bARCa bIsBetiCa con cIURmA fAmEliCA: quotidianità di famiglie a vele spiegate. Il diario dei nostri "sogni in mezzo al mare"... tra letteratura di bassa lega, geografia pelosa, visioni mistiche, cheek to cheek, uccellini che cinguettano, cibo, musica e poesia.
mercoledì 23 febbraio 2011
"Quale è il giusto prezzo di un'imbarcazione usata?"
mercoledì 24 novembre 2010
HR 31 Monsun
| (sisterboat) |
Hallberg Rassy 31 Monsun, tendalini e tappetini nuovi, riscaldamento Webasto, timone a ruota, motore rifatto, alternatore e salpancora nuovi, vele, visibile Trieste, Euro 37000
giovedì 7 ottobre 2010
consigli per l'usato
venerdì 27 agosto 2010
consigli per gli acquisti
e noi infatti, così fecimo.. ;-)
queste le agenzie selezionate nel Tirreno:
queste invece quelle preferite in Adriatico:
infine la ns preferita, in Alto Adriatico pure questa............... http://www.progettopimenoff.com/
venerdì 16 aprile 2010
Teoria Estimale applicata alla Nautica d'Antan
(e come tale anche il mercato con maggior possibilità di tornaconto, mi permetto d'aggiungere: che se esistesse un EuroTax delle imbarcazioni non credo avrebbero senso i milioni di bacheche e mercatini on-line, nè l'enorme massa di operatori economici d'intermediazione...)
Dunque... non divaghiamo e parliamo di prezzi e non dei caratteri del mercato di riferimento. E non parliamo nemmeno di trend e paroloni simili, chè il generalizzato ridimensionamento dei prezzi è fatto tangibile e da chiunque rilevabile, bensì proviamo ad applicare un pò di psicologia al market, per tracciare -ma sempre tra il serio ed il faceto- quali siano i percorsi mentali che portano alla definitiva formazione del prezzo, a livello della formulazione della proposta.
lunedì 29 marzo 2010
AAA Vendesi... STAG 24 a soli 7000 euro
per richieste e dettagli potete contattare lui direttamente all'indirizzo (raffaele.scoppa@libero.it) facendo il mio nome piuttosto che me indifferentemente (anche x telefono 347-8135266)
STAG 24 accessoriato ed in buone condizioni generali, cuscinerie, sartie e motore nuovi, vele in buone condizioni, la barca è veloce ha partecipato a molte regate che si tengono nel golfo
giovedì 11 febbraio 2010
l'amico Sergio sui programmi di gestione "Boat Ownership"
lettura segnalata e consigliata ...
[Premessa] Un programma di Boat Ownership è un meccanismo in cui tu acquisti una barca e la lasci in gestione ad una società di noleggio, che ne paga tutte le spese di mantenimento e ti garantisce una rendita periodica. Sembra la formula magica per potersi permettere di possedere una barca senza rimetterci o senza potersela in realtà permettere. Ma… [Fine premessa]
........il resto di là su Velablog ("i conti in tasca al Boat Ownership" ), con il punto della situazione a proposito dei programmi d'acquisto "a rendita assicurata" ultimamente proposti dalla Moorings, e già pubblicizzati anche sul Giornale della Vela
martedì 9 febbraio 2010
Aggiornamento sullo stock dell'usato nautico

Siamo al momento a nostra volta "on the market", proposti come venditori, ma lo saremo anche -se non lo siamo già, inavvertitamente- come prossimi acquirenti, da risultare quindi osservatori particolarmente avvantaggiati nel contesto jungla del mercato nautico, ma comunque lo saremmo ugualmente in virtù della spinta sensibilità circa il tema spinoso ma da sempre tanto caro a questa paginette d'opinione, spassionatamente quanto ad interesse ma sempre con tanta passione quanto a volontà nello stenderle!
Dunque si parte..
Nessuna rivoluzione copernicana. Mettiamo le mani avanti.
Nel senso che lo spaccato tragicomico che ne veniva fuori da quel fortunato (ispirato?!) articoletto non è cambiato più di tanto, salvo piccoli elementi evolutivi emersi prima di tutto nell'immenso stock di usato vomitato dal popolo degli armatori italiani nel mercato della vela usata, fatto quasi emblematico degli ultimi mesi dell'anno 2009, e primo scorcio del 2010.
Rispetto agli anni precedenti, la tradizionale "buttata" di fine estate (pare si parli di funghi, ma invece no..) ha avuto proporzioni decisamente più spesse, con dati sia di tipo empirico (osservazione diretta) che tramite testimonianze ricevute da operatori del mercato (che riportano gli ultimi 2 mesi del 2009 come i migliori per ammontare delle vendite, negli ultimi 2 anni), ma anche di opinion-leader; complici, prima di tutto, un trend dei prezzi dell'usato letteralmente in caduta libera nell'anno scorso (ma non parleremo dell'andamento dei prezzi, per adesso), insieme alla crisi economica generalizzata, con i risparmi delle famiglie sempre più contratti, per non dire del mercato del nuovo piombato nella crisi più nera (i numeri delle vendite dei cantieri sono quelli degli insuccessi delle "fiere d'autunno", con tanti bei segni meno davanti), il che ha incentivato nel complesso la domanda d'usato e spinto molti indecisi a "scendere in campo", con lo stimolo o anche semplicemente il solo incoraggiamento per farlo, ponendo in vendita la propria "bella", anche possibilmente con prospettive di successo.
Non ho tempo per una dissertazione seria, beninteso, quindi glisso sul vantaggio che una situazione del genere possa aver prodotto a coloro che con risparmi anche minuscoli tergiversavano in attesa di compiere il "grande passo", con l'acquisto della tanto agognata prima barca, mai come adesso veramente in "best first price", e ritornando al nostro solito originario campione di 10 "venditori di barche", a suo tempo costruito ad arte (eppure con buona approssimazione alla realtà, ed attuale), e proviamo soltanto a capire come questo si è evoluto, quanto a spaccato sociale, nel momento della crisi economica al tempo di Obama for Presidente e del divorzio del Cavaliere.
Il campione originariamente elaborato era il seguente, ripercorrendo l'analisi di allora "per immagini":
- 5 venditori "che non vogliono vendere"
- 5 venditori "decisi a vendere", dei quali:
- 1 era "l'armatore in bolletta"
- 1 l'ultimo era "l'armatore tecnologo e superinformato"
Quel che è cambiato, a distanza di 15 mesi circa.
- una piccola quota di venditori indecisi ha cambiato idea... nel senso che ha fatto dù conti e capito che tenere la barca al pontile per il piacere di moglie e figli, ma per usarla poi in navigazione solo 15 giorni all'anno in agosto e non di più, ha assunto un costo quasi improponibile! ..e vabbè il discorso dello status-symbol, ma poccamiseria non siamo più negli anni '80, gli yuppies sono tutti morti, ed il porello si sbatte e rischia la pelle 14 ore al giorno su e giù per l'A4 con gli abbaglianti sempre accesi, per raschiare alla fine quei (n)eurini in più che poi la barcozza regolarmente gli divorerà, e tocca pure a lui fare i conti della serva, come a tutti i livelli: la cena con gli amici del giovedì sera non la sacrifica, il bridge al mercoledì nemmeno, alla moglie regalerà un colierino di consolazione in più, i figli invece se li porta a Gardaland (ma rigorosamente di domenica, perché di settimana è sempre di servizio sull'A4 assieme a camionisti e casellanti..), anche perché tanto poi per quei famosi 15 giorni in agosto si può prendere un charter che più comodone e chiattone non si può, e fa felice nuovamente la moglie che può anche farsi la manicure e lo smalto alle unghie in pozzetto senza far danni permanenti, ma in compenso con quel che incassa della vendita della barca, e che risparmia specialmente nella sua gestione, magari ci scappa pure che si cambia l' icsfaiv, che ha 35mila km ed iniziano ad esser tanti... (e che per lo meno lo porta a spasso sull'A4, mica la barca..).
