4 unità buone per turnazioni poco faticose.
La cambusa è da fare ma in tal senso la Puglia sono certo ci lascerà a bordo degli ottimi ricordi utili ad allietare la traversata per rotta NNE quanto a generi di conforto..
E speriamo che il cielo ce la mandi buona, come sempre. Santippe stiamo arrivando!
Quest'oggi ancora (ennesima) aria di Maestrale, dal medio Adriatico arriva secca anche in queste ore, e superato il Gargano gira prima a Tramontata per poi disporsi parallela alla costa pugliese, da rendere la vita difficile a chiunque..
Domani calo improvviso, il cielo sembrerebbe sgonfiarsi dai settori settendrionali ed a mattina parrebbe una stanca di vento, utile da superare per rotta nord con l'aiuto del motore ausiliario (e si spera solo senza incontrare mare formato di prua, al più rimanendo prossimi alla costa per sfruttare il ridosso del Gargano)
Nella seconda parte della giornata poi il giro di vento favorevole che mi piacerebbe sfruttare in pieno e che mi ha spinto a comperare i biglietti del treno: vento dai settori meridionali che incanalandosi volgerà a scirocco e che dovrebbe accompagnarci prima fino al Gargano (ETA 6/8 02.00),
e poi con un giro di vento in senso orario ed un rinforzo da ponente secco previsto nelle ore notturne, per la traversata con rotta su Vis (ETA 6/8 14.00),
dove all'arrivo si prevede di trovare nuovamente venti da NW ma d'intensità leggera, con carattere di brezza costiera,
utili a raggiungere al più bordeggiando al largo di Capo Ploce la destinazione finale di Zjirie (ETA 6/8 21.00).
Per i giorni seguenti sabato 7/8 e domenica 8/8 previste navigazioni quindi diurne in regime di brezza da NW e regolari stanche notturne, prevedendo una sosta notturna tra Ist e Unjie in funzione della voglia di navigare vs. far bagni, nonché della possibilità di incontri con altri amici attualmente in giro per le isole.. (perché si naviga per quello no? ..il mare è bello in funzione dell'umanità che lo popola, ritengo.......)
L'equipaggio è tosto e motivato, e a ranghi misti che non fa male, 4 unità buone per turnazioni poco faticose.
La cambusa è da fare ma in tal senso la Puglia sono certo ci lascerà a bordo degli ottimi ricordi utili ad allietare la traversata per rotta NNE quanto a generi di conforto..
E speriamo che il cielo ce la mandi buona, come sempre. Santippe stiamo arrivando!
venerdì 30 luglio 2010
giovedì 20 maggio 2010
Chiusi per Regata
da oggi mi calo nella 200, in compagnia dell'amico Andrea.. seguiteci via tracking online, e mi raccomando tifate soffiando forte e dalla parte giusta!!!
barca TAWHIRI, contrassegno n. 59 (ma in ordine alfabetico..), qui:
http://live.adventuretracking.com/duecento2010
a domenica sera per "il processo"...
barca TAWHIRI, contrassegno n. 59 (ma in ordine alfabetico..), qui:
http://live.adventuretracking.com/duecento2010
a domenica sera per "il processo"...
giovedì 6 maggio 2010
200x2: "lunga" a bordo di TAWHIRI (Gs 39)
Signore e Signori, Ladies and Gentlemen, Veliste e Velisti
è con sommo piacere che voglio annunciare la partecipazione del sottoscritto alla "lunga più corta" dell'alto Adriatico, La Duecento 2010 ......il 21 - 23 MAGGIO 2010!
Sul classico percorso Caorle / boa foranea di Grado / isola di Sansego (HR) / Caorle darò del mio meglio nel contribuire alla causa del Grand Soleil 39 "TAWHIRI" dell'amico, gentile armatore e skipper Andrea Badiello a cui vanno tutti i miei più sinceri ringraziamenti per questa splendida opportunità agonistica, ma non solo, di ospitalità (téte-à-téte) a bordo della sua bella barca per l'arco di un fine settimana allungato... speriamo all'insegna di venti sempre costanti e portanti.
