credetemi....!
bARCa bIsBetiCa con cIURmA fAmEliCA: quotidianità di famiglie a vele spiegate. Il diario dei nostri "sogni in mezzo al mare"... tra letteratura di bassa lega, geografia pelosa, visioni mistiche, cheek to cheek, uccellini che cinguettano, cibo, musica e poesia.
"Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?" (Joseph Conrad)
lunedì 10 agosto 2009
venerdì 7 agosto 2009
le ferie di Charlie2 (..segue..)
24/6 GIORNO SETTE - Silba (baia Sv. Ante) - Berguglie, isola di Molat (14 mgl. tutte a vela)
Stavolta tocca separarci dal Tellina: almeno provvisoriamente, e solo per una notte, ma il rifornimento di acqua che non facciamo dalla partenza è una necessità, e mi spiace comunicare a Simone che per stanotte non saremo vicini. Peraltro, vista l'intenzione di Miran di raggiungere Sakarun sul lato esterno di Dugi Otok e dare il via alle attività balneari rimanendo fermo per qualche giorno, decido di portarmi fino a Berguglie dove trovare l'acqua, e quindi raggiungere il Tellina il giorno seguente, a Sakarun o altrove in zona, all'altezza delle "Sette Bocche" se decidessimo tutti di spostarci più a Sud.
Partiamo comunque comodamente, concedendoci un altro bagno dopo aver mollato le cime al Tellina, e trovando subito un bel vento piacevole da Nord subito fuori dalla baia: mandiamo a riva tutta la tela finalmente, ed al gran lasco con mure a dritta puntiamo verso il passaggio tra Skarda e Isto, quindi una volta superato quello, ingaggiamo i vari isolotti sparsi laggiù strambando solo dietro Trameska, solo per non inoltrarsi troppo verso il mare aperto.
Tutta timonando a mano. Ho riprovato a dare la barra a Charlie2, fiducioso che il controllo, la pulizia e la verifica del giorno prima fossero serviti a qualcosa, per ammettere invece d'essere stato tutto inutile. Non vuole saperne di recuperare il pistone, e mi tocca metterlo via clamorosamente. Sono molto contrariato della cosa, non mi spaventa in sè tenere la barra, so bene di non essere un buon timoniere e per questo di solito mi servo dell'automatico, peraltro la necessità di timonare rappresenta un ottima occasione di imparare a farlo bene, finalmente. Mi stufa semmai la prospettiva di doverlo fare per un mese almeno, continuativamente, per non dire del fatto che la cosa non mi rende affatto autonomo (ho l'amantiglio e le borose dei terzaroli all'albero, quindi tutte le manovre sulla randa richiedono sul Topkapi che si esca dal pozzetto): non solo, pertanto, dovrò sempre servirmi dell'aiuto di Daria durante le manovre di issata o ammainata, almeno per tenere la barra al centro, ma in più non potrò mai collaborarla negli affari di bordo o nel "governo" dei bimbi, rimanendo vincolato al timone durante la navigazione. Brutto affare insomma. Non auguro per nulla "buone ferie" al pilota, ma non lo mando neppure al diavolo pensando allo sporco lavoro che ha fatto -molto bene- nel Quarnaro, che mi pare sia stato un ottimo congedo da parte sua! Resta da capire se si tratta di ferie, o pensionamento.. si sarebbe comunque messo a riposo con l'onore delle armi.
In compenso, con l'occasione, anche Daria si dedica al timone, e nello slalom tra le isole a ovest di Molat si distingue come un ottimo timoniere, mentre io gioco con i piccoli alle macchinine; doppiamo la punta SW di Molat dopo esserci bevuti -al lasco, da sopravento- il solito Bavaria di turno, stavolta un 32 portato veramente male, e svoltati nel mare interno di Molat puntiamo al molo del paese stringendo l'andatura a vela fino alla bolina. Si va su a meraviglia con due bordi secchi, e mi fa specie sapere che Sonia e Giorgio del Boiled Fish hanno passato qui i giorni scorsi bloccati per ben tre giorni a causa del maltempo, perché i colori del cielo e del verde isolotto davanti al paese sono oggi a dir poco scintillanti.
Ormeggiamo in banchina all'inglese, prendendo il primo posto del molo all'interno del porticciolo, con un "guest" dell'isola tanto volenteroso nel venire a prenderci le cime quanto sprovveduto (non solo non sapeva dirmi quanto fondo ci fosse, ma pure ci ha passato sul momento una tirella "finta"!); alla fine non entrare di prua è stato un bene e la manovra d'accosto benché improvvisata è risultata chirurgica, visto il fondale che degrada velocemente verso l'interno del porto. La sciura "ormeggiatrice" si presenterà con tanto di bastone e marito ultra-ottantenne solo più tardi, appena per riscuotere le 135 kn richieste, con corrente e acqua razionata (100 litri inclusi, ma non sono fiscali nel conteggio una volta aperto il rubinetto).
Facciamo la spesa al piccolo ma fornito shop, prenotando pane a volontà per l'indomani anche per conto del Tellina, poi andiamo da "Janko" a prendere una birra fresca sotto alla pergola e fare anche una partita a biliardo; specialmente ci procacciamo la cena reperendo presso un pescatore intento a rammendare le reti una splendida scarpena da 800gr., ottima benché non proprio regalataci (a 310kn al kilo): ci faremo almeno primo e secondo, cucinata a brodetto, innaffiando il tutto per bene con la prima bottiglia di prosecco ghiacciato. Ci scappa anche il primo sigaro in pozzetto dopo cena, e finalmente dopo l'Istria, le secchiate d'acqua dolce e salata, la bora ed il Quarnaro, mi sento finalmente in vacanza.
Miglia percorse 14 (totali 138)



23/6 GIORNO SEI: Lussino (Artatore) - Silba, baia Sv. Ante (20mgl, 5h. vela ca.)
Il programma originario prevedeva di fermarsi ancora a Lussino, magari spostandosi in paese per effettuare un pò di rifornimenti, specialmente visto il tempo che pare migliorare quanto a vento, rimasto da NE ma assai debole, ma rimanendo ancora coperto; il Tellina però, fedele al motto che con il tempo cattivo è meglio navigare, scalpita per muoversi ed alla loro partenza Simone si oppone "rumorosamente" e mi tocca in tutta fretta riprendermi dal torpore del mattino, e preparare immediatamente la barca per partire a nostra volta, abbinandoci a loro. Ci diamo come meta Ist, per consentirci di caricare acqua a bordo, ma si sa come vanno queste cose, ed allora dopo una bella veleggiata con una tramontana che ci spinge tranquilla al lasco e senza onde fino alla punta N di Premuda, si decide di deviare verso Silba, quanto meno per una sosta pranzo alla baia di S.Antonio. Dopo pranzo il tempo però si schiarisce per bene, i colori della baia sono splendidi e la voglia di navigare presto passa a tutti, quindi manderemo al diavolo il rifornimento di acqua, e stabilite le dovute economie a bordo decidiamo di non spostarci per la notte dall'ottimo gavitello che abbiamo preso, "in condominio": anzi, i gabellieri del posto si dimostrano gentili, e per una birra extra ci offrono un costo della boa a forfait per 150kn complessive, conteggiando una lunghezza complessiva di 15 metri per le nostre due barche abbinate. Stabilito il programma serale ci diamo al riposo, mettendo in acqua i tenderini e raggiungendo subito la spiaggetta per una passeggiata, e poi anche decidendo di raggiungere il paese a piedi per una passeggiata che sgranchisca le gambe a tutti, percorrendo lo splendido sentiero che la collega attraverso la macchia mediterranea.
A parte il gelato per i bimbi e la birrozza per gli adulti al baretto sul molo del porto cittadino, passeremo anche a prendere dell'ottima frutta e verdura fresca presso la signora della bancarella di fronte alla chiesa, peccato solo che il pane fresco alla pekara del paese sia già finito.
Cena a bordo tra ottimi auspici, dato che il cielo pare si sia definitivamente schiarito e la notte stellata invita finalmente a promettere soste balneari ai più piccoli degli equipaggi.
Nota bene: sono iniziate le ferie di Charlie2!!! Appena all'uscita da Lussino lo chiamo alla barra ma questo si rifiuta.. il pistone spinge ma pare non riesca invece a recuperare la barra.. sul momento lo tolgo via e tengo a mano la barra fino a destinazione, poi arrivati in baia l'ho smontato e provato da aperto in compagnia di Miran: tutto pare a posto, almeno apparentemente, nel senso che il motore gira bene. Certamente sarà necessario testarlo domani in navigazione...