Per farla breve: non parliamo proprio di un armatore al verde, ma piuttosto un bravo papi di famiglia, possibilmente nato e cresciuto nel solito Nord-Est che lavora, ed alla cui barca finora non ha fatto proprio mancar nulla, ma che per manifesto inutilizzo del mezzo ha capito che forse è meglio disfarsene, e dedicarsi ad altro, nel tempo libero essenzialmente, anziché correr dietro a velai e motoristi, anche perché, tanto, nell'ambiente è già abbastanza noto e qualche "imbarco" lo reperirà senza fatica, che al massimo farà peso in falchetta durante qualche regata d'invernale, mentre all'estate navigherà comunque quel tanto che basta: è stata presa, perciò, la classica decisione di "mettere fine alla propria carriera d'armatore, ma non a quella di velista (almeno per un pò..)". Insomma.. il corredino North-Sail viene riposto da qualche parte dentro un armadio realizzato all'uopo, da lasciare una porticina nel suo cuore mezza aperta, che nella vita non si sa mai!
(per chi compra: affari in vista! ..al di là dell'aspetto economico, giacché si parla di barche spesso nuove o seminuove, e trattandosi di armatori che il più delle volte non si sono mai privati di nulla, comunque si ragiona su mezzi ben tenuti, regolarmente ed il più delle volte da mani di professionisti manutenute, molto spesso attrezzate di tutto punto vista l'atavica attrazione di questa ctg d'armatori verso i gadget, anche inutili; tocca ragionare solo sul prezzo, giacché la barca solitamente merita: certamente la motivazione alla vendita adesso c'è, reale, il ché da luogo se non altro all'impostazione di una qualche possibile trattativa!)
A questa ctg, per esempio, si può anche ricondurre un nuovo elemento d'attenzione emerso negli ultimi mesi: il caso dell'armatore che decide di "scendere di misura", contravvenendo al più classico dei proverbi marinari secondo cui la barca migliore sarebbe invece quella (sempre) un metro più lunga! Non è raro infatti notare sulle inserzioni più recenti, spesso la possibilità concessa alla permuta, e talora persino con una barca di lunghezza inferiore, nell'ottica sicuramente di un contenimento dei costi, ma spesso anche in quello di un più coerente utilizzo del mezzo (e mettiamoci i figli grandi che non hanno più voglia di venire in barca, ma anche un impiego più consono, e se vogliamo più umanizzato della barca stessa, dunque più prossimo alle reali esigenze familiari che non a mere esigenze d'immagine).
Anche molte offerte di vendita per quote di metà o più, e condivisione quindi della barca, in questo periodo molto più diffuse del solito (l'italiano si sa che è generalmente individualista!), vanno lette nello stesso senso.
Senz'altro, infine, una certa percentuale della ctg che ha deciso di punto in bianco di vendere finalmente in maniera seria, lo ha fatto per una reale difficoltà economica: trattandosi ovviamente più della coppia di anziani che vivono di pensione, "a fine vita di velista", in luogo dell'agente di commercio in carriera di cui sopra, o comunque di soggetti tra i più disparati, ivi compreso "il sognatore ex hippie", il "giovane velista appassionato ma pure squattrinato" o quello classico che nutre "velleità d'Oceano e navigazioni caraibiche" poco suffragate dai reali mezzi di sostentamento, alla fin fine non è raro osservare -di recente specialmente- il caso dell'armatore che prenda l'effettiva decisione di vendere la propria "bella" a causa di un reale dissesto economico e finanziario, però transitando stavolta per direttissima nella ctg degli "armatori in bolletta": ho visto con il miei occhi annunci di vendita con scritto testualmente "si vende con urgenza al migliore offerente per gravi problemi finanziari", parlando comunque di una barca veramente ben messa con numerosi recenti e significativi interventi di migliorie; piuttosto che di 2 casi di -belle, ed importanti- barche "protestate" per morosità nel pagamento delle quote e canoni di ormeggio..
Ergo: primo bilancio... aggiorniamo il campione su base 10, in ordine agli insiemi della nostra casistica:
- i venditori "che non vogliono vendere" sono rimasti 4, a beneficio -vedi che beneficio... di cui tutti ne avremo anche fatto a meno!- dello stock effettivo di offerte
- 6 sono adesso venditori "motivati a vendere", dei quali:
- 1,5 gli "armatori in bolletta", di cui il nuovo "mezzo armatore" (o giù di lì, visto che ragioniamo su base 10..) è quello veramente prossimo al tracollo..
- 1 rimane sempre "l'armatore tecnologo e superinformato", inossidabile più che mai (Aisi 316, ovviamente)
Con una piccola, se vogliamo persino curiosa e graziosissima e pure meritevole d'attenzione, fenomenologia, circa uno dei 4 armatori "indecisi". Vediamo di che si tratta, anche perché fa sorridere, un pò...
Dato che due indizi costituiscono generalmente una prova, l'aver incidentalmente avuto contatto e nello stesso giorno, con 2 armatori -di cui non rivelerò mai l'identità nemmeno sotto tortura, se non altro per bieca solidarietà tra maschi- con barca regolarmente collocata in vendita, ma con la stessa surreale motivazione quanto a questa scelta, non poteva che spingermi a livello d'analisi statistica, nella produzione di questo nuovo sottoinsieme: "armatori affatto motivati a vendere, ma con barca in vendita quale giustificazione morale nei confronti della moglie, alias quieto/vivere". Sul serio (ed è anche più chiaro adesso il discorso fatto circa il mio silenzio, per mero cameratismo maschilista): entrambi i soggetti intervistati non hanno minimamente esitato a nascondere codesto aspetto, sottolineando che la propria barca è in vendita ma senza la benché minima reale intenzione a darla via a nessuno, bensì a costituire piuttosto un contentino alla moglie -evidentemente tanto terricola e poco piede marino- dunque con la barca collocata su mercatini ben scelti quanto a bassa visibilità, a prezzo possibilmente poco allettante (tanto la moglie non solo non capirà di mercato nautico, ma men che mai si passerà lo sfizio di leggersi blog online con elucubrazioni a tema, come quelle di queste pagine!), ed ancor meno trattabile, fermo restando che se mai dovesse arrivare l'interessato tanto non ci sarà molta difficoltà a farlo desistere dall'acquisto!
Considerazioni in merito a questo caso, quanto a incidenza sul prezzo medio di stock, o favore o meno per il compratore di incapparci, non vanno fatte trattandosi evidentemente di un sottoinsieme della casistica dell'armatore "indeciso", per il quale profilo psicologico si rimanda alla lettura del solito post originale del 2008, e altrettanto valga ancora quanto a conseguenze di carattere economico.
Aggiorniamo infine il campione, e l'appuntamento è a rileggersi presto con nuovi aggiornamenti, visto che con il Topkapi sul mercato, siamo certi novità arriveranno presto ben alimentate da nuovi e succosi dati!
Sempre su base 10 barche "in vendita", i relativi venditori saranno:
- 6 "motivati a vendere", dei quali:
- 1,5 gli "armatori con problemi economici"
- 1 l'onnipresente "armatore tecnologo"
- 4 i soliti venditori senza alcuna reale motivazione alla vendita, il vero inguaribile tarlo del nostro mercato nautico, e di cui 1..... "causa moglie"
venerdì 29 gennaio 2010
Bandiera Belga (....trionferà!)
(ovviamente apertissimi a precisazioni e feedback da chi ne sa di più di noi!!! .....Ringraziamento anticipato va all'amico Pino Pollera per l'attenta lettura e revisione della bozza, alla luce della sua consolidata esperienza "in materia")
bandiera Belga, istruzioni per l'uso...
prima di tutto il link di due agenzie che fanno la pratica a pagamento;
- la prima è italiana: http://www.seacily.eu/it/Bandiera_Belga.html
nel sito spiega tutto bene in italiano ma faccio presente che non li conosco!
(il costo del disbrigo pratica con questa agenzia si aggira sui 500/700 euro.......)
- la seconda è invece belga: http://www.pavillon-belge.com/procedure_immatriculation_pavillon_belge.html
e questa è molto efficiente ed affidabile, già testata da amici, il sito è molto ricco di informazioni e chiarisce molto bene tutti gli adempimenti.. (il costo del disbrigo pratica con questa agenzia si aggira sui 300/400 euro.......)