(e magari pure ad personam)
In seguito pubblicherò qualche foto e chissà anche filmato delle prime uscite di allenamento, necessarie per farmi prender conoscenza ed entrare in intimità con la barca, se l'armatore non è troppo geloso, (e sempre che ne abbia il tempo di farli i documenti media!); intanto un filmato di un altro Gs39, ben fatto chiaro e con un bel commento musicale, giusto un omaggio a questa splendida barca (e sperando che non se ne ingelosisca Tawhiri..)
Per finire (in bellezza), e tanto per entrare un attimo nel "clima" della regata, ricopiando il report tragicomico scritto dall'amico Sergio "Istran" al ritorno -qualche annetto fà-, de la sua 200... buona (divertentissima) lettura!
Con l' amico SM decidiamo di fare la 200 x 2. Da Porto Santa Margherita di Caorle a
Sansego e ritorno.
- SS: "Sto ano la fazemo noi do, e l' ano prosimo ti va ti
con Katharina e mi con Ivan; tanto per veder come che xe."
- SM: "Va ben!"
I preparativi:
Andremo a fare qualche veleggiata di allenamento per provare le vele nuove
- SM: "Anche el novo spinnaker che go ordina!".
-SS: "Bon, portaro' anche el mio, in caso de vento forte, perche el xe piu picio."
- SM: "Bon."
- SS: "Bon."
La regata parte elle ore 11 del 25 maggio. Bisogna essere a Caorle il 24,
giovedi alle 9 per l' ispezione della barca, e noi, da bravi marinai,
portiamo Acqua cheta da Cittanova (dove ci siamo allenati al DVV con un
astice e dell' ottimo malvasia la sera prima) a Caorle mercoledi. Passiamo
in segreteria del CVSM, e non c'e' nessuno..."mah"..."bo"... Andiamo a fare
un giro in centro e dopo a riposare, perche domani, prima delle nove bisogna
"asportare" tutto il superfluo e caricarlo in macchina (intanto, gia prima
di partire Sergio e Monika avevano liberato due macchine di "strafanici"
dalla barca)
- SM: "Vara che dopo dele nove no se pol piu portar gnente fora
dela barca!".
Giovedi: Alle otto svuotiamo i gavoni da catene, cime, ecc; cuscineria e
altro peso viene stipato nel semifurgone e alle nove, puntuali ci
presentiamo in segreteria per chiedere se si sa quando arriveranno quelli
dell' ispezione. Nessuno sa niente...
- SM: "Me sa che qua no serviva far tuto sto casin!"
- SS: "A ma..." (espressione istroveneta per accentuare la
scrollata di spalle).
Preparazione dell' attrezzatura:
-SS: "Che bel sto spi rosso xivio." (rosso xivio=rosso evviva - dei tempi
della RSFJ - quello dei compagni...)
Decidiamo di non toglierlo dalla sacca che e' piegato proprio bene e,
sicuramente, il velaio lo ha preparato per essere issato direttamente
cosi.
-SM: "Bon, metemolo in gavon che cusi savemo dove che'l xe."
Andiamo a comperare uno stroppo di Dynema per legare le Life lines, tanto
tempo c'e' anche perche l' ispezione della FIV non e' ancora arrivata.
Sistemate le Life lines andiamo a fare un altro acquisto-passeggiata cimino
da 3mm. Bisogna fare il ricamo alle draglie per poter sistemare i genoa in
caso di tempo avverso. Strada facendo passiamo in segreteria per vedere se
sono arrivati i certificati IRC da Roma e per vedere se la stampante lavora
dopo che l' abbiamo sistemata stamattina). Tuto a posto. Torniamo in barca
con il cimino e mi metto a
una signorina accompagnata da un signore in giacca e camicia (SS:"Xe l'
ispezion.") Falso allarme. E' una giornalista che segue la regata e vuole
farci qualche domanda. La invitiamo a salire e per una mezzoretta abbiamo
compagnia. Chiacchieriamo delle rispettive eroiche gesta, della regata,
della barca ecc e, nel frattempo sistemo le draglie.