In compenso è la luce di fonda che non sembra dare segni di vita: ho provato a sostituire la lampada al neon verificando che non è bruciata, qualcosa pertanto deve essere successo sul circuito.. staremo al buio all'ormeggio dunque, ottima occasione per ridurre l'inquinamento luminoso e risparmiare le batterie di bordo!
Miglia percorse 20 (totali 124)


Stavolta tocca separarci dal Tellina: almeno provvisoriamente, e solo per una notte, ma il rifornimento di acqua che non facciamo dalla partenza è una necessità, e mi spiace comunicare a Simone che per stanotte non saremo vicini. Peraltro, vista l'intenzione di Miran di raggiungere Sakarun sul lato esterno di Dugi Otok e dare il via alle attività balneari rimanendo fermo per qualche giorno, decido di portarmi fino a Berguglie dove trovare l'acqua, e quindi raggiungere il Tellina il giorno seguente, a Sakarun o altrove in zona, all'altezza delle "Sette Bocche" se decidessimo tutti di spostarci più a Sud.
Partiamo comunque comodamente, concedendoci un altro bagno dopo aver mollato le cime al Tellina, e trovando subito un bel vento piacevole da Nord subito fuori dalla baia: mandiamo a riva tutta la tela finalmente, ed al gran lasco con mure a dritta puntiamo verso il passaggio tra Skarda e Isto, quindi una volta superato quello, ingaggiamo i vari isolotti sparsi laggiù strambando solo dietro Trameska, solo per non inoltrarsi troppo verso il mare aperto.
Tutta timonando a mano. Ho riprovato a dare la barra a Charlie2, fiducioso che il controllo, la pulizia e la verifica del giorno prima fossero serviti a qualcosa, per ammettere invece d'essere stato tutto inutile. Non vuole saperne di recuperare il pistone, e mi tocca metterlo via clamorosamente. Sono molto contrariato della cosa, non mi spaventa in sè tenere la barra, so bene di non essere un buon timoniere e per questo di solito mi servo dell'automatico, peraltro la necessità di timonare rappresenta un ottima occasione di imparare a farlo bene, finalmente. Mi stufa semmai la prospettiva di doverlo fare per un mese almeno, continuativamente, per non dire del fatto che la cosa non mi rende affatto autonomo (ho l'amantiglio e le borose dei terzaroli all'albero, quindi tutte le manovre sulla randa richiedono sul Topkapi che si esca dal pozzetto): non solo, pertanto, dovrò sempre servirmi dell'aiuto di Daria durante le manovre di issata o ammainata, almeno per tenere la barra al centro, ma in più non potrò mai collaborarla negli affari di bordo o nel "governo" dei bimbi, rimanendo vincolato al timone durante la navigazione. Brutto affare insomma. Non auguro per nulla "buone ferie" al pilota, ma non lo mando neppure al diavolo pensando allo sporco lavoro che ha fatto -molto bene- nel Quarnaro, che mi pare sia stato un ottimo congedo da parte sua! Resta da capire se si tratta di ferie, o pensionamento.. si sarebbe comunque messo a riposo con l'onore delle armi.
In compenso, con l'occasione, anche Daria si dedica al timone, e nello slalom tra le isole a ovest di Molat si distingue come un ottimo timoniere, mentre io gioco con i piccoli alle macchinine; doppiamo la punta SW di Molat dopo esserci bevuti -al lasco, da sopravento- il solito Bavaria di turno, stavolta un 32 portato veramente male, e svoltati nel mare interno di Molat puntiamo al molo del paese stringendo l'andatura a vela fino alla bolina. Si va su a meraviglia con due bordi secchi, e mi fa specie sapere che Sonia e Giorgio del Boiled Fish hanno passato qui i giorni scorsi bloccati per ben tre giorni a causa del maltempo, perché i colori del cielo e del verde isolotto davanti al paese sono oggi a dir poco scintillanti.
Ormeggiamo in banchina all'inglese, prendendo il primo posto del molo all'interno del porticciolo, con un "guest" dell'isola tanto volenteroso nel venire a prenderci le cime quanto sprovveduto (non solo non sapeva dirmi quanto fondo ci fosse, ma pure ci ha passato sul momento una tirella "finta"!); alla fine non entrare di prua è stato un bene e la manovra d'accosto benché improvvisata è risultata chirurgica, visto il fondale che degrada velocemente verso l'interno del porto. La sciura "ormeggiatrice" si presenterà con tanto di bastone e marito ultra-ottantenne solo più tardi, appena per riscuotere le 135 kn richieste, con corrente e acqua razionata (100 litri inclusi, ma non sono fiscali nel conteggio una volta aperto il rubinetto).
Facciamo la spesa al piccolo ma fornito shop, prenotando pane a volontà per l'indomani anche per conto del Tellina, poi andiamo da "Janko" a prendere una birra fresca sotto alla pergola e fare anche una partita a biliardo; specialmente ci procacciamo la cena reperendo presso un pescatore intento a rammendare le reti una splendida scarpena da 800gr., ottima benché non proprio regalataci (a 310kn al kilo): ci faremo almeno primo e secondo, cucinata a brodetto, innaffiando il tutto per bene con la prima bottiglia di prosecco ghiacciato. Ci scappa anche il primo sigaro in pozzetto dopo cena, e finalmente dopo l'Istria, le secchiate d'acqua dolce e salata, la bora ed il Quarnaro, mi sento finalmente in vacanza.
Miglia percorse 14 (totali 138)
23/6 GIORNO SEI: Lussino (Artatore) - Silba, baia Sv. Ante (20mgl, 5h. vela ca.)
Il programma originario prevedeva di fermarsi ancora a Lussino, magari spostandosi in paese per effettuare un pò di rifornimenti, specialmente visto il tempo che pare migliorare quanto a vento, rimasto da NE ma assai debole, ma rimanendo ancora coperto; il Tellina però, fedele al motto che con il tempo cattivo è meglio navigare, scalpita per muoversi ed alla loro partenza Simone si oppone "rumorosamente" e mi tocca in tutta fretta riprendermi dal torpore del mattino, e preparare immediatamente la barca per partire a nostra volta, abbinandoci a loro. Ci diamo come meta Ist, per consentirci di caricare acqua a bordo, ma si sa come vanno queste cose, ed allora dopo una bella veleggiata con una tramontana che ci spinge tranquilla al lasco e senza onde fino alla punta N di Premuda, si decide di deviare verso Silba, quanto meno per una sosta pranzo alla baia di S.Antonio. Dopo pranzo il tempo però si schiarisce per bene, i colori della baia sono splendidi e la voglia di navigare presto passa a tutti, quindi manderemo al diavolo il rifornimento di acqua, e stabilite le dovute economie a bordo decidiamo di non spostarci per la notte dall'ottimo gavitello che abbiamo preso, "in condominio": anzi, i gabellieri del posto si dimostrano gentili, e per una birra extra ci offrono un costo della boa a forfait per 150kn complessive, conteggiando una lunghezza complessiva di 15 metri per le nostre due barche abbinate. Stabilito il programma serale ci diamo al riposo, mettendo in acqua i tenderini e raggiungendo subito la spiaggetta per una passeggiata, e poi anche decidendo di raggiungere il paese a piedi per una passeggiata che sgranchisca le gambe a tutti, percorrendo lo splendido sentiero che la collega attraverso la macchia mediterranea.
A parte il gelato per i bimbi e la birrozza per gli adulti al baretto sul molo del porto cittadino, passeremo anche a prendere dell'ottima frutta e verdura fresca presso la signora della bancarella di fronte alla chiesa, peccato solo che il pane fresco alla pekara del paese sia già finito.
Cena a bordo tra ottimi auspici, dato che il cielo pare si sia definitivamente schiarito e la notte stellata invita finalmente a promettere soste balneari ai più piccoli degli equipaggi.
Nota bene: sono iniziate le ferie di Charlie2!!! Appena all'uscita da Lussino lo chiamo alla barra ma questo si rifiuta.. il pistone spinge ma pare non riesca invece a recuperare la barra.. sul momento lo tolgo via e tengo a mano la barra fino a destinazione, poi arrivati in baia l'ho smontato e provato da aperto in compagnia di Miran: tutto pare a posto, almeno apparentemente, nel senso che il motore gira bene. Certamente sarà necessario testarlo domani in navigazione...