Se invece si vuole risparmiare e fare tutto da sè, come abbiamo fatto (stiamo facendo!) noi, senza difficoltà alcuna che non superi le normali faccende burocratiche di tutti i giorni, ci si rivolge direttamente al Ministero della navigazione belga, e questo è il sito governativo di riferimento: http://www.mobilit.fgov.be/
Dalla pagina bisogna andare nella sezione "Eau" e poi aprire una serie di pagine (lettre de pavillon è ciò che interessa...) in cui vengono fornite tutte le informazioni necessarie:
a sinistra clicca su Eau,
poi su Navigation de plaisance clicchi su Formulaires de demande,
su Bateau clicchi su Lettre de pavillon,
in basso clicchi su Demande de lettre de pavillon
(comunque si trova anche un opuscolo scaricabile dove c'è tutto quanto relativo al Diporto nautico, spiegato chiaramente benché in francese:http://www.mobilit.fgov.be/data/aqua/FR_plaisure_vademecum.pdf )
L' iter è poi il seguente:
-richiesta, alla Capitaneria di competenza, della dismissione di bandiera (IN ITALIA generalmente ci vogliono circa due mesi perchè, tra i vari controlli, verificano anche se sei in regola con il versamento dei contributi di eventuali marinai dipendenti... a noi la CP di Ravenna tradizionalmente molto efficiente, nei mesi invernali di minor carico di lavoro ci ha impiegato circa 30 giorni per formalizzare la risposta per posta raccomandata e chiudere la partita..)
con la precisazione che:
- per le imbarcazioni immatricolate la Capitaneria rilascia prima un "nulla osta" alla dismissione, poi solo in seguito, ottenuta la "lettre" Belga si ritorna da loro e viene perfezionata la radiazione.. questo perché non si può avere un periodo in cui l'imbarcazione non risulti iscritta in nessun registro, evidentemente!
- diversamente per i "natanti immatricolati", come è stato nel caso del Topkapi, è lecito chiedere direttamente la dismissione di bandiera e radiazione dai registri, e procedere quindi direttamente all'iscrizione presso il registro belga senza passi intermedi, nè ripresa successiva della pratica.
La domanda che noi abbiamo compilato, contenente anche le istruzioni per la compilazione e la documentazione da allegare (2 marche da bollo da euro 14,62 ; ricevuta versamento di euro 20 su cc. postale ; fotocopia documenti di riconoscimento ; busta preaffrancata per la risposta ; e chi più ne ha più ne metta!!!), si scarica direttamente dal sito della Guardia Costiera a questo link
Una volta ricevuto dalla Cp la risposta con il "nulla osta", o comunque quando si è entrato in possesso della certificazione della "cancellazione dal RID", si può procedere con l'iscrizione in Belgio e perciò vanno preparati:
-certificato di cittadinanza del/dei proprietari
- certificato di residenza del/dei proprietari
(e meglio non limitarsi alla semplice autocertificazione, ovviamente valida in campo nazionale, ma piuttosto spedire certificati emessi presso l'Anagrafe comunale, onde evitare incomprensioni con qualche funzionario belga più zelante del dovuto..)
-documento di identità relativi (questi anche in fotocopia)
-atto di proprietà dell'unità, cioè il contratto di compravendita (anche in fotocopia)
-il nulla osta alla dismissione/cancellazione dal RID di cui sopra (documento in originale)
.............e per tutti questi documenti i belgi vogliono che li si presenti anche tradotti in francese (oppure fiammingo, ma noi abbiamo preferito di no!), benché in carta semplice e senza alcuna "certificazione" della traduzione, basta insomma anche una traduzione sommaria con l'aiuto degli "strumenti linguistici di Google", senza molta formalità a livelli che che ci risulta qualcuno non li ha tradotti nemmeno e la pratica gli è andata avanti lo stesso fino a conclusione!
-a parte il documento fondamentale da spedire che è poi il seguente, e che corrisponde appunto all' istanza di iscrizione: dal sito del Ministero più su già indicato si scarica la domanda di "pavillon", e attivando le macro di Office viene subito attribuito alla paginetta in formato Doc di MsWord un numero di pratica.. che è univoco.
Vanno compilati tutti i dati richiesti nel modulo quindi spediti tutti questi documenti, -e tutti in carta SEMPLICE!- al Ministero o all'agenzia, per posta ordinaria evidentemente, e senza marche da bollo o porcherie varie! (magari meglio una raccomandata.. per esser più sicuri, ma non serve spendere decine di euro per un corriere espresso internazionale, questo sia ben chiaro!)
Gli indirizzi a cui spedire sono 5 possibili ma quello principale di riferimento è il seguente:
Service public fédéral Mobilité et Transports, Transport maritime, City Atrium, Rue du Progrès 56, 1210 Bruxelles
(e per ogni dubbio non si esiti a chiamare al numero di tél. 02 277 31 11 ...perché star sicuri che risponderà alla cornetta un cortese e specialmente competente -benché "francofono"- addetto alle relazioni con il pubblico!)
In aggiunta le autorità belghe richiedono il versamento della somma di (appena) 50 euro, per lo svolgimento di tutte le pratiche amministrative: il versamento si può effettuare anche per bonifico bancario internazionale, dalla banca presso cui si ha il proprio conto corrente d'appoggio alle coordinate seguenti (IBAN : BE18 6792 0058 3165 - BIC: PCHQBEBB), ed è preferibile effettuarlo in anticipo ed allegare una copia della ricevuta di versamento all'incartamento da spedire a Bruxelles, comunque con la causale "lettre de pavillon" più il numero che viene assegnato al momento della compilazione del modulo di cui sopra.
NB.
(facendo la pratica con agenzia serve anche:
-procura all'agenzia per rappresentarti nelle procedure)
Dopo una settimana (agenzia) o 20gg circa (Ministero) arriva la tanto agognata "Lettre de Pavillon" e si è a posto nel senso che si è già "iscritti": siamo diventati BELGI!
(e chi ha fatto la pratica per un'inbarcazione dovrà nuovamente rivolgersi alla propria Cp per notificar loro il cambio di bandiera e procedere alla cancellazione definitiva dal RiD)

...dopo circa un mese poi arriverà dal Dipartimento marittimo Belga l'avviso per fare il versamento della tassa relativa alla propria barca, se di qualsiasi lunghezza purché superiore a 7,50 ft, dal momento che in Belgio esiste una tassa sul rilascio della bandiera che si chiama "TMC-Taxe sur la Mise en Circulation", che si paga una sola volta, ma per tutelare la "piccola nautica" con l'obbligo previsto in Belgio di immatricolazione per ogni natante superiore a 2,50m, questa tassa viene calcolata anche e specialmente in base all'età:
- a partire dalla somma di 2.478,00 euro per una barca appena varata,
- la somma si andrà a ridurre del 10% per ogni anno di età della barca, secondo la tabella di calcolo già sviluppata e visibile a questo link
- con un minimo inderogabile di soglia per i natanti di oltre 10 anni di vita, pari a 61,50 euro.
(evidentemente la convenienza di battere bandiera belga è moooolto relativa per chi possiede un mezzo fresco di varo, ma ciascuno decida per sè quel che meglio crede!)
Ulteriore -unica- altra fonte di spesa è quella corrispondente al costo del rinnovo quinquennale della "lettre de pavillon", al costo fisso di 98,00 euro, e questo vale per qualsiasi natante di ogni lunghezza ed età.
Piccolo inciso: dai belgi viene assegnato un numero di targa, ma non c'è alcun obbligo di esporlo sulla barca come il numero di iscrizione al RID italiano, salvo invece sarebbe dovuto per esser veramente precisi, aggiungere sotto al nome della propria barca sulla poppa, anche l' indicazione del Porto di Stazionamento come dichiarato nell'istanza di iscrizione.
Mentre quanto agli adempimenti "quotidiani", e qui si viene al bello, valga:
1) le dotazioni di sicurezza sono a completa discrezione di skipper, che decide sotto la propria responsabilità di imbarcare quelle che ritiene più opportune secondo le condizioni meteomar, il proprio equipaggio, la navigazione che si appresta ad effettuare (niente stranezze italiote tipo "zattera costiera" o salvagenti che improvvisamente non galleggiano più e sono da sostituire con altrettanti nuovi di zecca da 150N di spinta! ..e chi ha orecchie per intendere, intenda..)
2) quanto alla patente nautica dello skipper, per questa rimane vigente quanto regolato in termini di obbligatorietà o meno, dalla Normativa Italiana sul Diporto nautico, in ragione del fatto che la necessità di avere o meno l'Abilitazione alla conduzione del tal mezzo nautico *prescinde* dalla bandiera che il natante batte, bensì *segue* la cittadinanza dello skipper, assoggettandolo alle leggi del suo Stato originario e di appartenenza.