Vi annoio? Immaginate la nostra di noia, ad aspettare che passi il tempo...
...
-SM: "Me sa che qua no serviva far tuto sto casin!"
-SS: "A ma..."
Sta arrivando la sera. Il nervosismo cresce. E' sempre cosi la sera prima
delle grandi imprese. ;-))) Con la
cena terminano gli allenamenti ed i preparativi.
Venerdi ultimi preparativi:
Andiamo a fare cambusa. Alle nove c'e' il briefing. Ne approfitto per andare
in bagno. Tanto c'e' Sergio che segue le pratiche burocratiche.
-SM: "Gavemo tuto. Acqua, pan, afetati. Credo che bastera."
-SS: "Bon."
-SM: "Bon.
-SS: "Forsi podesimo meter le borose pe'i terzarioi. No se sa mai."
-SM: "Giusto. Andemo in barca"
Detto fatto.
Dopo le 10 lasciamo la banchina e ci avviamo con le altre barche verso la
linea di partenza.
Issiamo la randa. Il genoa grande e pronto. Giriamo un po poi spegniamo il
motore e issiamo il genoa. Sergio Al timone il sottoscritto alle manovre.
Proviamo gli angoli verso il cancello e per la boa di disimpegno davanti a
Grado situata a 20mn. Sulla barca giuria il semaforo indica 040. Sono i
gradi per il cancello. Pocca aria, giusto qualche nodo per poter governare.
Sono le 11. Si alternano i segnali per la partenza. Siamo in buona
posizione, ben avviati vicino alla barca giuria. Partiti!!!
-SM e SS: "Che ben che andemo!"
.....Richiamo!!! Partenza annullata. Torniamo indietro.
Torniamo pressapoco dove eravamo ed ascoltiamo al VHF cosa ci dice il
comitato di regata. Primo segnale... 6 minuti...ci avviciniamo piano alla
linea 1 minuto...
-SS: "Semo tropo veloci?"
...-SM: "Quanto manca...30 secondi...via!."
Cazziamo randa e genoa e filiamo. A venti metri dalla linea
un X di quelli cattivi che borbotta qualcosa, e ci viene addosso da
sottovento orzando. Ma, non siamo ancora ingaggiati e poggiamo appena 2-3
gradi. E poi, abbiamo alla stessa velocita e ce ne andiamo per le nostre. Si
vede che loro guardano troppa coppa america. Filiamo bene, l'arietta aumenta
saranno 4-5 nodi. Bene, bella partenza e siamo in buona posizione. Passata
la boa di disimpegno facciamo rotta su Grado. Intanto i piu veloci prendono
il largo. Si vedono i primi gennaker.
-SM: "Podesimo alzar anche noi el gennaker, cusi ghe andemo via."
-SS: "Si dai, tanto andemo tranquili che gavemo mezanave de aparente."
Neanche a dirlo che il gennaker era stipato in
un gavone della cabina di prua. Per fortuna che avevamo preparato le scotte.
Sergio va sottocoperta e attraverso il tambucio (passoduomo) porta in
coperta la testa del salame. Attacca la drizza, attivo l'autopiulota e
issiamo l' insaccato. Attaccate mura e scotta Sergio fa salire il sacco e
libera il mostro blu.
-SM e SS: "Deso se parti!"
Infatti prendiamo velocita.
-SM: "Cazza un poco el caricabasso (il punto di mura e' sullo
spuntone a prua che tramite un bozzello va agli stopper sulla tuga)."
Fatto
-SS: "Sta tento dela recia."
Insomma, molla qua, cazza la tuti ci
prendono e la barca non va. (Non e' una licenza poetica: e' che la barca non
va). Cavoli, perdiamo posizioni a livello disfatta. Eppure lo avevamo
provato due anni fa in gita con Giuliano Delfiol e mi sembra di ricordare
che portava bene.
-SM: "Cosa nasi??? Andavimo meio col genoa."