In compenso è la luce di fonda che non sembra dare segni di vita: ho provato a sostituire la lampada al neon verificando che non è bruciata, qualcosa pertanto deve essere successo sul circuito.. staremo al buio all'ormeggio dunque, ottima occasione per ridurre l'inquinamento luminoso e risparmiare le batterie di bordo!
Miglia percorse 20 (totali 124)
giovedì 6 agosto 2009
le ferie di Charlie2 (..segue..)
22/6 GIORNO CINQUE: Veruda - Lussino, baia Artatore (37 mgl, 6h. vela)
Alla sveglia si procede subito con un nuovo sbarco a terra a riprendere il pc a casa dei villeggianti croati, e per ricambiare alla gentilezza ed al disturbo, dato che ci avevano lasciato la porta aperta di casa per entrare liberamente, decidiamo di lasciare al posto del personal computer in ricarica un pacco di penne Barilla da 1 kg., con un messaggio di ringraziamento scritto su un post-it incollato sopra! ..tornati in barca e preparato tutto, ci avvicianiamo agli amici sloveni attendendo che anche loro si preparino (Miran sta ultimando di radersi beatamente seduto sulla plancetta di poppa); lasciamo a motore la baia e constatiamo quindi che appena fuori c'è un vento fresco da NE ma che non supera la dozzina di nodi, tanto che sia il Tellina che noialtri decidiamo di dare tutta tela (noi con qualche impiccio, dato che sul momento avevo dimenticato di liberare le borose dei terzaroli, ancora presi dal giorno prima). Ci dirigiamo insomma verso il faro di Porer in condizioni pressoché ottime, benché il cielo sia coperto e minacci pioggia, al punto che decido già di indossare la cerata.
Al traverso del faro il vento è decisamente cresciuto, ma non è niente di preoccupante (non ancora.. come al solito), viene da bora quindi è un traverso-quasi lasco, ce ne saranno 15/20 nodi e specialmente il mare appare abbastanza maneggevole, al che dopo un rapido conciliabolo per radio sul ch77 decidiamo di traversare per rotta 120° dritti sulla punta SW di Unjie. Rimango solo in pozzetto a gustarmi l'aria fresca, indosso anche una felpa sotto alla cerata e lascio che il pilota Charlie2 si goda queste ore di "veleggiata"; tutto bene se non fosse che il vento, e conseguentemente il mare, inizino a crescere via via che ci inoltriamo per il canale: i 20 nodi di bora diventano presto 25, e già che paiono anche abbondare riduco tutto, prendendo (nuovamente) subito le due mani di terzaroli alla randa e dimezzando il genoa; ma, nuovamente, procedendo verso centro canale le condizioni peggiorano alquanto, con il vento che si stabilizza più intorno ai 30 nodi, che passeranno presto anche a 35 laddove anche il mare inizia a gonfiarsi: verso centro canale soffia che è una meraviglia, polverizzando l'acqua che mi arriva in faccia quando più dolce dal cielo, quando più salata dagli spruzzi, però le onde, che non superano i 2 metri, non arrivano quasi mai a centro barca ma vengono più al giardinetto di sinistra, ed il Topkapi fila veramente liscio sull'acqua fendendo i flutti. Il log segna ormai 7 nodi fissi, e con Charlie2 fermo e deciso alla barra non perdiamo un solo grado, quasi non sembriamo conoscere scaroccio alcuno, e quando prendiamo l'onda più in poppa voliamo in planata a oltre gli 8 nodi. Ad un certo punto vorrei anche ridurre un pò il fiocco, non vedo più il Tellina davanti a noi in mezzo al muro di acqua e di vento che ci precede a prua, ma ci sono molte barche in giro e la cosa mi incoraggia tanto, salvo notare che i più hanno per l'appunto una velatura molto ridotta rispetto alla nostra, in particolare tre Bavaria 40 (presumibilmente in flottiglia) che ci navigano due sopravento e l'altro parecchio sottovento verso il largo, ma tutti soltanto con un fiocchetto da tempesta a prua. Il tentativo di ridurre il genoa peraltro va a vuoto, provo un paio di volte ma la cimetta pare bloccata e di andare a prua con questo tempo proprio non se ne parla, sono già saldamente assicurato con la cintura in pozzetto, e da li non mi smuovo nemmeno per tutte le life-line del mondo! Al che pesco il jolly e decido genialmente di allascare un pelo -o due- la scotta del genoa: la vela di prua del Topkapi ha la bugna bella alta, allora non potendolo ridurre di più, ed agendo anche sul punto di scotta, gli conferisco una bella forma da yankee, alto e panciuto. Scelta azzeccata: con quel profilo la barca mi sviluppa una potenza inaudita a prua, e mentre vedo i tre Bavaria lottare contro i flutti, sballonzolando, ingavonandosi e mettendo spesso la prua in acqua, (immaginandosi con quale confort di navigazione, sopra e sottobordo), apprezzo il Topkapi che invece sta dritto sull'acqua come una spada, anzi direi meglio una sciabola con la punta all'insù, scivolando sull'acqua con la prua asciutta a spaccare l'onda come un coltello che tagliasse il burro: iniziamo a surfare sul filo degli 8 nodi con continuità e con quel passo vedo i tre bavarioni sempre più vicini, al punto che quelli sopravento presto non li vedrò più sulla mia poppa, mentre l'altro che da sottovento si stava impiccando in una bolina strettissima per rientrare sottocosta, lo passerò un attimo dopo di vedere la mia prua tagliare la sua scia, a pochissimi metri, con una facilità davvero strabiliante. Tanto che da bordo mi hanno guardato in maniera un attimino esterrefatta, penso sentendosi più a bordo di uno scoglio doppiato da un incrociatore, che di una barca a vela di 40 piedi. Diciamo.. ;-)
Con qualche strizza sottobordo da parte dell'equipaggio che vedeva trafilare acqua salata negli stipetti, inevitabile con questo mare e con candelieri ultra-trentenni, traversiamo su Unjie a tempo di record, sempre con Charlie2 alla barra ed il Comandante comodamente rizzato ed assicurato in pozzetto, sempre più infreddolito (quasi tremavo dal freddo!!!) rimpiangendo il Murphy&Nye invernale che -nonostante un mio timido diniego- Daria mi aveva ordinato di sbarcare per far spazio nell'armadio, e perciò lasciato colpevolmente a friggersi dentro l'autovettura parcheggiata a Caorle. Mi sarebbe anche piaciuto avere uno spray-hood o meglio ancora un parabrezza stile HR o Najad, e perché no pure uno scafandro per la macchina digitale, per fare qualche filmino di quelli di solito molto gettonati su youtube, ma mi sono solo dovuto accontentare di pregare i Santi protettori dei marinai, che queste 20 e rotte miglia finissero presto. Accontentato infine, ma non più di tanto, perché in meno di tre ore dal faro siamo a Unjie ma li non s'entra, perché risalire contro vento verso il paese o le baie a est è impossibile, quindi tocca allungare strada e strazio, e si decide per radio di allungarci fino a Lussino. Sotto Unjie e le Canidole, peraltro, si gode del ridosso offerto dalle isole e non solo il mare si calma un bel pò, ma pure la mia media va abbassandosi (ed allascando la rotta per seguire la costa, con l'apparente che gira al giardinetto, vedo anche i tre bavarioni rinvenirmi addosso da poppa..).
Alla fine entriamo a Lussino senza fatica, trovando il Tellina già all'ancora ed accostando comodamente alla loro murata destra; Miran mi prende le cime e poi viene a bordo aiutandomi a risolvere il problema all'avvolgifiocco, dopo che avevo arrotolato quel che avevo aperto del genoa in una specie di salsicciotto, lavorando con le due scotte impazzite con le bugne ad altezza di naso. Una volta riaperto il fiocco, quasi senza più vento sotto costa in fondo al fiordo, abbiamo constatato che avevo erroneamente dimenticato di passare la scottina dell'avvolgifiocco nel guidafilo, la sera che a Rovigno l'avevo tutta estratta dal tamburo, e pertanto s'era solo creato un piccolo imbroglio.. insomma: via la scotta nuovamente dal tamburo, ripassata dentro poi correttamente, e con una ennesima ripassatina di Svitol al tamburo ho risolto una volta per tutte questi problemi di srotolamento, mai più avuti nel mese seguente!