Nb. questo passaggio è molto dibattuto, anche perché qualche CP non ha nemmeno le idee molto chiare in merito, ma l'interpretazione "letterale" del Codice del Diporto appare in tal senso pressoché chiara, e la "patente" rimane ineludibile! Non si creda cioè di appiccicare la bandiera belga al proprio 13 metri per portarlo in giro senza patente nautica: attenzione!
A parte questi aspetti, di bassa "quotidianità" (ma anche no, visto che si tratta anche di risparmiare un bel pò di dindini..), mi permetterei di far notare i VERI VANTAGGI di questa operazione:
1) per i natanti sostanzialmente la possibilità di navigare anche oltre le 12 miglia, e di avere specialmente un regolare titolo (la lettre de pavillon appunto) da far valere sui terzi alla stregua di una "vecchia" immatricolazione al RiD italiano;
2) fine di tutti gli obblighi di revisione periodica, di Licenza di Navigazione (il famoso "Rina quinquennale") e di zattere varie (3 anni per la "zattera oltre", ridotti a due anni per quella "costiera")
I Costi sono invece quelli già elencati.. niente di trascendentale nè di complicato!
Ultimo passo da compiere, infine, è quello relativo al rilascio della licenza per il vhf che non viene data contestualmente alla attribuzione di bandiera, semplicemente perché se ne occupa un diverso Ministero belga che a sua volta richiede come contorno alla domanda di rilasio della licenza una copia in allegato della "lettre de pavillon"; ma nessuna paura, quindi, perché la pratica si farà in seguito e nuovamente senza particolari difficoltà, bensì solo andando al link seguente http://www.ibpt.be/fr/466/ShowContent/1613/Demande_d_autorisation/Demande_d_autorisation.aspx
poi cliccare su "formulair ad hoc" e scaricare il modulo di richiesta.
Nulla o quasi nulla cambia, infine, relativamente alla copertura assicurativa Responsabilità Civile (obbligatoria per naviglio con motore, ausiliario o meno), salvo che:
- se in origine trattavasi di "natante", non immatricolato dunque, evidentemente la polizza RC risultava intestata al motore entro o fuori bordo, per il tramite della sua "dichiarazione di potenza" (piuttosto che "certificato d'uso del motore", per il propulsori più anziani), e nulla cambierà con la nuova iscrizione ai registri belgi,e la polizza può essere mantenuta tal quale;
- trattandosi in origine invece di "unità immatricolata", il suo indentificativo in polizza era evidentemente la "targa", cioè il numero di iscrizione al RiD, che conseguentemente alla cancellazione dai registri italiani è di fatto scomparso, e va sostituito nell'intestazione della polizza con il nuovo identificativo facente capo al registro del naviglio con bandiera belga; andrà dunque effettuata una visita presso la propria compagnia assicurativa, per una semplice modifica dell'intestazione in maniera che l'unità assicurata sia correttamente individuata, onde evitare prima di tutto sicuri problemi in conseguenza di un sinistro, al peggio la mancata copertura assicurativa.
Tutto sempre molto informale, deregolato, easy and free... la burocrazia e la carte bollate sono rimaste probabilmente solo una depravazione tutta italiota, a parte ovviamente qualche altra "democrazia delle banane" sparsa per il Terzo Mondo...
venerdì 13 novembre 2009
mercato dell'usato: un punto di vista diverso
..l'argomento l'abbiamo già trattato, ma stavolta centriamo il tag su un aspetto nuovo: la percentuale di ribasso "giusta" per formulare una "giusta" offerta su un'inserzione di vendita di usato nautico. sempre che esista.. il "prezzo giusto"............
Roberto "pensa a voce alta":
Il problema è: come fai a capire se sono davvero intenzionati a vendere oppure no?
Il bon ton vorrebbe che uno andasse a vedere la barca prima di fare un'offerta MOLTO al ribasso. Almeno credo, no? Ma mica posso andare in giro per l'europa a vedere tutte le barche che *potrebbero* essere interessanti se il prezzo fosse 20-25% in meno....
e qualcuno gli fa eco:
Vista e piaciuta, si fa una offerta e sulla base della perizia una controfferta.Offrire il 20% in meno, sei ancora nel bon ton. Offrire il 50%, puo'essere offensivo...
al che Roby che è persona onesta e coscenziosa replica:
Ok, ci sta.
Ma secondo me è difficile stabilire a priori, sulla base di qualche foto che poi non si sa quando sono state fatte e i broker mentono spudoratamente (non tutti, ma qualcuno sì!) pur di farti andare a dare un'occhiata. Uno mi ha proposto di fare una perizia prima di vedere la barca (a mie spese, naturalmente) e poi sulla base di questa perizia decidere il da farsi.
Ma ti sembra normale? Il problema delle barche in posti sperduti (grecia, turchia, croazia ecc.) è proprio quello che visitarle è dispendioso sia in termini di tempo che di denaro. Coma fai a raggiungere Lefkas per esempio in questo periodo? E' un macello..
al che si inserisce nella discussione un altro amico blogger, chiosando:
ti fai mandare dovizia di foto (vere o false), poi se ti interessa chiedi: sul prezzo c'è un margine di manovra ? senza indicare livelli né nulla; poi continui "ho in mano altre offerte di barche simili a livello più basso ecc ecc (mettendo un livello che ti interesserebbe), quindi prima di farmi il viaggio vorrei sapere se... altrimenti onestamente non vale la pena che venga a vederla"
se non rispondono o dicono subito no, beh ti sei risparmiato un viaggio, contenti loro che la venderanno più cara e contento tu che nonspendi soldi che non volevi spendere, se dicono "venga a vedere e si convincerà che vale la pena pagare di più" lascia perdere, se dicono ok vediamo sei già a buon punto, sempre col rischio che le foto siano finte
per poi concludere:
termini come "quotazioni", "giusto prezzo" ecc per beni molto specifici (trova due barche uguali), usati da qualche anno in su, sono termini che hanno molto poco senso, è incontro fra domanda e offerta, se uno ha molta voglia di comprare paga alto, se uno ha molta voglia di vendere vende basso, tutto molto semplice
Che dire? come non condividere?
per me "a sentimento" anche il 25% di ribasso sull'offerta, rispetto alla cifra richiesta, andrebbe bene! ma io da siculo sono mezzo arabo quanto a sangue, quindi non faccio testo... e perciò preciso meglio.
in linea di principio il discorso va bene, ma poi "dipende". O come direbbe qualcheduno.. "ma anche no!" ..voglio dire.. dipende dai casi, e parlando di mercato la casistica è talmente ampia da non escludere alcuna possibilità.
Premessa: qui non si parla di comprare la barca del pontile di fronte.. non si sa nulla o quasi nulla, e non solo sulle condizioni oggettive del mezzo, ma specialmente sulle condizioni soggettive di chi la vende.. se è sano o malato, se uomo o donna, se esiste oppure no: potenzialmente si può mettere in vendita su internet anche una barca che non si possiede... e su questo ci sarebbe da meditare a parte.
Come dire che il discorso può valere se ragioniamo su proposte provenienti da luoghi lontani migliaia di kilometri, ed allora ci si può discuter su perché anche il solo viaggio comporterebbe spese significative e potrebbe risultare infine dispendioso ma inutile. Ma la cosa non è applicabile invece se parliamo di barche offerte in "prossimità".
Esempio allora, meglio. Pratico, perché serve "dare i numeri" sennò non vale.
..al simpatico armatore del Dehler 34 TOP del 1990, "full optional" -come recita l'annuncio di vendita che da non meno di 3 anni appare regolarmente su Bolina-, che per la sua splendida meravigliosa unica (presumo..) barca chiede euro 75.000,00# ..quanto si dovrebbe offrire percentualmente al ribasso?
voglio dire.. lui non ha nemmeno la faccia di scrivere dove la barca si trova esattamente, tanto che nell'annuncio inserisce vagamente "vis. Alto Adriatico", ma a me piacerebbe proprio conoscerlo per stringergli amichevolmente la mano! e fargli i complimenti per la faccia tosta! ..e lo dico con il rischio di averlo persino nella stessa darsena, giacché ci sono Dehler 34 Top in vendita a Caorle che è in Alto Adriatico! ..prima di tutto gli farei i complimenti per la faccia tosta ma poi dopo lo farei riflettere su un aspetto, o almeno ci proverei: gli farei notare cioè, che con il suo modo di fare sta illudendo decine e decine di armatori con la barca simile alla sua, di possedere un bene prezioso e dal valore quasi inestimabile!