-SS: "A ma..."
Non siamo riusciti ad interpretare quello che la vela stava cercando di
farci capire. E cosi, siamo arrivati alla boa foranea di Grado in terzultima
posizione 29-simi. Ammainiamo il gennaker e issiamo il genoa. Intanto poco
dopo il vento gira in scirocco e ci accompagnera (si fa per dire) tutto il
tempo. Comincia la bolina. In lontananza si vedono delle barche che fanno il
bordo verso terra - l'Istria. Li seguiamo. Genoa cazzato a ferro, randa idem
e al centro. Non ci sono onde e la barca va che e' un piacere. Sergio al
timone ed io osservo un po in giro col binoccolo (il famoso cuccherle).
Stiamo facendo una bolina molto piu stretta di quelli che sono sotto costa.
Probabilmente e' la corrente di marea che li sta portando verso Trieste
(sale fino alle 18,40). Visti da Acqua cheta scarrocciano tanto. L' angolo
tra il nostro azimut ed il loro e di +10 gradi in nostro favore. E poi, non
lo dico a Sergio, ma sono sempre piu piccoli e si stanno allontanando. Sono
ben oltre la lay line ;-))) Acqua cheta va come un treno. Facciamo un bordo
verso il largo e ci da bene. Dobiamo fare rotta su San Giovanni in Pelago e
dopo verso l' isolotto di Grunj all' esterno delle Brioni. Filiamo proprio
bene. Il vento aumenta un po. La velocita anche. Ottima boliniera sta barca.
Ci sono tante vele in giro ed e' difficile capire quali sono in regata. Mi
riposo una mezzoretta. Procediamo spediti.
-SM: "Ara che ghe vol che se preparemo per la note. Va farte una docia, cambiite e dopo vado mi."
-SS: "Agl'ordini!"
Eh si, come si puo regatare tutto il giorno e, senza una bella
doccia calda apprestarsi alle guardie notturne??-))) Quando ci vuole, ci
vuole. Vi assicuro che e' molto piu facile prendere il timone se si e'
puliti ed asciutti.
Scende la notte e si continua a bolinare. Scirocco sui 10 - 12 nodi. Non
tanta onda. Ogni tanto qualche spruzzo arriva fino alla cappottina (gia,
Sergio non voleva la cappottina (sprayhood) perche "fa tropo turista e
charter, e mi me piaxi quele picie, oceaniche...".
-SS: "Cosa ti pensi deso della capotina turistica???"
La barca e' potente. Non si ferma sull'onda. Il timone e' efficientissimo.
Per me che ho la barra su S. Marina, e' troppo leggero, mi serve sempre un
po di tempo per adattarmi, pero' funziona benissimo. La barca fila bene,
abbiamo mangiato, siamo puliti ed asciutti, la luna ci tiene compagnia... Ci
alterniamo fino all' alba. Durante la notte abbiamo osservato diverse luci
verdi e rosse. Ricordo solo due luci bianche che potevano essere in regata.
Erano piu al largo rispetto a noi. Qualche nave in lontananza e poi il faro
di S. Givanni in Pelago, la meda luminosa a nord delle Brioni, Grunj... un
paio di sbadigli, qualche pisolino rubato qua e la e siamo in vista del
passaggio tra la terraferma e l' isolotto di Fenera.
-SM: al solito: "Se podesi pasar de fora de Pomer, cusi vedemo come che xe in Quarnero."
-SS: "Cosa ti vol che xe in Quarnero? Siroco come qua, solo con piu mar. Strenxi
piu che ti pol che pasemo per le curte e ghe andemo via a quei fora de noi."
C' erano un paio di barche all' esterno con rotta verso il faro.
Acqua cheta stringe che e' un piacere. Passati. Il mare e' salito di poco,
il vento e' lo stesso. Facciamo un bordo verso Cherso poi viriamo verso
Sansego. Questa sara la nostra tattica senza tatticheggiare
-SM: "Lo gavemo propio sul muxo!"