Dopo un pranzo veloce rassettiamo la barca ovviamente in condizioni penose dopo una navigazione così, e finalmente ci concediamo un meritato pomeriggio di relax, con i quattro bimbi che con le barche affiancate sono liberi di passare dall'una all'altra e di stare insieme come più aggradava loro (un cartone animato su una barca, la merenda a base di budino al cioccolato sull'altra, poi di nuovo sulla prima a saltellare sul tender rizzato sottosopra in coperta), e specialmente con i genitori finalmente liberi di parlottare per conoscerci un pò meglio, piuttosto che leggiucchiare, scrivere, mangiare crepes alla Nutella (sottratte alla prole) e persino dormire (mamma Daria con Francesco).
Andremo avanti così fino a sera e non ci sarà occasione migliore per conoscerci tutti meglio, e capire d'aver costituito, peraltro casualmente, una bellissima mini-flottiglia, e che quest'esperienza di navigare insieme sarà bene portarla avanti il più a lungo possibile: Miran e Veronika sono simpatici ma specialmente molto interessanti, due splendide persone la cui compagnia è piacevole e la conversazione molto stimolante; le loro tre bambine sono bellissime ma specialmente giocano con Simone come si conoscessero tutti e quattro da sempre, eppure non si capiscono nemmeno quanto a linguaggio. I bambini sono favolosi.
Miglia percorse 37 (totali 104)
Alla sveglia si procede subito con un nuovo sbarco a terra a riprendere il pc a casa dei villeggianti croati, e per ricambiare alla gentilezza ed al disturbo, dato che ci avevano lasciato la porta aperta di casa per entrare liberamente, decidiamo di lasciare al posto del personal computer in ricarica un pacco di penne Barilla da 1 kg., con un messaggio di ringraziamento scritto su un post-it incollato sopra! ..tornati in barca e preparato tutto, ci avvicianiamo agli amici sloveni attendendo che anche loro si preparino (Miran sta ultimando di radersi beatamente seduto sulla plancetta di poppa); lasciamo a motore la baia e constatiamo quindi che appena fuori c'è un vento fresco da NE ma che non supera la dozzina di nodi, tanto che sia il Tellina che noialtri decidiamo di dare tutta tela (noi con qualche impiccio, dato che sul momento avevo dimenticato di liberare le borose dei terzaroli, ancora presi dal giorno prima). Ci dirigiamo insomma verso il faro di Porer in condizioni pressoché ottime, benché il cielo sia coperto e minacci pioggia, al punto che decido già di indossare la cerata.
Al traverso del faro il vento è decisamente cresciuto, ma non è niente di preoccupante (non ancora.. come al solito), viene da bora quindi è un traverso-quasi lasco, ce ne saranno 15/20 nodi e specialmente il mare appare abbastanza maneggevole, al che dopo un rapido conciliabolo per radio sul ch77 decidiamo di traversare per rotta 120° dritti sulla punta SW di Unjie. Rimango solo in pozzetto a gustarmi l'aria fresca, indosso anche una felpa sotto alla cerata e lascio che il pilota Charlie2 si goda queste ore di "veleggiata"; tutto bene se non fosse che il vento, e conseguentemente il mare, inizino a crescere via via che ci inoltriamo per il canale: i 20 nodi di bora diventano presto 25, e già che paiono anche abbondare riduco tutto, prendendo (nuovamente) subito le due mani di terzaroli alla randa e dimezzando il genoa; ma, nuovamente, procedendo verso centro canale le condizioni peggiorano alquanto, con il vento che si stabilizza più intorno ai 30 nodi, che passeranno presto anche a 35 laddove anche il mare inizia a gonfiarsi: verso centro canale soffia che è una meraviglia, polverizzando l'acqua che mi arriva in faccia quando più dolce dal cielo, quando più salata dagli spruzzi, però le onde, che non superano i 2 metri, non arrivano quasi mai a centro barca ma vengono più al giardinetto di sinistra, ed il Topkapi fila veramente liscio sull'acqua fendendo i flutti. Il log segna ormai 7 nodi fissi, e con Charlie2 fermo e deciso alla barra non perdiamo un solo grado, quasi non sembriamo conoscere scaroccio alcuno, e quando prendiamo l'onda più in poppa voliamo in planata a oltre gli 8 nodi. Ad un certo punto vorrei anche ridurre un pò il fiocco, non vedo più il Tellina davanti a noi in mezzo al muro di acqua e di vento che ci precede a prua, ma ci sono molte barche in giro e la cosa mi incoraggia tanto, salvo notare che i più hanno per l'appunto una velatura molto ridotta rispetto alla nostra, in particolare tre Bavaria 40 (presumibilmente in flottiglia) che ci navigano due sopravento e l'altro parecchio sottovento verso il largo, ma tutti soltanto con un fiocchetto da tempesta a prua. Il tentativo di ridurre il genoa peraltro va a vuoto, provo un paio di volte ma la cimetta pare bloccata e di andare a prua con questo tempo proprio non se ne parla, sono già saldamente assicurato con la cintura in pozzetto, e da li non mi smuovo nemmeno per tutte le life-line del mondo! Al che pesco il jolly e decido genialmente di allascare un pelo -o due- la scotta del genoa: la vela di prua del Topkapi ha la bugna bella alta, allora non potendolo ridurre di più, ed agendo anche sul punto di scotta, gli conferisco una bella forma da yankee, alto e panciuto. Scelta azzeccata: con quel profilo la barca mi sviluppa una potenza inaudita a prua, e mentre vedo i tre Bavaria lottare contro i flutti, sballonzolando, ingavonandosi e mettendo spesso la prua in acqua, (immaginandosi con quale confort di navigazione, sopra e sottobordo), apprezzo il Topkapi che invece sta dritto sull'acqua come una spada, anzi direi meglio una sciabola con la punta all'insù, scivolando sull'acqua con la prua asciutta a spaccare l'onda come un coltello che tagliasse il burro: iniziamo a surfare sul filo degli 8 nodi con continuità e con quel passo vedo i tre bavarioni sempre più vicini, al punto che quelli sopravento presto non li vedrò più sulla mia poppa, mentre l'altro che da sottovento si stava impiccando in una bolina strettissima per rientrare sottocosta, lo passerò un attimo dopo di vedere la mia prua tagliare la sua scia, a pochissimi metri, con una facilità davvero strabiliante. Tanto che da bordo mi hanno guardato in maniera un attimino esterrefatta, penso sentendosi più a bordo di uno scoglio doppiato da un incrociatore, che di una barca a vela di 40 piedi. Diciamo.. ;-)
Con qualche strizza sottobordo da parte dell'equipaggio che vedeva trafilare acqua salata negli stipetti, inevitabile con questo mare e con candelieri ultra-trentenni, traversiamo su Unjie a tempo di record, sempre con Charlie2 alla barra ed il Comandante comodamente rizzato ed assicurato in pozzetto, sempre più infreddolito (quasi tremavo dal freddo!!!) rimpiangendo il Murphy&Nye invernale che -nonostante un mio timido diniego- Daria mi aveva ordinato di sbarcare per far spazio nell'armadio, e perciò lasciato colpevolmente a friggersi dentro l'autovettura parcheggiata a Caorle. Mi sarebbe anche piaciuto avere uno spray-hood o meglio ancora un parabrezza stile HR o Najad, e perché no pure uno scafandro per la macchina digitale, per fare qualche filmino di quelli di solito molto gettonati su youtube, ma mi sono solo dovuto accontentare di pregare i Santi protettori dei marinai, che queste 20 e rotte miglia finissero presto. Accontentato infine, ma non più di tanto, perché in meno di tre ore dal faro siamo a Unjie ma li non s'entra, perché risalire contro vento verso il paese o le baie a est è impossibile, quindi tocca allungare strada e strazio, e si decide per radio di allungarci fino a Lussino. Sotto Unjie e le Canidole, peraltro, si gode del ridosso offerto dalle isole e non solo il mare si calma un bel pò, ma pure la mia media va abbassandosi (ed allascando la rotta per seguire la costa, con l'apparente che gira al giardinetto, vedo anche i tre bavarioni rinvenirmi addosso da poppa..).
Alla fine entriamo a Lussino senza fatica, trovando il Tellina già all'ancora ed accostando comodamente alla loro murata destra; Miran mi prende le cime e poi viene a bordo aiutandomi a risolvere il problema all'avvolgifiocco, dopo che avevo arrotolato quel che avevo aperto del genoa in una specie di salsicciotto, lavorando con le due scotte impazzite con le bugne ad altezza di naso. Una volta riaperto il fiocco, quasi senza più vento sotto costa in fondo al fiordo, abbiamo constatato che avevo erroneamente dimenticato di passare la scottina dell'avvolgifiocco nel guidafilo, la sera che a Rovigno l'avevo tutta estratta dal tamburo, e pertanto s'era solo creato un piccolo imbroglio.. insomma: via la scotta nuovamente dal tamburo, ripassata dentro poi correttamente, e con una ennesima ripassatina di Svitol al tamburo ho risolto una volta per tutte questi problemi di srotolamento, mai più avuti nel mese seguente!