..ed eccola li, che si vedono Dehler 34 di quell'età, non certo "full optional" ma ugualmente in ottimo stato, offerti a non meno di 100 milioni del vecchio conio. ammazza.. che armatori fortunati: non so se invidiarne più la barca o la ricchezza!
..per l'amor del cielo, barca splendida, che ha tutta la mia ammirazione, e se ne conosco un pò il mercato è proprio perché mi piacerebbe da matti armarne una! ma tocca stare con i piedi sulla Terra.. (nb...che poi che vuol dire "full optional" scusa!?!? selleria in pelle, interni in radica e subwoofer?!?! fate vobis!)
Più seriamente: sono stra-sicuro che l'amico in 3 anni avrà ricevuto decine di offerte al ribasso del 50% e oltre, eppure non scende. Bontà sua: vuol solo dire che non vuole vendere, pace. E allora ha ragione chi dice che basta chiedere.. niente di male.
Altro esempio. per capire come si forma "qualche volta" il prezzo.
..ho conosciuto uno che ha deciso di cambiare la propria barca. ma prima di decidere di metterla in vendita e farlo, quindi senza sapere il reale valore del proprio patrimonio nautico se ne va bellamente al Salone di Genova e torna innamorato della tal barca, con un pacco di depliant ed un tomo di preventivi. di leasing. tra i tanti giustamente sceglie quello che gli sia comodo economicamente, con una rata abbordabile per il suo reddito mensile, a cui corrisponde la tal somma di anticipo da versare al cantiere alla firma del contratto. bene. senza saper leggere e scrivere, nè conoscere il mercato, nè tanto meno rivolgersi ad un operatore, il nostro "fenomeno" ha formulato la richiesta economica per la sua barca sulla base di quella somma di anticipo per l'acquisto della barca nuova! ..il fatto che poi questa somma fosse nel complesso non proprio campata in aria, quindi diciamo in linea con il valore della sua barca attuale o per lo meno nello stesso ordine di grandezza, è un fatto del tutto collaterale, e non lo esime dall'essere relegato in fondo alla classifica di considerazione del sottoscritto.
Per il resto aggiungo solo una ulteriore riflessione, a margine.
Che, tornando alle barche inserzionate on-line, magari in paesi lontani e da broker stranieri, spesso non sono tutto oro che luccica, e non solo per la disonestà del broker di turno che spesso viene presunta "in banchina" -scorrettamente-, ma piuttosto per via della sua propria "bona fide": avete idea di come un mediatore, di quelli che lavorano su yachtworld per dire, con portfolios sostanziosi, metta in vendita una barca?
Mi spiego: siamo sicuri che il mediatore la conosca sempre o l'abbia vista e fotografata di persona? molti broker lo fanno, ma è di certo sbagliato presumere che lo facciano tutti, e su questo ci metto la mano sul fuoco: spesso i broker che mettono in vetrina barche distanti migliaia di km dalla propria sede, lo fanno inserendo le foto e la scheda che l'armatore ha spedito lui. Mi pare normale.
E' così, ma basta saperlo e non ci trovo nulla di male, essendone consapevoli, e comunque si può sempre chiedere.
..per la stessa ragione spesso le barche inserzionate online non sono come in realtà come l'inserzione le dipinge: nel caso più banale le foto sono ("possono essere") vecchie e non più attuali. Nel caso più ovvio si tratta di barche che per qualche precisa ragione non sono state vendute per altri canali, primo fra tutti quello della libera contrattazione tra privati. E attenzione che non sto affatto parlando di barche "farlocche", con difetti strutturali o vizi occulti.
Quindi altro esempio. recentissimo di poche settimane fà, sempre a tema di contrattazione tra privati.
..un amico che non faccio il nome ha comprato una barca d'occasione. un quarantotto piedi, mica un canotto: ha fatto una offerta apparentemente "ridicola" e per sua sorpresa gliel'hanno accettata! diciamo che ha colto l'occasione, era al momento giusto nel posto giusto, ed ha fatto la cosa giusta.
si è trovato quindi ad avere di colpo due barche, non avendo fino ad allora messo in vendita la sua.. e l'ha data in vendita allo stesso broker per il cui tramite ha comprato la nuova, ma "lasciando anche detto" in darsena che la barca era in vendita, ovviamente al prezzo di chi DEVE vendere, quindi un prezzo molto molto ragionevole, per una barca peraltro veramente in ordine: lui è restauratore di mobili d'antiquariato quindi lascio intendere il livello di attenzione che quella barca trasmetteva in ogni dove.
Ha venduto la sua barca in 24 ore. ..vista e piaciuta, chi l'ha presa non l'ha nemmeno tirata fuori dall'acqua prima di firmare l'assegno.
E' chiaro, infine, come l'aspetto della richiamata buona fede dell'intermediario appaia cruciale di fronte ad un cliente invece "presuntuoso", che volesse a tutti i costi proporre sul mercato una barca a cifra folle! Inoltre, nella decisione del prezzo da proporre sul mercato, e vista la prospettiva del relativo guadagno solo subordinatamente alla vendita, è quello momento in cui il loro ruolo di intermediari diventa anche molto spinoso.
ergo.. ho deciso di chiamare in ballo un operatore di mercato, giacché ci sono amici del blog anche tra loro!
Lei si schernisce dicendo solitamente di sè stessa di essere un'intermediario tutt'altro che spregiudicato, "senza pelo sullo stomaco" (cit.) nè fiuto per gli affari migliori e più remunerativi, in un settore oltre tutto assai affollato economicamente parlando, ma secondo me pecca solo in autostima, e dando un'occhiata al suo sito con tante belle barche, invece direi che traspare molta attenzione, conoscenza d'ambito, professionalità e tanta passione per il lavoro che svolge (ovviamente non può che essere a sua volta anche velista ed armatrice): mi è parso un soggetto interessante come "opinion leader" al che le ho chiesto un giudizio in merito alle mie elucubrazioni, e possibilmente una testimonianza.
(che se certe cose le dico io che sono un pirla sembrano battute e rischio di passare per mitomane visionario, mentre dette da un operatore del settore, cioè un "addetto ai lavori" cioè acquisiscono tutt'altro valore!)
e le ho chiesto a bruciapelo: "Elena..quanto credi che si debba offrire ad una persona che vende la propria barca con pretese apparentemente fuori mercato senza apparire "eretici", o peggio prendersi un pugno in faccia ???"
ottenendone in buona sostanza questo tipo di risposta:
"Ciao Davide, cosa risponderti, sinceramente non mi viene in mente una risposta corretta. E' così senza regole questo mercato. Secondo me non ci sono prezzi stracciati ma alla fine la barca viene venduta al prezzo giusto, non stracciato. Ci sono alcuni casi in cui ci sono delle barche che hanno seri problemi oppure che hanno fatto charter in Croazia sbattocchiate di qua e di là e vengono quindi vendute (se, vengono vendute) ad un prezzo basso di partenza ma sinceramente non ne ho viste molte e anche su queste ci provano sempre. Purtroppo tutti gli armatori nel momento in cui decidono di vendere ti dicono ma la mia ha questo, ma sulla mia ho fatto questo..., ma la mia ha navigato come dio comanda ..., ma la mia è più bella ecc ecc quindi partiamo da un prezzo alto, non ho fretta di vendere, e se non vendo me la tengo tanto non siamo mica "alla frutta" (testuali parole). Gli stranieri: tutt'altra cosa (anche se di esperienze non ne ho avute moltissime). Credo sia perchè la cultura è diversa, a noi italiani / mediterranei piace trattare, se non trattiamo ci sembra di essere stati fregati (e probabilmente è così). Ho chiuso affari con armatori stranieri (barca inglese) e clienti italiani senza nessuna trattativa, affare concluso in due week end. Amicizia in corso. Un inglese poi è venuto giù, ha visto la barca, piaciuta, e l'ha presa, trattativa minima basata sugli effettivi problemi della barca. Amicizia in corso. Voglio dire che gli europei, ma presumo specialmente gli inglesi, sono abituati diversamente. Intanto in genere c'è un solo broker, la barca è periziata, la provvigione la paga solo il venditore, la trattativa non esiste o molto poco quindi i prezzi di partenza probabilmente sono reali o quasi. Allora? Basta adattarsi e trattare."
verrebbe da dire niente di nuovo allora, ma detto da un addetto ai lavori e con esempi concreti....