Le solite domande: "Strenxemo o fazemo corer la barca?" Le
solite risposte: "Strenxemo fazendola corer!" Davanti si vedono delle vele
che indubbiamente stanno facendo la nostra rotta. Sergio va in quadrato per
sentire meglio la radio. Sentiamo che Doride sta chiamando la postazione di
Sansego per l' avicinamento. -: "Doride???" -"Ma no xe quei grandi?
Cativi?" - "Alora no semo po tanto indrio..." Intanto diverse barche tra cui
un mini 6,50 che conosciamo sono rimaste dietro, stanno andando troppo sotto
Cherso. Di nuovo la radio: "Citta' di Grisolera chiama la postazione di
Sansego."...!!! - " : Ma come? Pena qua i xe???" Citta' di Grisolera e' la
barca dell' amico Franco Daniele, Vismara 43, cattiva e plurivittoriosa.
Alla 200 x 2 poi Franco furoreggia da anni. E' la sua regata. Adrenalina a
fiumi, siamo gasati e la barca pure. Lo scirocco aumenta ancora un poco.
Filiamo che e' un piacere. Facciamo un lungo bordo verso il lato ovest di
Sansego. Piu ci avviciniamo e piu spesso il vento un po rafficato ci da
buono. Siamo ad un miglio dalla costa e prima di scadere nel riparo dell'
isola facciamo un bordo parallelo alla costa per passare davanti al porto e
farci riconoscere.
-SM: "Comitato regata, comitato regata, comitato regata Sansego, qui Acqua
cheta in rotta di avvicinamento, passo."
Ci riconoscono e tra 5 minuti ci chiameranno per darci lo stop.
"Qui comitato regata ad Acqua cheta. Lo stop
e' dato alle 11,34 buona navigazione. Passo e chiudo."
Davanti a noi ci sono due barche che passano. Le rincorriamo facendo un
bordo ad est di Sansego.
- SM: "Ancora un poco e tuto sara piu bel, caldo e no sentiremo el vento."
Intanto loro sono gia sotto spi.
-SM: "Forsi podesimo armarlo anche noi."
-SS: "Perche no. Cusi lo provemo."
-SM: "Bon, se magnemo un panin e dopo lo issemo."
Dopo aver fatto lo spuntino:
-SM: "Va ti preparar davanti che ti sa."
Bisogna trovare le scotte, e Sergio sta gia
frugando nel gavone grande del pozzetto. Attivo l' autopilota e vado a
preparare il tangone. Lo fisso alla campana sull' albero. Come caricabasso
useremo la mura del gennaker.
-SS: "El carigaalto no servi, xe bastanza aria."
Preparate le manovre, Sergio porta la borsa nuova fiammante dello spi
nuovo fiammante rosso xivio a prua e dopo aver fissato la scotta ed il
braccio (da noi si dice scottina) chiedo quale drizza usare.
-SM: "Quela bianca e nera che dovesi eser quela de 7/8." ((sette ottavi per un triestino
sono quasi un litro ,-)). Incoccio e issa; velocissimo lo spi si gonfia
senza caramelle. "Bel."
-SS: "Caza ancora un poco la driza che nol xe su. Anzi el xe su...ma???"
-SM: "Porco boia, no xe la driza giusta. Xe quela de testa d'albero!"
((Appunto 7/8 o 1 litro xe poca diferenza.,-))
-SS: "Fa gnente, lo amainaremo e cambiemo driza."
Intanto le barche davanti si sono
perse nella nebbiolina all' orizzonte e non si vedono piu. Pero' e',
consolante che non si veda nessuno neanche dietro.
-SM: "Sta 'tento che provo tacar el autopilota che vedemo come che'l porta."
-SS: "VA pur...? ... ben???"
-SM: "Lo go taca. Che bel che'l va."