Dopo un pranzo veloce rassettiamo la barca ovviamente in condizioni penose dopo una navigazione così, e finalmente ci concediamo un meritato pomeriggio di relax, con i quattro bimbi che con le barche affiancate sono liberi di passare dall'una all'altra e di stare insieme come più aggradava loro (un cartone animato su una barca, la merenda a base di budino al cioccolato sull'altra, poi di nuovo sulla prima a saltellare sul tender rizzato sottosopra in coperta), e specialmente con i genitori finalmente liberi di parlottare per conoscerci un pò meglio, piuttosto che leggiucchiare, scrivere, mangiare crepes alla Nutella (sottratte alla prole) e persino dormire (mamma Daria con Francesco).
Andremo avanti così fino a sera e non ci sarà occasione migliore per conoscerci tutti meglio, e capire d'aver costituito, peraltro casualmente, una bellissima mini-flottiglia, e che quest'esperienza di navigare insieme sarà bene portarla avanti il più a lungo possibile: Miran e Veronika sono simpatici ma specialmente molto interessanti, due splendide persone la cui compagnia è piacevole e la conversazione molto stimolante; le loro tre bambine sono bellissime ma specialmente giocano con Simone come si conoscessero tutti e quattro da sempre, eppure non si capiscono nemmeno quanto a linguaggio. I bambini sono favolosi.
Miglia percorse 37 (totali 104)
mercoledì 5 agosto 2009
le ferie di Charlie2 (..segue..)
21/6 GIORNO QUATTRO: Rovigno - Veruda (19 miglia, 3h. vela e 1h. motore)
Sveglia presto quindi uscita alla svelta per tornare in paese: la sim VIP provata la sera prima sul pc da qualche problemino e serve un consulto presso il rivenditore; per far presto prendo a noleggio una bici (20 kn x 1 ora) e sfruttare il più presto possibile la bella giornata di sole che si preannuncia già, con tanto di NE moderato in aggiunta.
Esco e vado in centro che ancora tutti dormono a bordo: ci scappa il caffè al bar ed una visita al Konzum (cioccolata, riso e carta igienica per 60 kn), poi al negozio Vip sono bravi e svelti a configurare come dovuto la mia chiavetta secondo settaggi richiesti.. adesso funziona!
Chiudo i conti con il marina rientrando, e sono 712 kn per le due notti infine, in classe 10 metri per soli 15 centimetri e per un big salasso, e siamo pronti a mollare gli ormeggi non prima di averci dato commiato dalla simpatica nonna bavarese (di nome e di fatto) ormeggiata alla nostra sinistra: 74enne, con Bavaria 32 pressoché nuovo in vendita, dato che il marito 81enne ha deciso di mollare definitivamente con la vela dopo l'ultima navigazione 15gg prima, e visto il disinteresse dei figli!
Subito fuori dal porto il vento annunciato ci investe, e dopo un'occhiata al comportamento delle altre barche già all'esterno del faro di Ivan na Pucini, decido per una velatura decisamente ridotta: due mani subito alla randa e genoa dimezzato. Scelta rivelatasi presto azzeccata perché con un vento che da traverso scade presto a bolina larga, soffiando a non meno di 20 nodi che sotto raffica superano pure i 30, si viaggia ad una media di velocità ben oltre i 6 nodi e con punte che spesso superano i 7. Più che ottimo per noi, insomma.
Bene così fino al traverso di Pola, quando salta spezzata la scottina sotto sforzo del carrello della randa e non si riesce a virare per tornare più sotto costa, visto che nel frattempo anche il mare si è discretamente gonfiato.
Arrotoliamo il genoa e proviamo dunque ad andare a motore con la randa al centro per stabilizzarci alle onde, ma poi pure quella la mandiamo giù che infine sembra solo ci freni, ed in un'oretta di motore a 2000 giri/min, con vento e mare di prua che va calando approssimandosi alla costa sopravento, entriamo dritti dritti a Veruda.
La baia è semi-deserta e risaliamo fino in fondo, verso Soline, agganciando un gavitello verde che un equipaggio tedesco alla fonda ci ha indicato come "free" (e gratis infatti risultò!): il bagno per passare la cima sulla boccola inferiore mi serve a scaldarmi dall'aria freschina incassata in navigazione, e dopo uno scroscio di pioggia pare anche che voglia schiarire per l'ora del tramonto.
Così è infatti: abbiamo tempo di rassettare la barca che anche i panni possono esser stesi alle draglie, e posso dedicarmi al primo imprevisto della vacanza: il carichino da barca del pc, quello che eleva la potenza dai 12v della presa accendisigari ai 19v necessari all'alimentazione del computer non va più, il pc è già scarico ma adesso che siamo online in rete locale vorrei consultare la meteo, in vista dell'attraversamento del Quarnaro, ma è impossibile. Non resta che lo sbarco a terra: perciò procediamo allo gonfiaggio del tender a prua e con Simone si parte alla ricerca di una fonte di corrente a 220 volt armati di pc nella borsa stagna da sbarco.
Sbarchiamo -letteralmente!- dentro casa di alcuni villeggianti, parte croati e parte tedeschi, arrivando da un moletto e da li per un sentiero che sbuca nel loro giardino: sono gentilissimi e piuttosto che mandarci al bar della zona, come io aspiravo, essendo questo distante almeno un kilometro ci offrono la loro veranda! Ed alla fine gli lasceremo anche il pc da tenere in carica per tutta la notte..
Nel corso del giretto in tender di rientro a bordo, entusiasti del collaudo al nuovo fuoribordo elettrico, incrociamo un altro equipaggio familiare pure loro a spasso in gommino all'ora del tramonto. Lui si incuriosisce proprio a proposito del fuoribordo elettrico e con la scusa si attacca bottoni: si chiama Miran, è sloveno, e naviga sul suo Gib'sea di 9 metri e rotti "TELLINA" -quasi coetaneo del Topkapi- insieme alla moglie e le loro tre bambine, di 8, 6 e 3 anni, tutte bellissime. Il suo karma velistico è quello di sfruttare le giornate di brutto tempo per navigare, così da lasciare intatte quelle di bel tempo, per trascorrerle comodamente in baia a far bagni: trarrò da questo sano principio un valido insegnamento, da oggi in poi.
Salutandoci ci proponiamo di navigare un pò assieme, e ci si da appuntamento all'indomani mattina sul canale 77 per affrontare il temibile Quarnaro facendoci un pò di compagnia.
Miglia percorse 19 (totali 67)


20/6 GIORNO TRE: Rovigno (fermi)
Passiamo la mattina seppelliti sottobordo, e sotto continui scrosci di pioggia, alternati a rasserenamenti quando il vento girava appena da bora, ma per lo più la pioggia arriva da mezzogiorno; ritiriamo il bollettino alla reception e ci sono warnings da farsela addosso dentro la cerata; i colpi di bora a 70 nodi peraltro non li avvertiremo mai..
anzi: dopo pranzo si schiarisce pure e si va a passeggio per la città: troviamo la scheda Vip per il collegamento internet (si chiama Vip Broadband, e costa come sempre sempre 100 kn), ma ci facciamo anche fregare al mercato della frutta, dove ci spillano ben 175 kn per 1,5 kg di ciliegie e 2 kg di albicocche, tutta frutta molto bella ma in fondo scarsina successivamente al test del gusto; si salva il pane fresco del vicino chioschetto, per lo meno.
Saliamo sino al sagrato della Cattedrale di S.Eufemia, e c'è anche il "Falcone Maltese" sullo sfondo ormeggiato in rada. Un gelato sulla passeggiata lungo il fronte del porto e poi rientriamo a bordo per la cena, non prima di aver trovato allo shop del marina il tanto desiderato gancio per la presa del gavitello, pagato 80 kn con tante speranze di usarlo presto e bene (ed infine dimenticato in fondo ad un gavone in carteggio, e mai usato!).
Al tramonto c'è nuovamente un bel sole caldo e limpido, tanto che i bimbi fanno un bagno in pozzetto nella loro piscinetta, con Simone che collauda la maschera da sub appena ricevuta (altre 150 kn, i giorni di fermo a terra si pagano cari!).