Considerando che il mondo anglosassone è per certi versi anche il mio come "punto di riferimento", aggiungo di mio per esempio che in Inghilterra è prassi che il broker dia un GIUDIZIO pubblicamente sulla barca che vende, e che anche il giudizio dell' owner sia pubblicato. Si leggono entrambi in molte inserzioni inglesi.. e non sempre il giudizio del broker è tutto rose e fiori nè sulla stessa linea del venditore. spesso e volentieri il prezzo anzi lo "consiglia" il broker ed è normale vedere tutta la storia del prezzo esposto, se ha avuto riduzioni rispetto alla richiesta originaria; le inserzioni sono comunque molto più complete delle nostre, e le foto solitamente più veritiere.. non credo che il broker abbia nemmeno li "responsabilità" eccedenti il suo ruolo di intermediario ma è diciamo tutto il clima della trattativa improntato alla reciproca fiducia.
Concludo allora una discussione come questa che potrebbe risultare un tormentone-fiume, troncandola con un esempio concreto. Barca inglese in vendita sul sito inglesissimo: un Sigma 36 su Ancasta.
Ho scaricato la scheda in pdf dell'inserzione per quando la barca sarà venduta e l'inserzione non più visibile, ma riassumo di seguito alcuni elementi che mi pare interessante sottolineare, ricopiando tracce dell'inserzione.
- prezzo: è indicata la riduzione rispetto alla richiesta originaria e, come in questo caso, pure l'indicazione "UNDER OFFER" alla data attuale (e significa che il sito è aggiornato in tempo reale)
£29,950 Reduced from £34950
- dati dell'imbarcazione: completi in tutto, anche di nome della barca e porto di stazionamento
Summary Boat Spec:
Make: Sigma
Model: 36
Year: 1984
Lying: Cowes
LOA: 36ft / 11m
Class: Sailing Cruiser
Hull: Glass Reinforced Plastic
Keel: Fin Keel
Rig: Sloop
Engine: Single Diesel
Layout: Aft Cockpit
Berths: 6
Cabins: 2
Aft Cabins: 1
Ancasta Ref: 21485
Vessel Name: Miss Ambrose
- descrizione generale, stringata ma essenziale
Description:
- Sigma 36 built in 1984. Yanmar 27hp engine replaced in 1997. Updated Raymarine navigation electronics in 2005 and 2007. New standing rigging in 2007 including roller furling and new sails to fit. Sleeps six. Well presented and early viewing recommended. Please contact Ancasta Cowes more interior and exterior pictures.
- commento del broker, con elementi di giudizio tecnico
- Ancasta Brokers Comments:
- Sturdy British built racer cruiser which benefits from lots of updated equipment and the addition of a few extra cruising comforts such as the mainsail ‘lazy bag’ and roller furling for the genoa. Viewing recommended.
- Owners Comments
- ‘Miss Ambrose’ was purchased by us in 1989 when my children were teenagers. Now they are all married with children and are too committed to spend time cruising. ‘Miss Ambrose’ has done seven Cowes Weeks and a Cork Week. We have cruised extensively covering Southern Ireland, Southern England, Northern France to the Loire, Belgium, Holland, Denmark, Germany, Sweden, the Aland Islands,
Finland, Russia, and Estonia.
Miss Ambrose had the unnusual task of sailing her crew to the Opera at Savoulluina on the Finnish/Russian border some 60 degrees north! To get there we had to sail past the Russian armed border guard still manning thier turrets.
In 1995, we had the deck to hull joint resealed with Sikaflex. All the deck fittings were removed and resealed and Heavy Duty windows fitted. We had the Volvo engine removed and replaced with a Yanmar engine with Aquadrive. The boat is therefore very dry and the engine is in good condition. She was surveyed in 2005 and the work (mostly rigging) carried out in 2006/7. She has been little used in 2006/7.
- infine, la scheda completa di ogni elemento utile (si notino indicati l'anno di installazione degli apparecchi elettronici; l'età esatta delle vele e la marca; le ore motore e la sua ultima manutenzione; la descrizione accurata della linea di ancoraggio; la presenza a bordo di materiale vario come l'utensileria e le cime di ormeggio; l'età delle batterie e la specifica " (date unknown)" laddove non conosciuta). Persino l'indicazione, a proposito del circuito dell'acqua calda: "Pressurised and manual cold water in galley and pressurised cold water in heads Please note- there is currently a hot water system which is now illegal. and should be removed."
- Build
- SIGMA 36 BUILT IN 1984
Cruiser Racer yacht, designed by David Thomas and built by Marine Projects, Plymouth.
CONSTRUCTION:
Off White GRP Hull, Deck and Superstructure
Fin keel
Spade rudder
Tiller Steering
L.O.A. 36’0”
L.W.L. 34’0”
BEAM 11’6”
DRAFT 6’0”
DISPLACEMENT 11200lbs approx
IRC TCF 0.977 (year tbc) - Rig
- SLOOP RIG
Aluminum mast and spars by Kemp
Stainless steel standing rigging replaced in 2006
Rope running rigging
Slab mainsail reefing with lazy jacks
Furlex Furling Head stay
Aluminium spinnaker pole and gear
WINCHES:
Two Lewmar twin speed genoa winches
Two Lewmar twin speed spinnaker sheet winches
Twp Lewmar twin speed halyard winches
SAILS:
Main sail Paul Newell 2006
Furling Genoa Paul Newell 2006
2 Spinnakers – 1991 and 1984 - Accommodation
- SLEEPS EIGHT
One double berth and six single berths in one cabin plus the saloon
Galley equipped with: 2 burner gas stove with oven and grill, 12v fridge & stainless steel sink.
Heads compartment with marine W.C., hand basin and shower
Blue upholstery with seat cushions recently recovered
Teak joinery throughout - Machinery
- Yanmar 27hp 3 cylinder diesel engine **New 1997** with aquadrive gearbox
Sea Water cooled
Shaft drive to two blade folding prop
Last serviced December 2006
Hours runs approx 1000 July 2007
Cruising speed approx 6 knots
Maximum speed approx 7.5 knots
ELECTRICS:
2 x 12v batteries ( switched ) 2004
Charged by engine alternator and battery charger
Shore power and cable
TANKAGE:
35 gallons fuel tank
2 x 40 gallon GRP water tanks
WATER SYSTEM:
Pressurised and manual cold water in galley and pressurised cold water in heads
Please note- there is currently a hot water system which is now illegal and should be removed. - Inventory
- NAVIGATION AIDS:
2 Plastimo Steering compasses 1984 and 2004
Raymarine ST60 Log/Speed 2007
Raymarine ST60 Depth 2004
Raymarine ST60 Wind instruments 2007
2 Garmin GPSs 1995 and 2000
Furuno Radar 2005
VHF Radio 1995
Raymarine Autopilot 2005
Navtex 2000
GROUND TACKLE:
CQR anchor
Bruce Anchor
Approx 5m Chain and 45m Warp
GENERAL EQUIPMENT:
Navigation lights
2 Manual bilge pumps
Pulpit, pushpit and guardwires
Warps and Fenders
Boat hook
Boarding ladder
Impellors for Engine
Radio with cassette and CD player
Clock and Barometer
Crokery, Cutlery and Utensils
SAFETY EQUIPMENT:
2 Liferafts (service required)
Danbuoy
Lifesling
Horseshoe buoy with light
6 Lifejackets
3 Fire extinguishers (date unknown)
Fire Blanket
Flare Pack (date unknown)
Viene altresì specificato il caso in cui le informazioni sono state ricevute dal venditore: in una barca in vendita sempre su Ancasta.com ma localizzata sulla costa mediterranea della Francia c'era indicato tra i commenti del broker:
Ce descriptif technique est prepare grace aux informations
communiquees par le propriétaire. Bien que ces informations soient
presumees correctes, ce document n'est pas contractuel : Ancasta
decline toute responsabilité quant a leur exactitude. Toutes les
specifications mentionnees ci- dessus sont a prendre a titre indicatif.
Ancasta conseille vivement a tout acheteur potentiel de verifier la
conformite de ces elements et surtout de realiser une expertise du
bateau par un expert maritime agree, avant toute acquisition.
Infine, e non è il caso citato in esempio del Sigma 36, ma qualche volta anche nella pagina di inserzione è indicata la data in cui le foto sono state scattate, personalmente dal tal perito incaricato, con proprio nome e cognome.