Veramente notevole. Poppa
piena, mare con onde oltre il metro, 15 nodi di reale e l'auto porta
benissimo la barca. Bisogna ammainare lo spi per cambiare la drizza. Ci
mettiamo d' accordo sulla manovra e vado a togliere il tangone dalla
campana. Facile a dirsi. Siccome e' probabile che sia la prima volta che il
tangone negli ultimi anni entri nella campana, ci trova talmente tanto gusto
che non vuole sentire di mollare la presa. -SM: "Speta che te porto el CRC
che dopo el se mola." ((se gavemo prepara propio ben ,-)) Una spruzzatina e
il tangone molla la presa. Ammainata, issata e via col vento. Lo spi ha 85
metri quadri, e non sono tanti per Acqua cheta. E' uno spi da crociera. La
barca cammina bene, siamo in rotta diretta verso Caorle, l' autopilota fa il
suo dovere. Goduria e riposo per i marinai. Dopo un oretta provo ad
inquadrare meglio lo spi. Improvvisiamo un barber per cazzare la scotta cosi
dovremmo limitare ulteriormente il rollio anche perche a momenti lo scirocco
aumenta e cosi anche il motto ondoso. Tutto sommato, la navigazione e'
tranquilla. Qualche surfata ci fa andare vicino ai nove nodi di GPS e non
scendiamo mai sotto i sei. "Navighemo come i veri!"
"Eh si, navighemo propio come i veri!"
Il sole e' sparito gia da tempo dietro alla nebbia ed alle nuvole portate
dallo scirocco. All' orizzonte si stanno formado dei temporali.
-SS: "Me par che sta cambiando el tempo. Portemo el spi finche ne va in favor e dopo
vedaremo se i neverini ne pasa via davanti."
-SM: "El GPS disi che dovessimo rivar a Caorle ala mezanote e meza se continuemo cusi."
-SS: "Bon."
-SM: "Bon."
Navigazione tranquilla e intanto la notte si avvicina. Mi preoccupano
i temporali. E' un fronte piuttosto esteso e si sente nell' aria che sta
arrivando il cattivo tempo. Sergio va ad ascoltare la radio di bordo, per
sentire se i primi sono arrivati. Lo spi porta bene, lo scirocco e'
costante, il mare e' un po montato, ma e' normale... va proprio bene.
Tutto ad un tratto arriva Sergio e, piuttosto agitato fa: -"Porco boia cio!
Xe barche che le ga ciapa el temporal. I ga dito "Siamo in rotta di
fuga.." No go capi ben, me par che i gabi dito che i ga ciapa 50 o 70 nodi de
vento!!! Cavoli, ostrega cio!!! Cosa fazemo?"
-SS: "Gnente no fazemo. Deso el vento (come nei manuali) sufia verso el temporal. Dopo fara bonazza e tempo
5 minuti riva el caxin. Noi pena che el vento comincia calar, butemo xo el
spi, demo i terzarioi e vedemo."
-SM sempre piu agitato: "Bon, mi prontaro la tormentina."
Intanto si fa sempre piu notte e dopo un po lo scirocco
comincia a calare. Lentamente. (SS pensando tra se: "porca miseria de una
miseria, se ne ciapa la calma de vento con ste onde che xe, vado in
tilt!"
-SM: "Te vedo pensieroso, cosa xe?"
- SS: "No me piaxi sto afar, me vegnara el mal de mar. L demo xo col spi. Veloci."
Vado a prua Sergio alle
manovre e tiriamo giu lo spi che finisce sotto prua.
-SM: "Demo i terzarioi." Vado a piede d' albero. Sergio e' alla drizza.
-SM: "La prima man xe quela bianca e nera."
-SS: "Si, come no, con sto scuro no vedo un
clinz. Quela destra o quela sinistra?"
-SS: "Me par la sinistra."