Cena a bordo, e pure i fuochi d'artificio prima di andare a nanna: le previsioni annunciano miglioramento e tutti i preparativi per scappare presto dal marina sono conclusi (pieno dell'acqua, batterie cariche e non solo quelle della barca; passerella già a bordo).
Da domani si torna a navigare.
Miglia percorse 0 patacca (totali 48)




Sveglia presto quindi uscita alla svelta per tornare in paese: la sim VIP provata la sera prima sul pc da qualche problemino e serve un consulto presso il rivenditore; per far presto prendo a noleggio una bici (20 kn x 1 ora) e sfruttare il più presto possibile la bella giornata di sole che si preannuncia già, con tanto di NE moderato in aggiunta.
Esco e vado in centro che ancora tutti dormono a bordo: ci scappa il caffè al bar ed una visita al Konzum (cioccolata, riso e carta igienica per 60 kn), poi al negozio Vip sono bravi e svelti a configurare come dovuto la mia chiavetta secondo settaggi richiesti.. adesso funziona!
Chiudo i conti con il marina rientrando, e sono 712 kn per le due notti infine, in classe 10 metri per soli 15 centimetri e per un big salasso, e siamo pronti a mollare gli ormeggi non prima di averci dato commiato dalla simpatica nonna bavarese (di nome e di fatto) ormeggiata alla nostra sinistra: 74enne, con Bavaria 32 pressoché nuovo in vendita, dato che il marito 81enne ha deciso di mollare definitivamente con la vela dopo l'ultima navigazione 15gg prima, e visto il disinteresse dei figli!
Subito fuori dal porto il vento annunciato ci investe, e dopo un'occhiata al comportamento delle altre barche già all'esterno del faro di Ivan na Pucini, decido per una velatura decisamente ridotta: due mani subito alla randa e genoa dimezzato. Scelta rivelatasi presto azzeccata perché con un vento che da traverso scade presto a bolina larga, soffiando a non meno di 20 nodi che sotto raffica superano pure i 30, si viaggia ad una media di velocità ben oltre i 6 nodi e con punte che spesso superano i 7. Più che ottimo per noi, insomma.
Bene così fino al traverso di Pola, quando salta spezzata la scottina sotto sforzo del carrello della randa e non si riesce a virare per tornare più sotto costa, visto che nel frattempo anche il mare si è discretamente gonfiato.
Arrotoliamo il genoa e proviamo dunque ad andare a motore con la randa al centro per stabilizzarci alle onde, ma poi pure quella la mandiamo giù che infine sembra solo ci freni, ed in un'oretta di motore a 2000 giri/min, con vento e mare di prua che va calando approssimandosi alla costa sopravento, entriamo dritti dritti a Veruda.
La baia è semi-deserta e risaliamo fino in fondo, verso Soline, agganciando un gavitello verde che un equipaggio tedesco alla fonda ci ha indicato come "free" (e gratis infatti risultò!): il bagno per passare la cima sulla boccola inferiore mi serve a scaldarmi dall'aria freschina incassata in navigazione, e dopo uno scroscio di pioggia pare anche che voglia schiarire per l'ora del tramonto.
Così è infatti: abbiamo tempo di rassettare la barca che anche i panni possono esser stesi alle draglie, e posso dedicarmi al primo imprevisto della vacanza: il carichino da barca del pc, quello che eleva la potenza dai 12v della presa accendisigari ai 19v necessari all'alimentazione del computer non va più, il pc è già scarico ma adesso che siamo online in rete locale vorrei consultare la meteo, in vista dell'attraversamento del Quarnaro, ma è impossibile. Non resta che lo sbarco a terra: perciò procediamo allo gonfiaggio del tender a prua e con Simone si parte alla ricerca di una fonte di corrente a 220 volt armati di pc nella borsa stagna da sbarco.
Sbarchiamo -letteralmente!- dentro casa di alcuni villeggianti, parte croati e parte tedeschi, arrivando da un moletto e da li per un sentiero che sbuca nel loro giardino: sono gentilissimi e piuttosto che mandarci al bar della zona, come io aspiravo, essendo questo distante almeno un kilometro ci offrono la loro veranda! Ed alla fine gli lasceremo anche il pc da tenere in carica per tutta la notte..
Nel corso del giretto in tender di rientro a bordo, entusiasti del collaudo al nuovo fuoribordo elettrico, incrociamo un altro equipaggio familiare pure loro a spasso in gommino all'ora del tramonto. Lui si incuriosisce proprio a proposito del fuoribordo elettrico e con la scusa si attacca bottoni: si chiama Miran, è sloveno, e naviga sul suo Gib'sea di 9 metri e rotti "TELLINA" -quasi coetaneo del Topkapi- insieme alla moglie e le loro tre bambine, di 8, 6 e 3 anni, tutte bellissime. Il suo karma velistico è quello di sfruttare le giornate di brutto tempo per navigare, così da lasciare intatte quelle di bel tempo, per trascorrerle comodamente in baia a far bagni: trarrò da questo sano principio un valido insegnamento, da oggi in poi.
Salutandoci ci proponiamo di navigare un pò assieme, e ci si da appuntamento all'indomani mattina sul canale 77 per affrontare il temibile Quarnaro facendoci un pò di compagnia.
Miglia percorse 19 (totali 67)
20/6 GIORNO TRE: Rovigno (fermi)
Passiamo la mattina seppelliti sottobordo, e sotto continui scrosci di pioggia, alternati a rasserenamenti quando il vento girava appena da bora, ma per lo più la pioggia arriva da mezzogiorno; ritiriamo il bollettino alla reception e ci sono warnings da farsela addosso dentro la cerata; i colpi di bora a 70 nodi peraltro non li avvertiremo mai..
anzi: dopo pranzo si schiarisce pure e si va a passeggio per la città: troviamo la scheda Vip per il collegamento internet (si chiama Vip Broadband, e costa come sempre sempre 100 kn), ma ci facciamo anche fregare al mercato della frutta, dove ci spillano ben 175 kn per 1,5 kg di ciliegie e 2 kg di albicocche, tutta frutta molto bella ma in fondo scarsina successivamente al test del gusto; si salva il pane fresco del vicino chioschetto, per lo meno.
Saliamo sino al sagrato della Cattedrale di S.Eufemia, e c'è anche il "Falcone Maltese" sullo sfondo ormeggiato in rada. Un gelato sulla passeggiata lungo il fronte del porto e poi rientriamo a bordo per la cena, non prima di aver trovato allo shop del marina il tanto desiderato gancio per la presa del gavitello, pagato 80 kn con tante speranze di usarlo presto e bene (ed infine dimenticato in fondo ad un gavone in carteggio, e mai usato!).
Al tramonto c'è nuovamente un bel sole caldo e limpido, tanto che i bimbi fanno un bagno in pozzetto nella loro piscinetta, con Simone che collauda la maschera da sub appena ricevuta (altre 150 kn, i giorni di fermo a terra si pagano cari!).
Cena a bordo, e pure i fuochi d'artificio prima di andare a nanna: le previsioni annunciano miglioramento e tutti i preparativi per scappare presto dal marina sono conclusi (pieno dell'acqua, batterie cariche e non solo quelle della barca; passerella già a bordo).
Da domani si torna a navigare.
Miglia percorse 0 patacca (totali 48)
martedì 4 agosto 2009
"in loving memory di Charlie2, dalle ferie alla pensione"
alias.. Diario di Bordo della vacanza appena conclusa... 4 decine di puntate. :-OO
pronti su via, vai con i primi giorni, avevo poca voglia di scrivere ma anche poco materiale, ed allora li condensiamo insieme..... :-)
19/6 GIORNO DUE: Cittanova - Rovigno (15 miglia, 3h. motore)
Risveglio con il pensiero rivolto a Charlie2 in riparazione, e con il dubbio sul da farsi dopo che la meteo da bora forte per i due giorni a venire; mentre tutti i vicini vanno via di prima mattina però telefona il buon Matteo e ci dice che il pilota è riparato, quindi di corsa a terra a ritirarlo. Nella strada c'è il tempo per comprare delle scarpette da bagno al Simone (50 kune), dopo che s'era già graffiato i piedi sulle perigliosissime scalette di discesa a mare dalla piattaforma di Cittanova, e specialmente una coppia di utilissimi cuscini ripiegabili da spiaggia, a righe blu e bianche, perfetti come misura per le panche del pozzetto del Topkapi (70kn l'uno).