E non manca mai per finire il "disclaimer" seguente:
- Important
- Ancasta are acting as brokers for the vendor who is not selling in the course of business unless otherwise stated. These details are prepared from information provided by the vendor and are intended only as a guide to give a fair description of the vessel but their accuracy cannot be guaranteed and they do not constitute part of any contract. A prospective buyer is strongly advised to check the particulars and to have the vessel fully surveyed by a qualified marine surveyor. Details are supplied on the understanding that all negotiations shall be through Ancasta brokerages. This vessel is offered subject to prior sale, price change or withdrawal without notice.
Sinceramente, non ho altro da aggiungere, e chiudo il post qui.
Buoni acquisti: auguro a me stesso ed a tutti non necessariamente oltreManica!
giovedì 12 novembre 2009
AZ 42 KETCH LAURENT GILES & PARTNERS by PININFARINA
Sin d’ora posso annunciare che difficilmente ci saranno barche contemporanee, e sennò il nome della rubrica non sarebbe pertinente, ma la scelta è comunque essa stessa motivata: non mi piacciono le barche contemporanee, ne scriverei solo male e per criticarle (criticandole però bene!), sarebbe gustoso farlo ma anche fine a sé stesso quindi non mi interessa farlo, eppoi non mi sento di conoscerle così bene come i modelli più attempati che vedremo, ecc ecc. Senza escludere a priori alcun cantiere, giacché le stesse produzioni comunque cambiano da un’epoca all’altra, insomma avrei poco da dire di una barca “nuova da Salone”, e lo direi male, e non sarebbe proficuo: penso che non ne parlerei male abbastanza, né con sufficiente competenza e profondità, per dissuadervi dal comprarle ugualmente se vi pare, laddove invece ci sono già le riviste patinate che riescono bene nel convincimento contrario (ed io non sono in concorrenza con loro).
Prima di tutto non mi considero all’altezza di discutere di questi argomenti, in secundis non sempre si reperiscono queste informazioni su modelli non recente nè tanto diffusi, ma poi specialmente non vorrei mai tediare i miei lettori su temi altamente tecnici; e poi, aggiungo, che do quasi per scontato che se un modello di barca merita attenzione da essere qui approfondita, questa barca probabilmente avrà già superato la prima selezione, che non può essere che quella basata sui livelli minimi di soglie di marinità e solidità, caratteristiche che personalmente ritengo primarie nelle scelte effettuate.
Parleremo invece molto di layout interni, di spazi di coperta, di disposizione delle manovre, al massimo di linee d’acqua (sicuramente dei “numeri” della barca, provando insieme ad interpretarli in modo corretto): non potendo se non presuntivamente discutere su come queste barche navigano, né come sono costruite, mi interessa provare insieme ad immaginare come queste barche debbano essere vissute. Come condotte, come armate, come stivati i viveri e mollati gli ormeggi: chiamiamola ergonomia nautica, se vi pare. Ove possibile parleremo anche del mercato dell’usato del tal modello, con qualche ipotesi o proposta di acquisto.
venerdì 6 novembre 2009
lancio una nuova rubrica: "la (vecchia) Barca della Settimana"
orsù dunque: navigando tra le mie analisi informatiche ho scoperto che avete molto gradito un post dello scorso autunno -sempre in autunno eh?-, dove (qui!) vi raccontavo di belle barche d'antan spesso passate nel dimenticatoio, citandovi il raro Samoric 41 di Mauric piuttosto che il Morgante 45 dei cantieri Biasi, o la stessa certamente più nota Orca 43, insieme a molte altre non meno degne.. ma in verità solo limitandomi ad elencarvele "bovinamente" come fosse la lista della spesa, ed al più con il condimento di qualche link a siti personali o inserzioni che sono nel frattempo -logicamente- scaduti, dunque senza una trattazione all'altezza della fama e del valore di queste "Regine del Mare". Me de dolgo e me ne dispiaccio. (ho editato quell'articolo rinnovando qualche link al volo, ma accorgendomi anche di quanto fosse incompleto già nell'elenco.. basti dire che non vi ho incluso nemmeno una barca inglese o scandinava, che vergognoso nazionalismo!!!)
Allora.. non che io mi senta in grado di prestare un giudizio per codeste "regine", prima di tutto perché lo stesso non servirebbe affatto trattandosi appunto di scafi rari ma tutt'altro che poco blasonati, però ho pensato che "condire" l'intervento con qualche dato tecnico, o qualche foto, o qualche dettaglio in particolare che renda a pieno titolo il merito che vien loro attribuito, sarebbe un aspetto oggettivamente corretto se non proprio ineludibile. "Dovere di cronaca" si chiamerebbe, ma poi si rischia per passare per giornalisti mentre invece restiamo biechi ingegneri.. poi magari se tra qualche lettore ci fosse qualcuno disposto ad aggiungerci del suo, sarebbe ancora meglio, mi son detto, e si riconoscerebbe un giusto tributo a certi nomi altrimenti destinati a passar nell'oblio, pur invecchiando sempre meglio dei rispettivi armatori!
Il fatto, per giunta, che in autunno capiti che molti di voi (noi!) si guardi intorno sulle banchine, ancora reduci dal Salone di Cannes (quello di Genova non me la sento di citarlo, perdono..) con l'acquolina ancora in bocca, e l'occhio attento e vigile ai cartelli con su scritto VENDESI, mi fa venire ancora più voglia, quasi sadicamente parlando.. e l'augurio che mi faccio è infine che questa rubrica, chissà.. magari come una lettura firmata Malingri recentemente apparsa sul Giornale della Vela sullo stesso tema, non faccia venir voglia a qualcheduno di voi di mettersi in casa un solido scafo di trent'anni, e l'entusiasmo di riportarlo alla sua condizione di "regalità"
stay tuned
sabato 31 ottobre 2009
a malincuore, ma vendiamo
..il "Top" ci ha soddisfatto e mi soddisfa ancora appieno, si è comportato sempre in maniera esemplare, infondendo a tutti noi una sensazione di sicurezza in navigazione -prima di tutto- in ogni condizione, che ci ha spinto a farci lunghi giri e tante miglia.. ma la verità è anche che il pargolame cresce, a dismisura...
non ce ne sono altri in programma, nè "in forno"!!! ..metto le mani avanti.. ma già questi due zucconi di mozzi si ingigantiscono ogni giorno che passa, e dar loro un pò di spazio in più per i giochi a bordo, e far trascorrere meglio il loro tempo in navigazione, è già oggi auspicabile.. (ed è altresì plausibile anche regalare un pò di intimità in più ai genitori!)
insomma.. senza ancora sapere cosa, ma forse -vendendo il Topkapi- un "qualcosa" di più abitabile quanto a spazi di bordo farebbe al caso nostro ..le offerte di barche usate in vendita si sprecano, questa nostra insieme alle altre dunque.. se qualcuno se ne innamora come è successo a me "a prima vista" e se dimostra decisione nel prendere in mano questo cavallino di razza.. me ne separerei, e sarei pronto ad imbarcarmi in una nuova avventura.
Ho inserito l'annuncio di vendita in calce al blog. ..fate girare, grazie a tutti.
mercoledì 28 ottobre 2009
inglese, marina, disponibile per singoli o coppie (possibilmente sportivi) - SIGMA 33
martedì 27 ottobre 2009
comprare una barca in Dollari USA
Cominciamo: Un genovese mi ha invitato a visitare un sito di imbarcazioni usate, simile a yachtword, anzi la barca si poteva trovare anche li. Scelta la barca sulla base delle dotazioni, anno ecc. contatto un italo-americano, un broker. Questo broker non aveva direttamente la barca e si rivolge ad un altro broker che la vende per conto di privati. Forse un errore non essermi rivolto direttamente a chi ha ricevuto l'incarico di vendere avrei risparmiato un passaggio, ma con mia sorpresa l'italo-americano con il quale ero già entrato in confidenza mi chiede di fare un'offerta con un notevole ribasso. Quindi è lui che tratta la barca e riesce a spuntare alla fine un prezzo davvero interessante. Fino a questo punto un piccolissimo impegno economico con fotocopia di un documento personale. Decido di fare periziare la barca ed incarico un perito esperto. Per la folle somma di 350 USD mi viene inviata una perizia giurata e numerose immagini.