-SS: "Bon"
Incomincio a cazzare la borosa destra sul winch che c'e sull' albero sotto
al boma. Neanche a dirlo: Era la seconda mano. -SM:"Acompagna i garoci dela
randa. Tirili in basso." Detto, fatto. Intanto il fermo che dovrebbe
impedire ai garrocci della randa di uscire dalla canaletta si svita e va'
per le sue ed i garrocci si sfilano dall' albero e la randa nuova,
megagalattica in Spidertech rinforzata con Kevlar e Carbonfiber (detto in
Inglese sembra piu' figo) finisce sopra la tuga. -SS: "Se ne ciapa el
neverin (50-70 nodi...brrrr) la randa finisi in tochetini; spachemo
tuto." -SM agitatissimo: "Si, xe meio tirarla xo la butemo
sotocoverta." -SS: "Xe meio si. Mola le borose. Presto. Movite"
-SM: <&%$%&
un momento. Intanto, tolto il punto di mura della randa incomincio a
"piegarla" e dopo un po e' sottocoperta. Non c'e' vento, pero' il mare c'e'
ed e' incrociato. Si vedono chiaramente i fulmini sempre piu vicini. Veniamo
sbalottati da tutte le parti. Sergio va ad armare la tormentina. Intanto il
sottoscritto, sta cedendo al mal di mare.
-SS: "Movite dai. Vara che tra do minuti son fuch!"
(non e' English, e' un espressione nostrana per dire fuori
combattimento).
Sergio torna in pozzetto, si mette al timone aspettando i 50 - 70 nodi ed io
comincio ad intonare il Rigoletto. (No, non stavo cantando. Stavo brumando.)
Insomma: si capisce no!?!
-SM: "La barca no governa. No xe vento." Ed intanto patapim-patapum.
Arrivano le prime goccie, ed anche i tuoni che seguono i fulmini.
-SM: "Impizo el motor, cusi almeno poso portar la barca."
-SS tra un acuto e l' altro: "Daghe mure a drita al neverin che cusi ghe andemo via."
-SM: "Cosa c...o, mure a drita a che neverin?"
Faccio una piccola pausa alzo la testa
e...tutto intorno a noi ci sono temporali. Cinque funghi belli tosti. E
Acqua Cheta: patapim-patapum. Cavolacci...
-SM: "Dove vado?" Tra due neverini si intravede un po di chiarore.
-SS: "Vaghe in mezo a quei do la che xe piu ciaro."
Insomma, tra un basso profondo, un acuto, le forze mi lasciano. Sergio si
sta riprendendo dall' agitazione e, siccome i 50 -70 nodi non sono mai piu
di 20, discutiamo sul daffarsi. Abbiamo navigato a motore, siamo a secco di
vele, 50% dell' equipaggio e' in tilt -SM & SS: "Cosa fazemo?" Siccome
Cittanova e' piu vicina rispetto a Caorle, per non dover riarmare la barca
ecc, data la stanchezza - Coro finale: "Telefonemoghe al comitato che se
ritiremo e andemo a Cittanova!"
Alle quattro prendiamo il gavitello dei "menalugheri" (barca portaturisti)
in baia Muiella a Cittanova (l'unico gavitello libero) e ci facciamo una
bella dormita. Cala il sipario.
Ci sarebbero tante considerazioni da fare, ma, siccome la bella stagione e'
gia in corso , sara' per un altra volta.
PS: Lo scorso finesettimana abbiamo fatto una bellissima veleggiata con
Acqua Cheta. Sergio, Ivan (mio figlio) ed io Cittanova - Val cagoia (Pola) -
Unie e ritorno.
giovedì 29 aprile 2010
Chi di Charter ferisce...
...di Charter perisce!
Mi son divertito, sempre bonariamente s'intende, a prendere in giro schiere di veementi charteristi estivi su bavarioni plasticoni, ed adesso mi ci trovo a cadere, nel baratro del charterismo, sebbene limitato ad un week-end lungo, in stagione primaverile dunque ben lungi dal clima festoso della flottiglia estiva in settupla andana e musica a palla, e pure sulla scelta della barca abbiamo cercato di privilegiare la plastica di qualità, selezionando un Gib'sea 37 (cantiere Dufour) della flotta dell'affidabile Jonathan Yachting di Portoroze.
Con partenza dalla base slovena, pertanto, scatta DA OGGI POMERIGGIO un we allungato tra Pirano e la costa istrana -senza meta alcuna, il programma seguente è del tutto teorico e aleatorio!!!-, con equipaggio bi-familiare a ranghi serrati, insomma ciurma al gran completo tanto quanto il Topkapi, porello tradito per la prima volta in vita mia, non avrebbe mai potuto garantirci spazio a sufficienza.