Il programma è di proseguire verso Sud, con il proposito di guadagnare un ridosso sicuro e possibilmente utile a trascorrere gli eventuali e presunti giorni di sosta: si decide di portarsi a Rovigno. Arriviamo navigando a motore entro pranzo, quindi si fa mangiare i poppi prima di entrare nel bacino, ma poi, vedendo la giornata veramente splendida, calda ed assolata, decidiamo di prenderci una notte in marina prenotando il posto al volo: senza nemmeno dare le cime molliamo all'ormeggiatore i documenti e quindi ci concediamo di proseguire per una meritata sosta pranzo+bagno, decidendo per la baia ovest dell'Isola Rossa (Sveti Andrjia). Relax totale all'ancora fino al tramonto, e mi ci scappa anche un sonnellino in pozzetto e dopo pure una breve veleggiata davanti al paese, nel rientro verso il porto, utilissima per scoprire una strana avaria all'avvolgifiocco che, semibloccato, non permetteva al genoa di srotolatarsi per intero liberamente (si trattava della drizza dello spi in parte avvolta dentro la vela in testa d'albero: la sera, dopo cena, mi sono dilettato a sistemare tutto, aprendo la vela su sè stessa e poi ripassando nel tamburo tutta la scottina manualmente..).
Ceniamo in pozzetto con una pasta al pomodoro, ricotta e basilico fresco della nostra piantagione di bordo, (abbiamo messo il cestino al pulpito di poppa come sulle barche che si rispettino, con mentuccia e basilico..), poi dopo cena mando i bimbi con la mamma a pescare sulla franata in cima al pontile e faccio in tempo ad arrotolare di nuovo la vela di prua che arriva il vento e le prime gocce di pioggia, e si vedono lontani dei lampi in cielo.
Molto simpatica la coppia a bordo della barca vicina d'ormeggio, due cortinesi dall'età da pensionati, che tengono questo bel Nauticat 33 stanziale qui all'ACI di Rovigno.
Momento clou della giornata è comunque la tosatura pre-cena del Comandante: mi sono sottoposto allo strazio sedendomi in fondo al pozzetto e lasciando che mamma Daria e Simone infierissero liberamente sul mio scalpo. Qualunque sia stato il risultato, ci voleva. Ho la testa più leggera e così penso anche meglio.
Miglia percorse 15 (totali 48)



18/6 GIORNO UNO: Caorle-Cittanova (33 mgl, tutte a motore in 6h. circa)
L'unica nota degna di nota è l'avaria scoperta in partenza all'autopilota Charlie2: smonto l'unità centrale e trovo la bussola staccata per la rottura del perno, riparo tutto e rimetto la fluxgate in sede ma senza esito, non tiene la rotta ugualmente e tocca stare alla barra! un leggero NW nel pomeriggio avvicinandosi alla costa istrana ma arriva troppo tardi per noi, manca poco e concludiamo la smotorata di 6 ore scarse complessive, così come l'avevamo iniziata! ..il caldo è atroce e tocca andare di secchiate, prima e dopo il pranzo, con una dignitosa pasta al pesto..
Pratiche di ingresso in dogana molto veloci, siamo in un giovedì di metà giugno, e sia la rada che la diga sono mezzi vuoti; conosciamo presso il gabiotto del polizziotto un simpatico equipaggio italiano di un Comet 800 chiamato "G&G" (2 coppie di mezza età e provenienza mista nordica/suddica) e poi ce li ritroviamo a fianco all'ormeggio in diga, dove andiamo come loro di prua per vincere più che altro la significativa bassa marea (loro saranno più bravi di noi a sfuggire alla gabella, scappando presto all'indomani mattina e sottraendosi al pagamento delle 144kn da noialtri invece dovute)
Sfruttiamo il pomeriggio in paese per il disbrigo di una serie di pratiche di "accesso allo stato croato", a partire dalla riparazione MIRACOLOSA del pilota (il buon Matteo elettricista del cantiere, che per 150 euro sostituisce dalla sera alla mattina seguente la bussola in cortocircuito), ma anche acquistando -con qualche difficoltà di reperimento, va detto- una scheda della VIP per le comunicazioni vocali con il cellulare (100kn con altrettanto traffico precaricato); non si trova invece la scheda ad uso dati, e per quella bisognerà aspettare di spostarci in un centro più grande; ne approfittiamo anche per prelevare contante in valuta locale (2000kn al bancomat), comprare pane e carne nello shop sulla rotonda con l'ancorone (48kn), e regalare al Simone 30' di gioco ai galleggianti gonfiabili, per 25kn.
Ceniamo tranquillamente in pozzetto con una frittata di pasta ed insalata di pomodori, ascoltando le previsioni che danno bora nei giorni seguenti.
Miglia percorse 33 (totali 33)
17/6 GIORNO ZERO: Trento-Caorle
Finisco di caricare l'auto, completiamo la cambusa di passaggio alla Coop di Feltre e sistemata l'auto si arriva in barca a caricare quel che manca (il "grosso" ivi giaceva stivato già a partire dal we precedente..)
pronti su via, vai con i primi giorni, avevo poca voglia di scrivere ma anche poco materiale, ed allora li condensiamo insieme..... :-)
19/6 GIORNO DUE: Cittanova - Rovigno (15 miglia, 3h. motore)
Risveglio con il pensiero rivolto a Charlie2 in riparazione, e con il dubbio sul da farsi dopo che la meteo da bora forte per i due giorni a venire; mentre tutti i vicini vanno via di prima mattina però telefona il buon Matteo e ci dice che il pilota è riparato, quindi di corsa a terra a ritirarlo. Nella strada c'è il tempo per comprare delle scarpette da bagno al Simone (50 kune), dopo che s'era già graffiato i piedi sulle perigliosissime scalette di discesa a mare dalla piattaforma di Cittanova, e specialmente una coppia di utilissimi cuscini ripiegabili da spiaggia, a righe blu e bianche, perfetti come misura per le panche del pozzetto del Topkapi (70kn l'uno).
Il programma è di proseguire verso Sud, con il proposito di guadagnare un ridosso sicuro e possibilmente utile a trascorrere gli eventuali e presunti giorni di sosta: si decide di portarsi a Rovigno. Arriviamo navigando a motore entro pranzo, quindi si fa mangiare i poppi prima di entrare nel bacino, ma poi, vedendo la giornata veramente splendida, calda ed assolata, decidiamo di prenderci una notte in marina prenotando il posto al volo: senza nemmeno dare le cime molliamo all'ormeggiatore i documenti e quindi ci concediamo di proseguire per una meritata sosta pranzo+bagno, decidendo per la baia ovest dell'Isola Rossa (Sveti Andrjia). Relax totale all'ancora fino al tramonto, e mi ci scappa anche un sonnellino in pozzetto e dopo pure una breve veleggiata davanti al paese, nel rientro verso il porto, utilissima per scoprire una strana avaria all'avvolgifiocco che, semibloccato, non permetteva al genoa di srotolatarsi per intero liberamente (si trattava della drizza dello spi in parte avvolta dentro la vela in testa d'albero: la sera, dopo cena, mi sono dilettato a sistemare tutto, aprendo la vela su sè stessa e poi ripassando nel tamburo tutta la scottina manualmente..).
Ceniamo in pozzetto con una pasta al pomodoro, ricotta e basilico fresco della nostra piantagione di bordo, (abbiamo messo il cestino al pulpito di poppa come sulle barche che si rispettino, con mentuccia e basilico..), poi dopo cena mando i bimbi con la mamma a pescare sulla franata in cima al pontile e faccio in tempo ad arrotolare di nuovo la vela di prua che arriva il vento e le prime gocce di pioggia, e si vedono lontani dei lampi in cielo.
Molto simpatica la coppia a bordo della barca vicina d'ormeggio, due cortinesi dall'età da pensionati, che tengono questo bel Nauticat 33 stanziale qui all'ACI di Rovigno.
Momento clou della giornata è comunque la tosatura pre-cena del Comandante: mi sono sottoposto allo strazio sedendomi in fondo al pozzetto e lasciando che mamma Daria e Simone infierissero liberamente sul mio scalpo. Qualunque sia stato il risultato, ci voleva. Ho la testa più leggera e così penso anche meglio.