Scopro che le imbarcazioni Catalina sono tutte certificate Ce all'origine ma non vengono marcate quelle per il mercato interno. Mi informo e mi dicono che devo effettuare la marcatura CE e per l'esattezza ho bisono di una certificazione post construction. Istituto Giordano, Rina ed altri da me contattati mi offrono questa certificazione in italia con una somma che va dai 5 ai 7 mila euro. Di fronte alle difficoltà il broker italo-americano si offre di restituirmi la piccola caparra iniziale. Insisto e decido di fare eseguire negli USA la certificazione CE che viene pagata solo 3.500 USD. A questo punto ho una perizia e tutte le prove eseguite per la certificazione (prove di sbandamento ecc.). Adesso sono nel ballo e devo ballare.
Scelgo di saldare e di organizzare il trasporto fino a casa. E' sempre il mio broker che si occupa della documentazione e dell'organizzazione del trasporto. Io ho solo affittato dall'italia un carro e pagato il viaggio da porto a porto. Alla luce dell'esperienza conviene Dochwise (navi affondanti) costa parecchio ma se si considera il trasporto su ruota, la preparazione, la culla ecc. non è che si risparmi poi tanto. Ho scelto questo tipo di trasporto anche perchè nella mia città per riarmare mi muovo meglio. Con Dochwise lo sbarco è Genova. Olbia o Taranto una volta l'anno. (Il trasporto su nave float on/off costava un botto e comunque in questa maniera ho avuto la barca a casa dove tutto è più semplice..)
Per concludere molti amici sono partiti per la Grecia o la Croazia per cercare barche ed hanno solo perso tempo e denaro, tanto denaro in alberghi viaggio ecc. Se il dollaro ritorna ad essere favorevole con un po di coraggio si possono fare ottimi affari, purchè si scelga una barca sulla costa atlantica.
Credo di avere risparmiato un bel po' di quattrini, rapportando ai prezzi che ho visto in giro. Non è stato semplice organizzare tutto da casa (qualche telefonata e numerose email). Sono soddisfatto perchè ho acquistato un 36 piedi con spazi degni di un 40, eccezionali le finiture, assemblaggi, materiali, impianto elettrico. La barca è un 2001 ed ha navigato un mese l'anno uniproprietario. Sono riuscito a trovare un sito dove i vecchi proprietari hanno creato un diario dei loro viaggi e da li ho potuto conoscere tutto della barca (esempio sartie e serbatoio nafta sostituiti un anno fa).
Qualitativamente parlando e soprattutto considerando che non sei tu a scegliere la barca ma la barca a scegliere te, come dice qualcuno, lo rifarei subito anche perchè ha superato le aspettative. Bisogna considerare che è arrivata con un mare di ricambi, radar, 4 pannelli solari, barbeque, gru per tender, autopilota, timone a vento, ecc
E' chiaro che la barca l'ho pagata con un cambio estremamente favorevole. comunque se dovessi rifare l'operazione alla luce dell'esperienza maturata sicuramente farei meglio, più velocemente e forse risparmierei ancora soldi.
I problemi, riepilogando:
1) Certificazione CE (fatta in america da una compagnia autorizzata è costata meno della metà di quanto mi avevano chiesto in Italia.
2) il vero problema è il trasporto, se organizzato bene si può risparmiare tanto, qualche problema l'ho avuto.
3) su un carro da 40' la barca fortunatamente ci stava e quindi ho abbattuto i costi. Certo mi hanno fatto pagare caro i pochi chilometri su ruota ed il rizzaggio, se c'è un'interessato in loco si può risparmiare tanto.
4) Per l'acquisto mi sono rivolto ad un Brokers americano che ha trattato il prezzo riuscendo a strappare un ulteriore sconto di 12.000 USD, che comunque poi ho speso per preparazione certificazioni ed altro:
http://www.yachtworld.com/azzurromare/
Va bene anche http://www.yachtworld.com/core/listing/advancedSearch.jsp
E' importante il contatto e l'affidabilità del Broker. Il mio contatto in Florida:
IMSC Inc. / International Marine Sales & Consulting
1700 NE 63rd Court
Fort Lauderdale, Florida 33334
954.491.7860 O
954.491.6035 F
954.675.0870 C
http://www.IMSCUS.com
OCCHIO.... è un italo-americano furbone :-))))). Sa fare molto bene il suo lavoro..
Vediamo di rispondere a qualche domanda:
1) certificazione CE. Dal cantiere Catalina le barche escono tutte marcate CE, ma se la barca è usata necessita comunque, per l'importazione la "Certification post construction assesment". Questa ispezione con relativa certificazione è stata eseguita negli USA dalla CeProf con un costo di 3400 USD contro i 6.000 - 7000 euro richiestimi in italia.
2) Nessun problema per la dogana bisogna presentare soltanto la certificazione CE e la fattura di acquisto + ovviamente i documenti di trasporto. Su questa si paga l'IVA. Il costo delle spese doganali è ridicolo.
3) La vera difficoltà è trovare un trasportatore che ti prepara la barca (invaso, telo, trasporto all'mbarco ecc) e la imbarca. Qui si rischia di spendere parecchio.
4) Dochwise ha navi affondanti che te la prendono così com'è senza smontare nulla e te la portano a Genova, Civitavecchia, Sardegna e qualche volta a Taranto. I costi sono alti (a seconda della stagione e delle promozioni da 25.000 USD a 16.000 USD.)
5) In italia ti romperanno le b....le per l'immatricolazione........ ma in belgio è presto fatta.
6) E' importante cercare la barca sulla costa atlantica per risparmiare i costi di trasporto, possibilmente un porto ben servito.
7) importante affidarsi ad un buon broker locale. Si invia un offerta (chiaramente al ribasso con la fotocopia di un documento di identità; se si conclude l'affare, un anticipo e successivamente, prima che il brokers possa mettere mano sull'imbarcazione, il saldo. A quel punto giacchè la barca è tua, fino all'imbarco assicurazione e patti chiari con il broker per la guardiania e l'ormeggio fino ad imbarco avvenuto .
Il broker nel mio caso è stato fondamentale sia per ottenere un notevole ribasso sul prezzo (ha ottenuto due ribassi consecutivi) ma soprattutto per la preparazione ed il trasporto all'imbarco. Credetemi non è stato facile organizzare tutto da casa. Mi sono ritrovato con una barca mia un carro noleggiato e pronto sotto la nave ed una nave in partenza per il giorno e l'ora indicata. Tutto doveva essere organizzato per non perdere il treno e non avere nessuna difficoltà.
UN CONSIGLIO: PIANIFICARE TUTTO PRIMA E NEI DETTAGLI.
Benissimo le navi che fanno il trasporto su ponte senza smontare nulla.
Anche l'opzione di fare la traversata è stata presa in considerazione, ma
1) In ottobre è la stagione di tifoni
2) questa sarebbe costata comunque un botto (chi lo fa per lavoro si fa pagare e bene)
3) Avrebbe comportato tre mesi di stop nella mia attività, e questo ha un costo (non sono pensionato e non faccio lo skipper di professione)
4) Cambusa soste ecc. anche quelle hanno un costo
Certamente sarebbe rimasta la soddisfazione di una traversata atlantica, che comunque non mi sarei sentito di fare senza prima avere controllato minuziosamente la barca.
Sul fatto di avere comprato "a scatola chiusa", ho ragionato pensando che un viaggio negli USA avrebbe avuto comunque un costo e non avrebbe risolto il problema giacchè le mie capacità di valutazione non vanno sicuramente oltre le prove ed i test fatti dai periti, pur credendo di non essere comunque completamente "bianco".
Per concludere posso solo dire che la barca non l'ho mai vista ma conoscevo tutta la storia e la vita anno per anno. Ho avuto in mano una perizia capillare fatta negli USA per la somma complessiva di 340 USD ed una seconda perizia fatta dall'ente certificatore in occasione della certificazione CE (anche questa serissima con prove di sbandamento, prove in mare ed ispezione esterna).
Non ho mai avuto l'impressione che qualcuno mi prendesse per i fondelli ma anzi ho trovato serietà ed estrema professionalità.
Devo dire che per uno con la mia mentalità è stato difficilissimo adeguarsi e fidarsi ( mi sono dovuto violentare). In definitiva non si sognano nemmeno di darti una fregatura. Capisco che per un italiano è difficile da pensare ma è così, almeno nel mio caso.
La barca è arrivata in perfette condizioni ed a bordo non solo non mancava uno spillo ma pensa, solo per darti un'idea, che ho trovato un mare di ricambi ed almeno 1000 euro di bulloneria in acciaio inox che chiunque avrebbe potuto sottrarre e certamente non ne avrei saputo nulla.