Visualizza We 1°maggio 2010 in una mappa di dimensioni maggiori
Con la Promessa Solenne che per salvaguardare il buon nome del "Top" / armatoriale 100% non documenterò l'uscita con alcun diario di bordo!!! ..semmai mi stuzzica l'idea di mandare qualche "meteo-cartolina" on the fly, di quelle tanto care al mio amico Francesco di Senza Parole, che sa bene quanto gliele invidio...
E che sia la prima volta, e anche l'unica, e l'ultima... mi auguro.
(e come sempre, alla via così!)
Mi son divertito, sempre bonariamente s'intende, a prendere in giro schiere di veementi charteristi estivi su bavarioni plasticoni, ed adesso mi ci trovo a cadere, nel baratro del charterismo, sebbene limitato ad un week-end lungo, in stagione primaverile dunque ben lungi dal clima festoso della flottiglia estiva in settupla andana e musica a palla, e pure sulla scelta della barca abbiamo cercato di privilegiare la plastica di qualità, selezionando un Gib'sea 37 (cantiere Dufour) della flotta dell'affidabile Jonathan Yachting di Portoroze.
Con partenza dalla base slovena, pertanto, scatta DA OGGI POMERIGGIO un we allungato tra Pirano e la costa istrana -senza meta alcuna, il programma seguente è del tutto teorico e aleatorio!!!-, con equipaggio bi-familiare a ranghi serrati, insomma ciurma al gran completo tanto quanto il Topkapi, porello tradito per la prima volta in vita mia, non avrebbe mai potuto garantirci spazio a sufficienza.
Visualizza We 1°maggio 2010 in una mappa di dimensioni maggiori
Con la Promessa Solenne che per salvaguardare il buon nome del "Top" / armatoriale 100% non documenterò l'uscita con alcun diario di bordo!!! ..semmai mi stuzzica l'idea di mandare qualche "meteo-cartolina" on the fly, di quelle tanto care al mio amico Francesco di Senza Parole, che sa bene quanto gliele invidio...
E che sia la prima volta, e anche l'unica, e l'ultima... mi auguro.
(e come sempre, alla via così!)
giovedì 15 aprile 2010
“Vela & Vela” a Porto San Rocco
Barche in mostra nel Golfo di Trieste.
Da oggi -giovedì 15 aprile- a domenica 18 aprile torna la rassegna “Vela & Vela - Trieste Sailing Expo” nel Porto di San Rocco, l’ospitale marina situato nei pressi della cittadina di Muggia.
Una manifestazione interamente dedicata alle imbarcazioni spinte dal vento alla quale hanno aderito molti dei più importanti cantieri nazionali ed esteri. Quest’anno sono oltre 60 le unità esposte, ma sono presenti anche velerie e stand di attrezzature. A questa edizione partecipano inoltre anche i “rigger”, coloro che contribuiscono ad armare le barche, ai quali si possono chiedere informazioni e consigli tecnici.
L’ingresso al “Vela & Vela” è gratuito.
(comunicato via Bolina.it)
Da oggi -giovedì 15 aprile- a domenica 18 aprile torna la rassegna “Vela & Vela - Trieste Sailing Expo” nel Porto di San Rocco, l’ospitale marina situato nei pressi della cittadina di Muggia.
Una manifestazione interamente dedicata alle imbarcazioni spinte dal vento alla quale hanno aderito molti dei più importanti cantieri nazionali ed esteri. Quest’anno sono oltre 60 le unità esposte, ma sono presenti anche velerie e stand di attrezzature. A questa edizione partecipano inoltre anche i “rigger”, coloro che contribuiscono ad armare le barche, ai quali si possono chiedere informazioni e consigli tecnici.
L’ingresso al “Vela & Vela” è gratuito.
(comunicato via Bolina.it)
venerdì 9 aprile 2010
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