Miglia percorse 15 (totali 48)
18/6 GIORNO UNO: Caorle-Cittanova (33 mgl, tutte a motore in 6h. circa)
L'unica nota degna di nota è l'avaria scoperta in partenza all'autopilota Charlie2: smonto l'unità centrale e trovo la bussola staccata per la rottura del perno, riparo tutto e rimetto la fluxgate in sede ma senza esito, non tiene la rotta ugualmente e tocca stare alla barra! un leggero NW nel pomeriggio avvicinandosi alla costa istrana ma arriva troppo tardi per noi, manca poco e concludiamo la smotorata di 6 ore scarse complessive, così come l'avevamo iniziata! ..il caldo è atroce e tocca andare di secchiate, prima e dopo il pranzo, con una dignitosa pasta al pesto..
Pratiche di ingresso in dogana molto veloci, siamo in un giovedì di metà giugno, e sia la rada che la diga sono mezzi vuoti; conosciamo presso il gabiotto del polizziotto un simpatico equipaggio italiano di un Comet 800 chiamato "G&G" (2 coppie di mezza età e provenienza mista nordica/suddica) e poi ce li ritroviamo a fianco all'ormeggio in diga, dove andiamo come loro di prua per vincere più che altro la significativa bassa marea (loro saranno più bravi di noi a sfuggire alla gabella, scappando presto all'indomani mattina e sottraendosi al pagamento delle 144kn da noialtri invece dovute)
Sfruttiamo il pomeriggio in paese per il disbrigo di una serie di pratiche di "accesso allo stato croato", a partire dalla riparazione MIRACOLOSA del pilota (il buon Matteo elettricista del cantiere, che per 150 euro sostituisce dalla sera alla mattina seguente la bussola in cortocircuito), ma anche acquistando -con qualche difficoltà di reperimento, va detto- una scheda della VIP per le comunicazioni vocali con il cellulare (100kn con altrettanto traffico precaricato); non si trova invece la scheda ad uso dati, e per quella bisognerà aspettare di spostarci in un centro più grande; ne approfittiamo anche per prelevare contante in valuta locale (2000kn al bancomat), comprare pane e carne nello shop sulla rotonda con l'ancorone (48kn), e regalare al Simone 30' di gioco ai galleggianti gonfiabili, per 25kn.
Ceniamo tranquillamente in pozzetto con una frittata di pasta ed insalata di pomodori, ascoltando le previsioni che danno bora nei giorni seguenti.
Miglia percorse 33 (totali 33)
17/6 GIORNO ZERO: Trento-Caorle
Finisco di caricare l'auto, completiamo la cambusa di passaggio alla Coop di Feltre e sistemata l'auto si arriva in barca a caricare quel che manca (il "grosso" ivi giaceva stivato già a partire dal we precedente..)
i flash della crociera
in attesa di iniziare la trascrizione del diario di bordo, un paio di flash... dei momenti emblematici della vacanza.. :)
- i nodi parlati di Simone, e piano piano anche quelli di mamma Daria
- le stelline Plasmon, dal potere adesivo semi-strutturale, ovunque a bordo
- il bagno nel secchio di Francesco in navigazione
- i gelati Auto&Moto della Ledo, e relative cartine da collezionare, comperato in ogni scoglio
- gli strilli di Francesco ad ogni manovra di ormeggio (barca-ambulanza che entra nel porto..)
- Daria che litiga a testate con la varea del boma
- il Comandante tosato in fondo al pozzetto in marina a Rovigno
- il tremendo Quarnaro d'andata, con la bora al traverso ed il mare negli stipetti
- l'alpinistica a Zut
- il barbecue di tonno sugli scogli di Statival, in pieno parco delle Kornati
- la pekara della casbatica Murter, ed i suoi bomboloni
- l'ormeggio sul Cherca, all'ombra di un pino, con i pesciolini sotto allo scandaglio allarmato
- il berretto da marinaio di Simone, preso a Scardona
- i (power) Ranger dei tre parchi visitati
- l'ormeggio a Kakan, sopravento a non meno di 200 barche alla fonda
- i campi boe collocati in ogni dove
- il gioco del "gavitello" con i bimbi in acqua bassa
- l'inospitalità di Kaprjie
- il factotum di Knez, Christian: ormeggiatore, cameriere tuttofare ai tavoli e pure procacciatore di datteri
- la fruttarola ninfomane di Silba
- i tramonti di Olib
- l'umanità sudata ed i taxiboat di Rab, ma anche le rondini impazzite in cielo
- la schiera di motoscafi in Uvala Mieli, ma solo fino al tramonto
- i temporali davanti punta S.Croce, ed il Topkapi che vola in poppa a quasi 6 nodi a secco di vele
- la fuga da Veli Losinj con la risacca che vuole posare la barca in banchina
- il Topkapi che risale il maestrale per 340°, per tutta la lunghezza di Pag
- l'Oktoberfest in versione estiva a Vestar
- il lancio di mollette in mare staccate dai panni stesi alle draglie (Francesco)
- Francesco che impara a gattonare a bordo, ma anche a tenersi in piedi alla rotaia del trasto per vedere che succede di sotto (quando non stava a smontare il quadro motore)
- i presepi notturni di Maracol e Veruda
- i servizi scroccati al camping Indie
- i tuffi dalla diga foranea di Cittanova con la bassa marea
- Carunchio che smonta e sostituisce la stessa girante demolita due volte in 15 giorni
- la felicità del Comandante a vedere il tavolo da carteggio sgombro
- le lunghe ferie di Charlie2, prossimo alla pensione
e specialmente
- i tanti amici incontrati, nuovi e vecchi (in ordine di apparizione): Miran, Veronika, Ester, Iris e Olivia del TELLINA; Fausto e signora di EUFORIA; Sonia e Giorgio del BOILED FISH; Paolo, Violetta, Leo e Eva del DELFIN

- i nodi parlati di Simone, e piano piano anche quelli di mamma Daria
- le stelline Plasmon, dal potere adesivo semi-strutturale, ovunque a bordo
- il bagno nel secchio di Francesco in navigazione
- i gelati Auto&Moto della Ledo, e relative cartine da collezionare, comperato in ogni scoglio
- gli strilli di Francesco ad ogni manovra di ormeggio (barca-ambulanza che entra nel porto..)
- Daria che litiga a testate con la varea del boma
- il Comandante tosato in fondo al pozzetto in marina a Rovigno
- il tremendo Quarnaro d'andata, con la bora al traverso ed il mare negli stipetti
- l'alpinistica a Zut
- il barbecue di tonno sugli scogli di Statival, in pieno parco delle Kornati
- la pekara della casbatica Murter, ed i suoi bomboloni
- l'ormeggio sul Cherca, all'ombra di un pino, con i pesciolini sotto allo scandaglio allarmato
- il berretto da marinaio di Simone, preso a Scardona
- i (power) Ranger dei tre parchi visitati
- l'ormeggio a Kakan, sopravento a non meno di 200 barche alla fonda
- i campi boe collocati in ogni dove
- il gioco del "gavitello" con i bimbi in acqua bassa
- l'inospitalità di Kaprjie
- il factotum di Knez, Christian: ormeggiatore, cameriere tuttofare ai tavoli e pure procacciatore di datteri
- la fruttarola ninfomane di Silba
- i tramonti di Olib
- l'umanità sudata ed i taxiboat di Rab, ma anche le rondini impazzite in cielo
- la schiera di motoscafi in Uvala Mieli, ma solo fino al tramonto
- i temporali davanti punta S.Croce, ed il Topkapi che vola in poppa a quasi 6 nodi a secco di vele
- la fuga da Veli Losinj con la risacca che vuole posare la barca in banchina
- il Topkapi che risale il maestrale per 340°, per tutta la lunghezza di Pag
- l'Oktoberfest in versione estiva a Vestar
- il lancio di mollette in mare staccate dai panni stesi alle draglie (Francesco)
- Francesco che impara a gattonare a bordo, ma anche a tenersi in piedi alla rotaia del trasto per vedere che succede di sotto (quando non stava a smontare il quadro motore)
- i presepi notturni di Maracol e Veruda
- i servizi scroccati al camping Indie
- i tuffi dalla diga foranea di Cittanova con la bassa marea
- Carunchio che smonta e sostituisce la stessa girante demolita due volte in 15 giorni
- la felicità del Comandante a vedere il tavolo da carteggio sgombro
- le lunghe ferie di Charlie2, prossimo alla pensione
e specialmente
- i tanti amici incontrati, nuovi e vecchi (in ordine di apparizione): Miran, Veronika, Ester, Iris e Olivia del TELLINA; Fausto e signora di EUFORIA; Sonia e Giorgio del BOILED FISH; Paolo, Violetta, Leo e Eva del DELFIN
lunedì 3 agosto 2009
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